Opinioni - Due opinioni diverse, persino contrapposte, sulla vicenda che coinvolge il conduttore di Report. Il nostro giornale sceglie di pubblicarle entrambe: perché il pluralismo non consiste nel proporre soltanto le idee che condividiamo, ma nel mettere il lettore nelle condizioni di conoscere punti di vista differenti e formarsi liberamente una propria opinione
Sul caso Sigfrido Ranucci si sta discutendo molto. E, come spesso accade quando al centro del dibattito finiscono informazione, politica e libertà di stampa, il rischio è quello di dividersi rapidamente in due schieramenti: con Ranucci o contro Ranucci, con Report o contro Report.Noi abbiamo scelto una strada diversa.
LeggoCassino ha chiesto a due suoi opinionisti di osservare la stessa vicenda da prospettive differenti. Ne sono nati due articoli che arrivano a conclusioni molto diverse e che proprio per questo abbiamo deciso di proporre insieme ai nostri lettori. Angelo Franchitto concentra la propria analisi sulla necessità di difendere il giornalismo d'inchiesta e l'autonomia dell'informazione. Nella sua lettura, Ranucci resta innanzitutto la vittima inconsapevole di un attentato e le polemiche che hanno investito il conduttore non devono trasformarsi nell'occasione per delegittimare Report e il ruolo di controllo esercitato dal giornalismo nei confronti del potere.
[LEGGI QUI L'ARTICOLO DI ANGELO FRANCHITTO]
Di segno differente l'analisi di Dario Nicosia. Il suo ragionamento parte da una distinzione precisa: non esistono elementi per mettere in discussione l'estraneità di Ranucci all'attentato, ma questo non impedisce di porre domande sul rapporto con Valter Lavitola e, soprattutto, sulla credibilità pubblica del giornalista. Nicosia applica allo stesso conduttore di Report quel metodo fatto di domande, rapporti e ricostruzioni che la trasmissione ha utilizzato per anni nelle proprie inchieste.
[LEGGI QUI L'ARTICOLO DI DARIO NICOSIA]
Due letture differenti. In alcuni passaggi, diametralmente opposte. Ed è esattamente questo il motivo per cui abbiamo deciso di pubblicarle entrambe.
LeggoCassino non vuole consegnare ai propri lettori una verità precostituita né stabilire quale delle due opinioni sia quella “giusta”. Crediamo che un giornale debba raccontare i fatti, distinguendoli sempre dalle opinioni, ma debba essere anche un luogo nel quale idee differenti possano confrontarsi.
Il pluralismo ha senso soprattutto quando le opinioni divergono. Pubblicare soltanto ciò che coincide con il proprio punto di vista sarebbe molto più semplice, ma offrire spazio a posizioni diverse significa riconoscere al lettore qualcosa di ancora più importante: il diritto di leggere, confrontare e decidere da solo da quale parte stare.
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