Cassino tra l'ombra cinese e la crisi Stellantis. Battisti: "La crisi diventi priorità nazionale"

Economia - Allarme dei sindacati sulla produzione ferma: zero giorni di lavoro ad aprile, non saranno più di 14 fino a luglio. La Uilm: "Non ci interessa parlare francese o cinese, vogliamo lavorare". L'Ugl chiede un Patto per lo Sviluppo e soluzioni sul caro energia, mentre il caso approda alla Direzione Nazionale del PD

Cassino tra l'ombra cinese e la crisi Stellantis. Battisti: "La crisi diventi priorità nazionale"
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 21-04-2026 19:53 - Tempo di lettura 3 minuti

La crisi dell'automotive nel Basso Lazio non è più solo una vertenza locale, ma un'emergenza nazionale che rischia di trasformarsi in una "lentezza esasperante" dalle conseguenze irreversibili. Al centro del ciclone c’è lo stabilimento Stellantis di Cassino e il suo indotto, un ecosistema produttivo che oggi appare sospeso tra la transizione elettrica faticosa e lo spettro di nuovi player globali.

Ad accendere il dibattito sono le parole nette di Gennaro D’Avino, Segretario provinciale della UILM:  "Non possiamo rimanere inermi davanti a una realtà che da inizio anno ha prodotto solo 2.900 vetture. Ad aprile non si è lavorato un solo giorno e, se le voci saranno confermate, entro luglio lavoreremo appena 14 giorni. C'è il rischio che un intero territorio scompaia. Non ci interessa parlare francese o parlare cinese. A noi quello che interessa oggi è lavorare", ha dichiarato D'Avino, riferendosi sia all'attuale gestione parigina del Gruppo Stellantis, sia alle voci sempre più insistenti di un possibile sbarco di produttori asiatici nel Lazio.

Una posizione pragmatica: mentre i grandi gruppi discutono di strategie geopolitiche e fusioni, le tute blu di Cassino chiedono certezze sui volumi produttivi e sulla tenuta dell’occupazione. (LEGGI QUI: Dopo il francese di Stellantis, lo stabilimento di Cassino si prepara a parlare cinese)

La politica si muove: Sara Battisti porta il caso al Nazareno

Sul fronte politico, la pressione sta salendo vertiginosamente. La consigliera regionale del PD, Sara Battisti, ha annunciato la volontà di richiedere un Consiglio Regionale straordinario interamente dedicato alla crisi Stellantis. La questione è stata affrontata anche ai massimi livelli del Partito Democratico, durante la direzione nazionale al Nazareno, segno che il "caso Cassino" è ormai una priorità nell'agenda politica nazionale.

"È necessario che la Regione Lazio faccia un salto di qualità nella gestione di questa crisi," si legge tra le righe delle dichiarazioni della Battisti. "Il rischio di desertificazione sociale è reale. Chiediamo un confronto pubblico e trasparente per capire quali siano le reali garanzie per il futuro del sito di Piedimonte San Germano." (LEGGI QUI: Crisi Stellantis, il PD Lazio: "Subito un Consiglio Regionale straordinario per Cassino")

Il Tavolo Regionale e l'allarme dell'UGL

Nel frattempo, si è svolto il tavolo permanente sull’automotive convocato dalla Vicepresidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli. I dati emersi dal report dell'UGL descrivono un panorama desolante: massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali, oltre 130 licenziamenti recenti nell'indotto e circa 2.000 uscite incentivate già registrate.

Paolo Tedesco, Vice Segretario UGL Lazio, pur apprezzando l’impegno della Regione, è stato perentorio: "Apprezziamo il lavoro avviato dall’Assessore Angelilli, ma ora serve un cambio di passo: le risorse ci sono, ma devono essere vincolate alla tutela dell’occupazione. Nessun incentivo può prescindere dal mantenimento dei livelli occupazionali." Dello stesso avviso Enzo Valente (UGL Frosinone), che sottolinea come il territorio non possa permettersi "ulteriori arretramenti", chiedendo l'attivazione immediata della ZLS (Zona Logistica Semplificata) e della Zona Franca Doganale per attrarre nuovi investitori.

Le richieste del sindacato: non solo auto, ma energia

L'analisi dell'UGL tocca anche il tema dei costi produttivi. Il Segretario Regionale Armando Valiani ha puntato il dito contro il caro energia: "Gli alti costi di approvvigionamento sono un freno insostenibile. È necessario puntare su un mix energetico moderno, che veda l'integrazione di rinnovabili e nucleare di nuova generazione per garantire stabilità alle aziende laziali."

Le  prossime settimane saranno decisive. (LEGGI QUI: Automotive, il Consorzio Lazio guarda alla Cina: "Sito di Cassino non si vende a pezzi"). Il nuovo piano industriale di Stellantis è atteso a breve, ma la sensazione è che senza un "Patto per lo Sviluppo" vincolante – come richiesto con forza dalle sigle sindacali – il sito di Cassino rischi di restare stritolato tra la lentezza burocratica e l'aggressività dei mercati esteri. Che arrivino i cinesi o che restino i francesi, per Cassino l'unica lingua che conta è quella della produzione e della dignità salariale. Il tempo dei tavoli "telematici" sembra essere scaduto; ora servono i fatti. 





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