Opinioni - I cancelli chiusi sono una ferita aperta che fatica a rimarginarsi, un grave danno per gli amanti della città di cui dovranno rispondere i veri responsabili, coloro che hanno orchestrato un raggiro ai danni di tutta la comunità, in una vicenda che è ormai un caso giudiziario, prima che politico
C’è un limite oltre il quale la dialettica politica cessa di essere dibattito e diventa mera speculazione. Nel caso della Villa Comunale, solo un tonto farebbe fatica a rendersi conto quanto questo limite sia stato ampiamente già superato.
La chiusura dell’area verde – un problema reale, una sofferenza che i cittadini soffrono e vivono con comprensibile amarezza – è diventata la clava preferita di taluni pur di racimolare un briciolo di visibilità. Stranamente non chiamano in causa i responsabili diretti di questo disastro, mentre fanno fatica a prendere atto che, ora, è inutile bussare alle porte della politica per avere (ancora!) delucidazioni in merito alla Villa.
Saranno i periti nominati dalla Magistratura (già in azione dallo scorso 28 luglio) a riferire come stanno realmente le cose nella villa e al Magistrato stabilire le responsabilità dei singoli. La politica, per bocca del sindaco Enzo Salera e dell’Amministrazione comunale, ha già detto tutto ciò che c’era da dire. Lo ha fatto in varie occasioni, con dovizia di particolari. Non vi è altro da aggiungere se non attendere.
Rimane invece da aggiungere il perché di una sin troppo palese timidezza verso gli indagati, nei confronti dei quali non sono state levate altrettante severe parole critiche. Viene spontaneo chiedersi: perché costoro pubblicamente tacciono di fronte alle responsabilità di chi è finito sotto la lente della Magistratura?
Perché non una parola viene spesa contro chi avrebbe concordato un “pactum sceleris” per fregare il Comune, violare il capitolato d’appalto e consegnare un’opera non conforme? E’ un silenzio assai rumoroso perché, attaccando essi solo il Sindaco e la sua amministrazione, li trasforma, peraltro, quasi nei protettori di chi ha causato il danno e prodotto questa situazione.
Eppure c’è chi, a testa bassa, come neppure un caprone saprebbe fare, preferisce attaccare chi ha difeso l’interesse pubblico anziché dare sorde capocciate a chi ha tradito la fiducia della comunità. Il Comune in tutta questa vicenda è, indiscutibilmente, parte lesa. A suo tempo ha bloccato i lavori, ha emesso ordini di servizio, ha avviato procedure di risoluzione contrattuale in danno per gravi inadempimenti e si è opposto con fermezza ai tentativi di farsi beffare.
Tocca ora alla magistratura fare chiarezza andando sino in fondo, senza guardare in faccia a nessuno. Di fronte al ferimento così profondo di un patrimonio della nostra città, chiunque ami davvero Cassino e desideri veder riaperti, ed in totale sicurezza, i cancelli del nostro storico parco, dovrebbe schierarsi compatto a difesa della verità.
Anche perché la villa comunale non è solo un parco: è il cuore verde di Cassino, il respiro della nostra comunità, il luogo che custodisce la memoria e il futuro dei nostri giovani.
Vederne i cancelli chiusi è una ferita che brucia nell’anima di chiunque ami davvero questa terra. Ma di fronte a tale affronto, la risposta non può essere il calcolo politico. La polemica e la speculazione non riapriranno quei cancelli neanche un giorno prima. Soltanto la ricerca ostinata della verità, la giustizia e il rispetto profondo per la cosa pubblica sapranno far rifiorire il nostro patrimonio.
Confondere le responsabilità è un favore ai responsabili, dunque un inganno imperdonabile. In questa battaglia, il Sindaco e l’Amministrazione hanno fatto da scudo, schierandosi con fermezza contro la mala gestione e a difesa della città. Lasciare che la polvere della propaganda oscuri questo atto di coraggio e di rispetto per Cassino sarebbe la grande sconfitta di tutti.
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