L’incubo di Capodanno a Crans-Montana: Giuliano Biasini è vivo, il sollievo del cassinate

Cronaca - Il ristoratore ciociaro, originario di Piedimonte San Germano, volato in Svizzera dopo aver conseguito il diploma Alberghiero a Cassino, era finito erroneamente nella lista dei dispersi del rogo al 'Constellation'. Il fratello Cristian: "Ore di angoscia, ma per fortuna non era lì". E lui racconta: "Questa tragedia non ha nulla da insegnare, è stata solo una fatalità"

L’incubo di Capodanno a Crans-Montana: Giuliano Biasini è vivo, il sollievo del cassinate
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 04-01-2026 10:58 - Tempo di lettura 2 minuti

Per ore il suo nome è rimasto scolpito in quella lista che nessuno vorrebbe mai leggere: l’elenco ufficiale dei dispersi nel tragico incendio del ‘Constellation’ a Crans-Montana, in Svizzera. Ore di angoscia profonda che hanno tenuto il fiato sospeso non solo una famiglia, ma un’intera comunità, quella di Piedimonte San Germano, che ha temuto di aver perso uno dei suoi figli più stimati all’estero. Ma la vicenda di Giuliano Biasini, 49 anni, si è conclusa fortunatamente con un lieto fine, trasformando un Capodanno di terrore in un momento di immenso sollievo.

La notizia del rogo scoppiato nella notte di San Silvestro nella rinomata stazione sciistica svizzera aveva fatto immediatamente scattare l’allarme per i numerosi italiani presenti in zona. Tra questi, il nome di Giuliano Biasini era balzato agli onori della cronaca nazionale come uno dei connazionali irreperibili. Si era persino ipotizzato che il professionista ciociaro potesse trovarsi tra i feriti gravi ricoverati nei centri grandi ustionati. In realtà, come ricostruito nelle ore successive, l'elenco dei dispersi era stato compilato dalle autorità elvetiche in modo cautelativo e frettoloso, includendo quasi tutti i residenti italiani dell'area di cui non si avevano notizie immediate nel caos dei soccorsi.

Giuliano Biasini è un volto noto e benvoluto nel Cassinate. Dopo aver frequentato le scuole medie a Piedimonte San Germano, aveva scelto di seguire la sua vocazione per il mondo della ristorazione iscrivendosi all’Istituto Alberghiero di Cassino. È tra i banchi e le cucine della città martire che Giuliano ha imparato i segreti di un mestiere che lo ha poi portato lontano, in Svizzera, dove negli anni si è costruito una solida carriera: prima come cameriere, poi come direttore di sala, fino ad aprire una propria attività.

Oggi Giuliano vive a Crans-Montana con la compagna e la figlia, ma il legame con la sua terra d’origine resta indissolubile, come dimostrano i contatti quotidiani con la famiglia. A sciogliere ogni nodo di preoccupazione è stato il fratello Cristian, che ha vissuto ore drammatiche prima di poter rassicurare tutti. “La mattina del primo gennaio Giuliano ci ha chiamato, come fa sempre e ci ha raccontato della notte d’inferno a Crans-Montana, ma ci ha subito rassicurati: lui non era al Constellation”.

Resta però l'amarezza per quel nome finito tra le potenziali vittime: “Non capiamo come mai sia finito in quell'elenco. Ad ogni modo, l'importante è che stia bene e che il peggio sia passato” ribadisce il fratello, da noi telefonicamente raggiunto nella giornata di ieri.

Giuliano, la notte di Capodanno, pur conoscendo bene il locale della tragedia, si trovava al lavoro in un altro ristorante a circa due chilometri di distanza. “Abbiamo capito che era successo qualcosa di serio quando abbiamo sentito le sirene che non smettevano mai di suonare”, racconta l’uomo originario del cassinate. 

Che poi, a proposito dell’accaduto fornisce la sua versione e spiega: “Ho conosciuto i proprietari del Constellation: persone umili che hanno creduto in questa stazione e ci hanno investito, hanno più di un locale. In questi anni mai una chiacchiera sul loro lavoro”. Il direttore ha una convinzione “Questa tragedia non ha nulla da insegnare qui in Svizzera: è stata una fatalità". Biasini ha scelto di non recarsi sul posto nell'immediato per non intralciare i soccorsi: “Le autorità erano già lì, uscire avrebbe solo creato ulteriore confusione”.

La vicenda si chiude dunque con il ritorno alla normalità per il 49enne di Piedimonte San Germano, che, partito dalla Ciociaria con in tasca solamente un diploma dell'Alberghiero di Cassino, potrà continuare a raccontare il suo successo in terra svizzera, lasciandosi alle spalle l'incubo di una notte di fuoco che ha spaventato il mondo intero ed anche le città all’ombra della millenaria abbazia di San Benedetto.





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