Cronaca - Il sindaco Salera non esclude provvedimenti dopo i rilievi Arpa o se dovessero continuare le continue lamentele dei residenti. Gli esercenti insorgono contro la burocrazia: "Costi insostenibili". Andreotti dell'associazione 'Futura': "Una città svuotata non è più sicura"
L’ombra del pugno di ferro si allunga sulla movida cittadina proprio alla vigilia della stagione estiva. Dopo le operazioni delle scorse settimane, che hanno visto la Polizia Municipale disporre la chiusura di ben cinque locali tra bar e ristoranti per l’ormai noto fenomeno del "tavolino selvaggio", l’amministrazione comunale sembra decisa a non concedere tregua. Esaurita la prima fase di controlli sull’occupazione abusiva del suolo pubblico, i riflettori si sono ora accesi sull’inquinamento acustico.
Nei giorni scorsi, i tecnici dell’Arpa hanno completato una serie di sopralluoghi mirati per misurare i decibel emessi durante i weekend. Mentre i risultati ufficiali dei rilievi sono ancora attesi, il clima di forte apprensione ha spinto proprio i baristi, preoccupati per il futuro delle proprie attività, a chiedere un incontro urgente al sindaco Enzo Scalera.
Durante il vertice, tuttavia, il primo cittadino non ha usato toni concilianti, lanciando anzi un monito pesantissimo: se i responsi tecnici dell’Arpa dovessero certificare sforamenti sistematici, la risposta del Comune sarà durissima. Sebbene il provvedimento non sia ancora stato formalizzato su carta, l'intenzione di procedere con il pugno di ferro nei confronti dei trasgressori è ormai dichiarata.
“Dobbiamo contemplare il diritto delle attività commerciali e il divertimento della sana movida con quelle che sono anche le esigenze dei residenti che spesso si lamentano della musica ad alto volume, è evidente che se il fenomeno persiste bisognerà prendere provvedimenti” dice il primo cittadino, mentre invece sui social gli addetti ai lavori lamentano il fatto che “le nuove normative prevedono la presentazione di una richiesta di autorizzazione almeno 20 giorni prima dell’evento, accompagnata da: assicurazione dedicata, piano d’emergenza e relazione di impatto acustico. Tutto questo comporta ulteriori costi, pratiche burocratiche complesse e tempistiche molto difficili da sostenere per realtà come la nostra”.
La reazione degli esercenti al termine della riunione, insomma, è stata di totale contrarietà. Gli imprenditori hanno trovato un sostegno immediato in diversi esponenti dell’opposizione e della società civile, tra cui Maria Vittoria Andreotti, presidente dell’associazione “Futura” Quest'ultima ha espresso parole molto critiche nei confronti della linea adottata da Salera, dichiarando: “Nuovi regolamenti e regole troppo stringenti per i locali. Non è così che si contrasta l’illegalità. Basterebbe effettuare controlli veri ed efficaci. Rendere la città un contenitore silenzioso la svuota e non la rende né sicura né disciplinata. A me sembra solo una pesante stoccata a tutti quelli che, invece, le regole le hanno sempre rispettate”.
Secondo la Andreotti, la strategia del Comune rischia di penalizzare ingiustamente un intero settore economico senza risolvere alla radice i problemi della convivenza urbana. Mentre i residenti sperano che questo braccio di ferro porti finalmente al weekend di tranquillità, i commercianti promettono battaglia, temendo che il "pugno di ferro" annunciato dal Sindaco si trasformi in un colpo letale per l'economia estiva della città.
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