Cronaca - Si chiude a favore del Comune un contenzioso con la Sercom Srl che obbligava l’attuale amministrazione comunale ad accantonare ogni anno, una somma di circa 800mila euro (comprensiva di interessi e rivalutazione) per la ipotetica concretizzazione di un debito fuori bilancio nel caso di soccombenza
La Corte d’Appello di Roma, quarta sezione civile (presidente Antonella Izzo, consiglieri Maria Grazia Conti e Marco Emilio Luigi Cirillo), ha chiuso definitivamente la questione rigettando l’appello avverso la sentenza del Tribunale di Cassino (la n. 153 del 2021) e ha condannato la Sercom s.r.l. a rifondere al Comune le spese processuali liquidate in 17.179,00 euro per compenso, oltre a spese generali come per legge.
Il Comune è stato difeso dall’avv. Giuseppe Angelosanto, mentre la società in questione è stata patrocinata dall’avv. Tiziana Siciliani. Tutto ha inizio con la sottoscrizione tra le parti, il 14 aprile del 2005, sindaco Bruno Scittarelli, con l’aggiudicazione alla Sercom s.r.l. del noleggio di due apparecchiature elettroniche per la rilevazione di infrazioni ad incroci con semafori.
Nel contratto veniva stabilito che la società doveva occuparsi della manutenzione ordinaria e straordinaria, nonché della fornitura, della consegna a sviluppo dei rullini fotografici, dell’installazione di cartelli stradali, della fornitura di un programma che avrebbe consentito lo scambio dei dati e la consultazione in tempo reale.
A tutto ciò c’era da aggiungere anche l’eventuale sostituzione e riparazione della apparecchiatura, garantendone la funzionalità e assumendo inoltre la responsabilità per danni derivanti da furto ed incendio. A fronte di tale impegno il Comune assumeva l’onere di corrispondere 50,60 euro entro 30 giorni dall’emissione delle fatture per ogni infrazione rilevata.
Successivamente, nel luglio dello stesso anno, l’affidamento venne esteso ad altre sei apparecchiature per un periodo sempre di cinque anni. Sorsero, però, subito controversie varie, in particolare riguardo al funzionamento delle apparecchiature impedito da un presunto non corretto funzionamento dei semafori che portarono alla sospensione cautelare del servizio, seguito da riprese e da nuove interruzioni, oltre a diffide varie.
Nella sostanza, in quel periodo, comunque, a rimetterci un bel po’ di quattrini erano gli automobilisti. Per farsi un’idea basta considerare che in due date, il 21 settembre e il 2 ottobre del 2005, la Sercom consegnava al Comune 3689 foto.
Inutile aggiungere che la sentenza della Corte di Appello è stata accolta con grande soddisfazione dagli amministratori comunali e, in particolare, dal sindaco Salera, che non dovrà più accantonare quella somma così sostanziosa ma potrà inserirla nel Bilancio, così da poterci contare per interventi a favore della collettività amministrata. Un plauso il primo cittadino lo rivolge pubblicamente all’avv. Giuseppe Angelosanto per la professionalità mostrata nel patrocinio di una causa il cui esito, in partenza, non è mai scontato.
Articolo precedente
Anbi Lazio: a Sora presentata la III edizione della "Corsa dell'Acqua"