Cassinate - Il giovane ha allertato il 112 simulando una minaccia alla madre a causa di vecchi rancori familiari: i Carabinieri scoprono il bluff e lo deferiscono alla Procura di Cassino
Una finta richiesta di aiuto al numero di emergenza, dettata esclusivamente da vecchi rancori e tensioni familiari, è costata molto cara a un giovane di Roccasecca. I Carabinieri della locale Stazione, a conclusione di una rapidissima attività d’indagine, hanno denunciato a piede libero un venticinquenne del posto. Il ragazzo è stato deferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino e ora dovrà rispondere di reati particolarmente gravi, quali procurato allarme, calunnia e interruzione di pubblico servizio.
La vicenda ha avuto inizio nella serata dello scorso 6 maggio, intorno alle ore 20:45, quando al Numero Unico di Emergenza 112 è giunta una telefonata decisamente allarmante. Dall'altro capo del telefono il giovane ha fornito una ricostruzione da brividi, riferendo ai centralinisti che il padre convivente si era appena allontanato furioso dall'abitazione. Secondo il suo racconto, l'uomo stringeva tra le mani un coltello e aveva manifestato chiare e pericolose intenzioni minacciose nei confronti dell’ex moglie.
Trattandosi di un potenziale codice rosso per violenza domestica, i militari dell'Arma si sono precipitati immediatamente sul posto per sventare l'aggressione e mettere in sicurezza i coinvolti. Tuttavia, una volta sul campo, gli accertamenti e i riscontri eseguiti sul momento hanno subito fatto emergere una realtà del tutto diversa. I Carabinieri hanno appurato che la segnalazione era completamente inventata. La drammatica richiesta di intervento era stata orchestrata dal venticinquenne per motivi riconducibili a rancori personali, esplosi a seguito di una discussione avvenuta poco prima tra i due uomini. Per il giovane è scattata così la denuncia all'autorità giudiziaria per aver mobilitato inutilmente le forze dell'ordine e calunniato il genitore.