Economia - Estate nera per lo stabilimento di Cassino con la produzione che resta ai minimi storici: da domani si fermano lastratura e verniciatura, il montaggio si blocca dal 27 luglio. Tra cassa integrazione, ferie estive e nuovi ammortizzatori, la ripresa è prevista non prima di settembre inoltrato: cresce la preoccupazione di operai e indotto
La crisi produttiva dello stabilimento Stellantis di Cassino continua ad aggravarsi. Quello che fino a poche settimane fa sembrava un rallentamento si sta trasformando in una delle estati più difficili degli ultimi anni per i lavoratori e per l'intero indotto. Dopo settimane di continui rinvii e comunicazioni aziendali, il bilancio aggiornato a oggi è ancora più pesante rispetto alle previsioni iniziali. Nel mese di luglio, infatti, la produzione è ripartita soltanto per tre giornate effettive, il 20, 21 e 22 luglio.
Da domani i reparti di lastratura e verniciatura torneranno nuovamente fermi, mentre il montaggio si fermerà da lunedì 27 luglio fino a venerdì 31, consentendo soltanto pochi giorni aggiuntivi di lavoro a una parte dei dipendenti.
Terminata questa breve parentesi, scatterà la lunga pausa estiva. Ad agosto, infatti, sono previste le ferie collettive e ulteriori periodi di cassa integrazione, con la ripresa produttiva che, secondo quanto trapela dagli ambienti sindacali e aziendali, potrebbe slittare addirittura alla seconda metà di settembre, quando è previsto anche il cambio modello sulle linee produttive.
Lo scenario che si prospetta è quindi estremamente pesante. Tra la fine di luglio, l'intero mese di agosto e le prime settimane di settembre, l'attività nello stabilimento rischia di rimanere pressoché azzerata. Per molti lavoratori, considerando ferie obbligate e ammortizzatori sociali, i giorni di presenza effettiva in fabbrica saranno ridottissimi.
Una situazione che continua ad avere ripercussioni dirette sugli stipendi. Da mesi gli operai convivono con un utilizzo massiccio della cassa integrazione, che ha comportato una significativa riduzione delle retribuzioni, con numerose famiglie costrette a fare i conti con entrate ormai insufficienti a sostenere le spese quotidiane.
Anche l'indotto continua a pagare un prezzo altissimo. Le aziende che lavorano per il Cassino Plant vedono diminuire commesse e attività, mentre cresce la preoccupazione per una crisi che non appare più limitata a una fase temporanea, ma che rischia di protrarsi anche dopo l'estate.
L'attesa resta ora concentrata sulle decisioni che Stellantis assumerà per il rilancio del sito produttivo e sull'avvio del nuovo modello destinato allo stabilimento laziale. Fino ad allora, però, il Cassino Plant continua a procedere a singhiozzo, con una produzione ridotta al minimo storico e migliaia di lavoratori costretti a convivere con un futuro ancora ricco di incognite.
Una situazione peggiore della luna estate dello scorso anno quando la situazione, alla data odierna, era la seguente: (Al via l'estate lunghissima di Stellantis: venerdì tutti a casa, incertezze sul ritorno).
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