Non bastano gli organigrammi: al PD serve un’anima per riconquistare i 380mila elettori

Opinioni - Il 1° marzo si terrà l’Assemblea Provinciale del PD per la proclamazione di Achille Migliorelli, ma l'accordo sulla segreteria è solo il primo passo: senza una proposta chiara sulla crisi industriale e sociale della provincia, il ruolo della sinistra rischia l’irrilevanza

Non bastano gli organigrammi: al PD serve un’anima per riconquistare i 380mila elettori
di Redazione - Pubblicato: 25-02-2026 11:13 - Tempo di lettura 4 minuti

di Ermisio Mazzocchi*

Sono trascorsi 16 mesi dalla nomina, avvenuta l’11 novembre 2024, della Commissione provinciale del congresso. Un lasso di tempo lunghissimo in cui la situazione, lungi dal trovare una pacificazione e serenità di confronti, si inasprisce per le fratture interne determinando uno stallo per lo svolgimento del congresso, un periodo in cui è rimasto in carica il solo Tesoriere, il quale ha dovuto assolvere in solitudine tutti gli adempimenti amministrativi. Ha prevalso infine il buonsenso.

Il timore che l’instabilità potesse produrre un logoramento del partito e compromettere ulteriormente il rapporto, già in crisi, con il suo elettorato ha indotto i dirigenti a superare le divisioni e a trovare le convergenze per giungere a una intesa soddisfacente per tutti.

Il gruppo dirigente regionale e provinciale, espressioni delle diverse componenti, concordano un unico percorso politico e ritengono come necessario per superare lo stallo della fase congressuale di presentare una unica candidatura, che Luca Fantini, gia candidato alla segreteria, accoglie e acconsente che si converga sull’altro candidato che si era presentato in competizione con lui.

Si offre così l’opportunità di procedere alla formulazione di un programma, le cui linee possano essere espressione di una visione comune, elaborata e arricchita dal contributo di tutte le aree e sensibilità interne al partito.

Una operazione non certo facile, ma realizzabile se si ha come fine quello di dare una spinta propulsiva alla provincia e di elaborare una politica la quale tenga conto dei suoi reali problemi che sono il lavoro, la sanità, la qualità della vita.

Questo vogliono i 383.714 elettori interessati a che si faccia fronte alle loro necessità e che vedono nelle controversie interne al partito e nelle faziosità correntizie un fattore di disgregazione e di ostacolo alla realizzazione di un programma.

Vogliono che si definisca un programma chiaro e identitario, che sia in linea con quelli che sono i principi e i valori di una sinistra di cui da tempo non vedono una efficace azione e da cui ritengono che si stia deviando.

Tale richiesta impone che il PD abbia la capacità di rientrare in collegamento con la sua comunità per riscrivere l’agenda degli obiettivi per cui si batterà e per ridefinire la sua politica dando priorità al lavoro e al mondo dell’industria che sta vivendo una profonda crisi.

Argomenti centrali questi in un’assemblea i cui partecipanti dovrebbero non limitarsi a essere passivi testimoni, ma contribuire con le proprie idee e le proprie proposte a sostenere e incrementare il programma del PD.

Esso dovrà essere presentato dal candidato a segretario della Federazione, esprimere una chiara identità, chenil partito sembra aver perso, e ridefinire i contenuti politico-programmatici rivolti a dare una proposta di prospettiva. Ciò significa che bisogna avere una chiara idea di trasformazione e cambiamento in grado di motivare la lotta politica volta a ottenere risultati tangibili per la rinascita di questi territori.

Se viene a mancare siffatto progetto è del tutto inutile il ruolo del PD nella nostra provincia. Non ci si deve illudere che basti qualche assestamento organizzativo concordato né devono credere coloro i quali faranno parte degli organismi dirigenti che sarà cosa semplice affrontare i difficili compiti che spettano al PD e alla sinistra.

Si presenta al partito una stagione politica assai impegnativa, fatta, per ripetere le parole di Churchill, di “….fatica, lacrime e sudore” e non è consentito di smarrirsi in diverbi e lotte di potere a proprio uso e consumo, ma si richiede una forte azione da parte di tutti per dare al Paese e a questa provincia progresso e benessere.

Il nuovo gruppo dirigente dovrà accogliere e mettere in atto quanto l’assemblea approverà per il programma e rendere protagonista tutto il partito di una rinnovata stagione politica.

*L'autore ci ha concesso il suo scritto, pubblicato sulla rivista UnoeTre.it





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