Economia - La Fim-Cisl presenta il report e lancia un grido d'allarme: "Il -45,5% evidenzia una situazione particolarmente critica per il sito produttivo con appena 4.555 vetture sfornate. Per tutto il 2025 continuerà ad esserci difficoltà sui volumi. Un dato trimestrale così negativo non è mai stato raggiunto nella storia dello stabilimento"
Arrivano dati poco confortanti per lo stabilimento Stellantis di Cassino, che registra un significativo calo nella produzione di autovetture nel primo trimestre del 2025. Secondo i dati relativi al numero di vetture prodotte nei primi trimestri degli anni 2019-2025, l'impianto cassinate ha visto una drastica riduzione del 45,5% rispetto allo stesso periodo del 2024.
Nel dettaglio, nel primo trimestre del 2025 sono state prodotte solo 4.655 vetture nello stabilimento di Cassino, un numero nettamente inferiore rispetto alle 8.540 unità del primo trimestre del 2024. Questo calo accentua una tendenza negativa già osservata negli anni precedenti, sebbene con variazioni meno marcate.
Analizzando la serie storica, si nota come la produzione a Cassino, pur con alti e bassi, abbia subito un declino progressivo negli ultimi anni. Dai 11.705 veicoli prodotti nel primo trimestre del 2019, si è passati ai 12.839 del 2020, per poi scendere a 10.566 nel 2021 e risalire a 13.745 nel 2022 e 14.410 nel 2023. Il dato del 2024 rappresentava già una significativa flessione con 8.540 unità, ma il -45,5% del 2025 evidenzia una situazione particolarmente critica per il sito produttivo: appena 4.555 vetture prodotte.
Questo forte calo di produzione a Cassino si inserisce in un contesto generale di contrazione per diversi stabilimenti Stellantis in Italia, come evidenziato dal report. Tuttavia, la percentuale di diminuzione registrata a Cassino è tra le più elevate, superata solo dal -71,4% di Maserati Modena e da circa il -60% di Melfi.
"Siamo di fronte a un quadro allarmante per Cassino," ha dichiarato Ferdinando Uliano. "Un dato trimestrale così negativo non è mai stato raggiunto nella storia dello stabilimento di Cassino"
Il report della Fim-Cisl evidenzia come l'attuale produzione sia concentrata per il 26% sull'Alfa Romeo Giulia, per il 53% sull'Alfa Romeo Stelvio e per il 20% sulla Maserati Grecale, quest'ultima prodotta anche nella versione full electric. Tuttavia, nonostante la presenza di modelli di successo, i volumi produttivi restano estremamente bassi.
Uliano ha inoltre ricordato il potenziale storico dello stabilimento, che nel 2017 produceva sette volte l'attuale volume, con 2.000 dipendenti in più rispetto agli attuali circa 2.500 unità. Nei primi tre mesi del 2025, inoltre, si sono registrate circa 31 giornate con fermo produttivo, un elemento che aggrava ulteriormente la situazione.
La Fim-Cisl guarda con attenzione all'assegnazione a Cassino della futura piattaforma STLA Large BEV e ai nuovi modelli Alfa Romeo Stelvio e Giulia, il cui lancio produttivo, inizialmente previsto per fine 2025, sembra slittare ai primi mesi del 2026. Il sindacato sottolinea come sia fondamentale il rispetto dei tempi per limitare l'attuale pesante utilizzo di ammortizzatori sociali, che nei primi tre mesi hanno coinvolto circa 700 lavoratori.
"Il continuo ricorso alla Cassa Integrazione è un segnale evidente delle difficoltà che sta attraversando lo stabilimento," ha aggiunto Uliano. "Il ritardo nel lancio dei nuovi modelli, seppur comprensibile per garantire la qualità, non deve tradursi in un prolungamento eccessivo di questa fase di bassa produzione. Per tutto il 2025 continuerà ad esserci difficoltà sui volumi".
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