L'exploit della Ciociaria: è tra le prime 30 province d'Italia per crescita imprenditoriale

Economia - I dati Movimprese 2025, elaborati dall’Osservatorio Osserfare della Camera di Commercio evidenziano come la Ciociaria si piazzi sul podio regionale. Trainano le costruzioni e i servizi, Acampora: "Il nostro compito è tracciare nuove rotte, andando oltre l’ordinario per rendere il territorio sempre più attrattivo"

L'exploit della Ciociaria: è tra le prime 30 province d'Italia per crescita imprenditoriale
di Redazione - Pubblicato: 24-01-2026 15:07 - Tempo di lettura 3 minuti

Nonostante un orizzonte economico globale segnato da incertezze e venti di crisi, il sistema imprenditoriale della provincia di Frosinone dimostra una vitalità sorprendente. I dati Movimprese 2025, elaborati dall’Osservatorio Osserfare della Camera di Commercio evidenziano come la Ciociaria si piazzi sul podio regionale e tra le prime trenta province italiane per crescita.

Con un tasso di crescita dello 0,81% (frutto di 2.345 nuove iscrizioni e 1.961 cessazioni), la provincia si posiziona subito dopo i colossi regionali: Roma  - che continua a viaggiare a ritmi metropolitani e con +2,54% fa meglio di Milano - e Latina, che con l'1,16% mantiene il secondo gradino del podio regionale. Frosinone, che con il suo 0,81% stacca nettamente il resto della regione. Viterbo si ferma a un modesto +0,25%, mentre Rieti chiude la classifica regionale con un +0,21%. 

Ma è guardando alla mappa dell'Italia intera che emerge il vero exploit. Frosinone si piazza al 29° posto su 105 province italiane. Essere tra le prime trenta realtà per dinamismo imprenditoriale significa trovarsi nella fascia alta della resilienza italiana. Il dato attuale appare ancora più significativo se paragonato al recente passato.

Il 2023 era stato l’anno della "grande frenata": l'incertezza energetica e l'inflazione avevano gelato le nuove aperture, portando il saldo trimestrale della provincia addirittura in territorio negativo. Il 2024 ha segnato il rimbalzo, con un recupero della natalità imprenditoriale (+5,24%) e una spinta decisa dell'area vasta (Frosinone e Latina insieme) che aveva scalato le classifiche nazionali (11° e 5° posto). Il 2025 rappresenta l'anno della maturità: la crescita è meno "frenetica" rispetto al picco del 2024, ma molto più solida rispetto alla fragilità del 2023. Il sistema si è stabilizzato su volumi di crescita costanti, con una drastica riduzione delle cessazioni d’attività.

Analizzando i settori, emerge una chiara gerarchia. Il vero protagonista del 2025 a Frosinone è il comparto delle Costruzioni, che mette a segno un saldo di +135 imprese, quasi il triplo rispetto alle misere 51 unità del 2024. Segno che, nonostante la fine del Superbonus, il mercato delle ristrutturazioni e delle opere pubbliche legate al PNRR continua a generare nuove realtà imprenditoriali.

Ottime notizie anche dal settore Immobiliare (+114 imprese) e dai servizi di supporto alle imprese (+74), seguiti dai servizi finanziari (+47). Al contrario, i settori tradizionali soffrono: l’Agricoltura perde 193 aziende a livello di area vasta, la Manifattura ne perde 101 e il Commercio segna un lieve rosso di 36 unità. È il segno di una trasformazione profonda: la Ciociaria sta progressivamente passando da un'economia agricolo-industriale a un sistema basato sui servizi e sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare.

Il confronto con la provincia pontina evidenzia vocazioni diverse. Mentre Frosinone, come detto,  punta sulle costruzioni e i servizi immobiliari, Latina registra uno sprint deciso nelle attività turistico-ricettive. Entrambe le province condividono però lo stesso problema: un calo delle nascite d'impresa che rende il saldo finale meno brillante rispetto a quello dello scorso anno. Il bilancio dell’area vasta di Frosinone e Latina è comunque  positivo per 1.040 imprese (a fronte delle 1.363 aggiuntive dello scorso anno).

Il denominatore comune ad entrambe le province è il maggiore affanno dei settori tradizionali: industria, commercio e agricoltura.

Il Presidente della Camera di Commercio di Frosinone Latina, Giovanni Acampora, analizza con pragmatismo lo scenario attuale, definendo la programmazione d'impresa una sorta di "rompicapo" a causa delle tensioni geopolitiche. "La crescita sostenuta dai servizi e dalla consulenza — spiega Acampora — dimostra che la priorità è investire su nuovi modelli di business, superando gli schemi tradizionali. Il nostro compito è tracciare nuove rotte, andando oltre l’ordinario per rendere il territorio sempre più attrattivo attraverso l'economia della bellezza", conclude il Presidente.

Dalla Pisana arriva l'eco del successo regionale. Il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, esprime profondo orgoglio per un risultato che premia "un lavoro serio e costante". Con un incremento superiore al 2%, il Lazio si conferma un territorio dinamico. "Roma e il Lazio sono il motore dell’economia nazionale — dichiara Rocca — e ora la sfida è rendere questa crescita strutturale, valorizzando il PNRR e i grandi investimenti".

Sulla stessa linea la Vicepresidente e Assessore allo Sviluppo Economico, Roberta Angelilli, che annuncia una strategia imponente per il prossimo biennio.   A chiudere il cerchio delle reazioni positive è Daniele Maura, vice capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Regionale e vicepresidente della Commissione Sviluppo economico. Per Maura, i dati Movimprese sono la prova di una Regione viva.

"Accogliamo con soddisfazione il primato del Lazio — commenta — che dimostra la determinazione della nostra classe imprenditoriale. Questo successo è il frutto della sinergia costruita dalla Giunta Rocca con il comparto produttivo, mettendo in campo strategie efficaci per l'innovazione e la competitività".





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