Stellantis, anche luglio inizia al palo: nuovo fermo produttivo per Cassino

Economia - Unità di lastratura, verniciatura e montaggio bloccate dal 6 al 10 luglio. Domani la conferenza stampa a Torino della Fim-Cisl per presentare il report semestrale shock sui livelli occupazionali e produttivi del Gruppo in Italia

Stellantis, anche luglio inizia al palo: nuovo fermo produttivo per Cassino
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 02-07-2026 15:28 - Tempo di lettura 2 minuti

Non c’è pace per lo stabilimento Stellantis di Cassino. Il mese di luglio non è ancora iniziato, almeno dal punto di vista lavorativo, e già la direzione aziendale ha comunicato l'ennesimo stop forzato ai motori della produzione.

Il Comitato esecutivo del Gruppo ha infatti annunciato un nuovo fermo produttivo che andrà da lunedì 6 luglio a venerdì 10 luglio compresi. Il blocco questa volta colpirà direttamente le unità di lastratura, verniciatura e montaggio, trascinando con sé anche tutti i reparti e i servizi collegati. Una batosta che prolunga l'incertezza per i lavoratori e spegne sul nascere le speranze di una ripresa estiva lineare.

In questo clima di forte tensione e incertezza sul futuro industriale del Paese, i riflettori si spostano a Torino. Venerdì 3 luglio 2026, alle ore 11:00, la Fim Cisl ha convocato una conferenza stampa presso la propria sede torinese. 

L'obiettivo dei metalmeccanici della Cisl è fare chiarezza e presentare i dati reali e aggiornati del report sul secondo trimestre (e sul primo semestre complessivo) del 2026, focalizzandosi sui livelli di produzione e sull'impatto occupazionale in tutti gli stabilimenti italiani del Gruppo Stellantis.

All'incontro con i giornalisti per fare il punto della situazione e tracciare le linee d'azione sindacali saranno presenti i vertici della sigla: Ferdinando Uliano, Segretario generale Fim-Cisl; Stefano Boschini, Coordinatore nazionale Fim Cisl Automotive; Rocco Cutrì, Segretario generale Fim di Torino.

I numeri che verranno presentati domani racconteranno lo stato di salute reale di un gruppo che, tra continui stop e ricorso agli ammortizzatori sociali, continua a preoccupare i lavoratori e l'intero indotto dell'auto in Italia e in particolar modo quelli di Cassino.





Articoli Correlati


cookie