Cassino celebra gli 80 anni del voto alle donne: dibattito in Comune con Marta Bonafoni

Cultura - Nella sala Restagno un confronto sulla "rivoluzione incompiuta" della parità di genere. I dati della professoressa Taricone: «Donne più istruite in politica, ma c’è ancora un divario nelle cariche»

Cassino celebra gli 80 anni del voto alle donne: dibattito in Comune con Marta Bonafoni
di Redazione - Pubblicato: 05-06-2026 15:56 - Tempo di lettura 2 minuti

Presente Marta Bonafoni, consigliera regionale e coordinatrice della segreteria nazionale del Pd, si è tenuta ieri sera, nella sala Restagno, la seconda iniziativa dell’amministrazione comunale, dopo quella di martedì 2 giugno, per commemorare gli 80 anni dal primo voto alle donne. Una ricorrenza storica – è stato rilevato - che ha segnato il loro ingresso ufficiale nella vita politica e civile dell’Italia e, con il loro voto per la prima volta, la partecipazione attiva alla costruzione della Repubblica.

Al dibattito, moderato dalla brava giornalista Maria Cristina Tubaro, hanno preso parte i relatori Fiorenza Taricone, ordinaria di Pensiero Politico e Questione Femminile dell’Unicas, Giuseppe Iglieri, ricercatore in Storia Contemporanea dell’Università del Molise, l’assessora Maria Concetta Tamburrini, la consigliera comunale Ornella Rodi. Ad aprire i lavori per i saluti istituzionali il sindaco Enzo Salera. Ha citato Maria Maddalena Rossi, una delle 21 donne elette all’Assemblea Costituente, ricordando il suo ruolo fondamentale nel percorso verso la parità. Ha sottolineato il forte legame tra questa figura storica con la città, dove a lei è stato intitolato l’asilo comunale, “segno tangibile – ha detto -    di un omaggio ancora vivo nella comunità”.

Gli autorevoli interventi di alto profilo hanno registrato riflessioni profonde sul ruolo delle donne nella società contemporanea. E’ stato evidenziato, in particolare, come la parità di genere non sia solo una questione legislativa, ma un impegno culturale quotidiano. A mettere il dito nella piaga, una panoramica analitica sulla partecipazione femminile nelle istituzioni è stata la Taricone. Ha snocciolato dati che parlano da soli riguardo alla presenza femminile ancora limitata, attestata al 35,3% nei consigli comunali e al 15% per quanto riguarda le cariche di sindaco.

Quanto poi al profilo delle amministratrici, le donne impegnate in politica risultano, in media, più giovani e con un livelo di istruzione superiore rispetto ai colleghi uomini. Il 49% delle amministratrici possiede una laurea o un titolo post-laurea, contro il 34% dei colleghi maschi. Per aggiungere, poi, che nei comuni amministrati da donne si registra un aumento degli investimenti destinati all’istruzione e ai servizi educativi, in particolare per la scuola dell’infanzia, a parità di spesa complessiva. Cosa questa non legata a una diversa “competenza”, ma a una differente sensibilità nelle scelte di destinazione dei fondi.

Gli interventi, in particolare la Bonafoni, hanno richiamato la necessità di superare le resistenze culturali ancora presenti, riconoscendo che, nonostante i progressi compiuti dal 1946 ad oggi, resta ancora molta strada da fare per garantire una reale parità nella vita politica, sociale e amministrativa del Paese. “Occorre continuare in un impegno – ha detto – la consigliera regionale - far in modo affinché la parità di genere effettiva non sia più un obiettivo da perseguire, ma il tratto distintivo della nostra società”.

Un aspetto, da non sottovalutare, sollevato durante il dibattito ha riguardato il linguaggio. E’ stato osservato, infatti, come persistano nel quotidiano espressioni, anche apparentemente innocue, che alimentano una sottile disuguaglianza. La sfida lanciata è quella di rivedere anche il modo in cui comunichiamo, superando stereotipi radicati che, sebbene non sempre espliciti, continuano a perpetuare una narrazione che emargina il ruolo paritario. In questo senso, è stata auspicata una riflessione collettiva per correggere il tiro, rendendo il linguaggio uno strumento di inclusione e non di esclusione.

E’ stato comunque rimarcato come la condizione della donna sia una “rivoluzione incompiuta” che richiede un impegno costante, sia all’interno dei confini nazionali che su scala globale. La consapevolezza che tale trasformazione deve essere portata avanti in sinergia tra uomini e donne, in ogni ambito della vita, rappresenta la vera chiave di volta per un cambiamento reale. Solo attraverso un impegno corale sarà possibile abbattere le ultime barriere che ancora ostacolano una piena e reale uguaglianza.

In definitiva, si è trattato di un confronto arricchito da spunti che hanno evidenziato come la storia, la memoria e l’impegno costante siano le basi su cui poggiare ogni azione presente per costruire una democrazia più consapevole e paritaria.


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