Cronaca - Querela per minacce presentata dal Sindaco contro l'esponente dell'opposizione consiliare. Le frasi intimidatorie 'catturate' dal microfono acceso durante la sospensione della seduta sono ora al vaglio della Procura. A curare gli interessi del primo cittadino è il legale Laura Fasili
Il 'fuorionda' del consigliere comunale di Cassino Giuseppe Sebastianelli, intercettato involontariamente dal microfono dell’aula consiliare rimasto acceso mentre la seduta era sospesa, finisce all’attenzione della Procura della Repubblica di Cassino. Il sindaco Enzo Salera, secondo quel che si apprende, ha infatti presentato una dettagliata querela al commissariato di Polizia di Cassino denunciando il principale esponente dell’opposizione consiliare per minacce.
Quali minacce? Per capire cosa è successo bisogna fare un salto indietro di oltre un mese: 8 settembre 2025. In quel pomeriggio l’assise civica era chiamata a deliberare su ben 26 punti all’ordine del giorno e su diverse tematiche il clima si è acceso talmente tanto che la presidente del Consiglio è stata costretta a sospendere la seduta per ben due volte.
“Frequento il Consiglio comunale da vent’anni e non ho mai visto un livello così basso. Mi vergogno. La mancanza di rispetto in quest'aula è da brividi" le parole della presidente dell’Aula Barbara Di Rollo, a testimonianza che quel pomeriggio, in sala Di Biasio, il clima era particolarmente teso, con diversi scontri verbali che si sono registrati proprio tra il sindaco Salera e l’esponente dell’opposizione civica Giuseppe Sebastianelli.
Ma a far scattare le carte bollate non è stata la tensione che si è registrata in Aula, bensì quel che è successo dopo la seconda sospensione della presidente, quando, da regolamento, i microfoni di tutti i consiglieri dovrebbero essere spenti. Fatto sta che il microfono del consigliere Sebastianelli, per cause ancora da chiarire, è rimasto acceso, dunque seppur la seduta era sospesa, il dispositivo ha catturato le sue parole che non sono sfuggite al sindaco Salera.
Questi i fatti: Sebastianelli, rimasto al suo scranno durante l'interruzione, chiama a se l’esponente della maggioranza Edilio Terranova e ad un certo punto, nell’audio "catturato" dal sistema di riprese streaming del Consiglio, si sente il consigliere di opposizione dire al collega di maggioranza: "Voi non sapete con chi cazzo avete a che fare... vi faccio vedere, poi te lo ricorderai... ve la faccio pagare, fosse l'ultima cosa che faccio”. Ad un certo punto Sebastianelli, notando probabilmente la luce rossa accesa, capisce che potrebbe aver parlato a microfono aperto e lo allontana. Ma è troppo tardi e, comunque, non è stato l'unico episodio. (LEGGI QUI: "Voi non sapete con chi avete a che fare": in Consiglio comunale volano anche minacce)
Già in precedenza, infatti, in un pubblico intervento, i toni erano stati ugualmente accesi, tanto che ad un certo punto Sebastianelli avrebbe pronunciato frasi dal tono intimidatorio, come: "Lei deve sapere Sindaco che chiunque si è schierato contro la mia persona, chiunque, sa benissimo", e la chiusura provocatoria: "adesso è tra me e il Sindaco".
La reazione di Enzo Salera, a caldo, è stata quasi di disinteresse. "Questo è quello che sa produrre Sebastianelli. Non c'è nulla da aggiungere a questa esplicita dichiarazione che si sente nell'audio " aveva commentato il primo cittadino il giorno dopo l’accaduto, ma il sindaco non ha lasciato cadere nel vuoto quelle parole e ha dato mandato al suo legale, l’avvocato Laura Fasili di procedere con la denuncia, chiedendo alla Procura di valutare i reati di minaccia e violenza a corpo politico e pubblico ufficiale.
Sebastianelli, dal canto suo, non ha negato il concitato scontro, ma anche lui, a caldo, aveva tentato di dargli una motivazione diversa, spiegando che la sua reazione di quel giorno sarebbe stata scatenata da offese ai suoi genitori, e in particolare a sua madre, scomparsa due anni prima. Circostanza, questa, che in quell’ assise aveva visto Sebastianelli ‘duellare’ anche con il vice sindaco Gino Ranaldi. Il 'fuorionda' del Consiglio di Cassino ha dunque varcato la soglia del palazzo comunale per approdare a quella del Tribunale. Ora spetta alla magistratura stabilire se le parole di Giuseppe Sebastianelli, nate in un contesto di battaglia politica, costituiscano un vero e proprio reato.
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