Scuola e Università - Numerosa e significativa la partecipazione degli alunni dell'I.C. di Sant’Elia Fiumerapido. Momento finale anche del progetto "Incontro con l'autore"
Nei giorni scorsi presso la Chiesa di Santa Maria La Nova di Sant’Elia Fiumerapido, si è svolta la prima giornata del Meeting Internazionale dell’Amicizia 2026, coincisa con l’evento conclusivo del progetto scolastico “Incontro con l’autore”.
L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di riflessione sul valore dell’amicizia, dei legami autentici e del rispetto reciproco, prendendo spunto dal celebre libro di Antoine de Saint-Exupéry “Le Petit Prince – ‘O Princepe Piccerillo – Il Piccolo Principe”, presentato attraverso l’incontro con la curatrice editoriale Rosalba Albano.
All’evento hanno partecipato, insieme alla stessa Rosalba Albano, la professoressa Maria Rosaria Lauro, Direttore aggiunto della Caritas di Cassino, Presidente dell’Associazione Maria Grazia Messore APS e ASPI Caritas, don Remo Marandola e don Alessandro Rea, docente di Religione a Sora, giornalista e moderatore dell’incontro. La manifestazione si è inserita nel percorso educativo sui “legami autentici”, iniziato il 18 settembre 2025 con la lectio magistralis di S.E. Monsignor Gerardo Antonazzo.
Numerosa e significativa la partecipazione degli alunni: presenti le classi quinte dei plessi di Scuola Primaria di Vallerotonda e “F. Arpino”, la pluriclasse 3ª-4ª-5ª D di Olivella e le classi I A e I B della Scuola Secondaria di I grado “A. Santilli”, che hanno letto il libro in classe sotto la guida delle docenti di Lettere.
Ad aprire la manifestazione è stato il dirigente scolastico Nazario Malandrino, che ha spiegato il significato della scelta di leggere Il Piccolo Principe nelle tre lingue. Il Preside ha sottolineato come il progetto abbia avuto la finalità di sviluppare negli alunni la motivazione e l’interesse personale alla lettura, recuperando e potenziando le abilità di lettura e scrittura, ma soprattutto educando i ragazzi alla cura dei legami autentici.
“I legami vanno curati – ha evidenziato – altrimenti il risultato è la solitudine. Evitiamo di isolare gli amici che non ci piacciono più: i rapporti cambiano nel tempo, ma non bisogna spezzare quei legami costruiti fin da piccoli”.
Don Remo Marandola, che ha ospitato l’evento nella splendida cornice della Chiesa di Santa Maria La Nova, ha ricordato come l’amicizia debba essere custodita con dolcezza e rispetto, soprattutto in un periodo storico segnato da guerre e divisioni. Ha invitato i presenti a guardare agli esempi di San Francesco d’Assisi, Gandhi, Martin Luther King e Nelson Mandela. Anche quando le relazioni cambiano nel tempo, ha ribadito, il rispetto deve sempre rimanere.
Sono giunti anche i saluti istituzionali del Delegato alla Cultura del Comune di Sant’Elia Fiumerapido, Diego Viola, che ha portato i ringraziamenti dell’Amministrazione comunale al Dirigente Scolastico e ai membri dell’Associazione Assoprom APS, nelle persone di Patrizio Rossi e Paola Tomolillo, sottolineando l’importanza di momenti di riflessione come questo per la crescita umana delle nuove generazioni.
Nel suo intervento, la professoressa Maria Rosaria Lauro ha ringraziato il Dirigente Scolastico per aver coinvolto gli alunni in attività dedicate ai detenuti del carcere di Cassino. Ha poi evidenziato come Il Piccolo Principe possa diventare uno strumento prezioso per un percorso di educazione ai sentimenti e ai valori fondamentali della vita.
“L’amicizia – ha spiegato – è una relazione basata sul rispetto, sulla fiducia, sulla lealtà e sulla disponibilità reciproca”. Ha inoltre sottolineato l’importanza del rispetto verso ogni persona, indipendentemente dal colore della pelle o dal credo politico e religioso. Ricordando che il libro è stato tradotto in moltissime lingue, compresa una versione in lingua cassinese del 2020, ha ribadito quanto sia importante lavorare sui bambini e sui ragazzi per costruire una società migliore. Ha concluso il suo intervento citando Khalil Gibran: “L’amicizia è un campo in cui seminiamo con amore e mietiamo con riconoscenza”.
Particolarmente emozionante è stato il momento curato dagli alunni delle classi I A e I B del plesso “A. Santilli”, che hanno interpretato il celebre dialogo tra il Piccolo Principe e la volpe, leggendo inoltre alcuni passi del libro in lingua francese, scelti dalla docente di lingua francese Eglandina Di Leone.
Molto apprezzato anche l’intervento della curatrice editoriale Rosalba Albano, che dopo aver interpretato magistralmente in lingua napoletana un brano dell’opera, si è complimentata con gli alunni per i lavori realizzati sui loro quaderni. Attraverso domande e riflessioni condivise con i ragazzi, ha guidato il pubblico alla scoperta dei significati più profondi del libro, soffermandosi in particolare sui personaggi e sui legami che li caratterizzano.
Rosalba Albano ha evidenziato il ruolo centrale della volpe, simbolo dell’importanza dei legami autentici e della necessità di coltivarli nel tempo. Ha spiegato come ogni relazione abbia bisogno di “riti”, sottolineando che mantenere vive le tradizioni familiari aiuta le famiglie a restare unite e più forti nell’affrontare le difficoltà della vita.
Gli alunni delle classi quinte e delle classi della scuola secondaria hanno poi rivolto numerose domande alla curatrice editoriale, dando vita a un dialogo vivace e partecipato. Al termine dell’incontro, dopo i ringraziamenti finali, si è svolto il firma copie del libro. L’Associazione Assoprom APS ha inoltre omaggiato tutti i partecipanti con delle “cornici dell’amicizia”, ricordo simbolico della manifestazione.
Dopo aver condotto con dinamismo e coinvolgimento l’intera giornata, don Alessandro Rea ha lanciato l’invito ad un flash mob ripreso in video in cui tutti i presenti hanno indicato il luogo dove trovare amici: “fuori la porta!” A chiudere la giornata è stato nuovamente il dirigente scolastico Nazario Malandrino, che nel ringraziare la Caritas per aver consentito alla scuola di costruire un legame di solidarietà con i detenuti della Casa Circondariale di Cassino ha sottolineato le parole di Maria Rosaria Lauro sul “mangiare insieme” rievocando un intervento del filosofo Giuseppe Ferraro, svolto anni prima proprio nell’ambito dell’esperienza della Filosofia nelle Carceri, durante il quale il sapore di una pietanza veniva evocata come metafora della filo-sofia: l’amore del sapere tradotto anche come sapere del legame, proprio come nella relazione educativa Ha quindi auspicato che i docenti possano riscoprire il “sapore” di ciò che insegnano, trasmettendo alle nuove generazioni la passione per lo studio e per la cura dei legami autentici.
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