Reno De Medici, si temono altri stop: martedì il vertice tra azienda e sindacati

Economia - La dirigenza di Rdm Group ha accolto la richiesta delle organizzazioni: il 2 luglio l'incontro per fare chiarezza sul futuro dello stabilimento

Reno De Medici, si temono altri stop: martedì il vertice tra azienda e sindacati
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 26-06-2024 16:11 - Tempo di lettura 3 minuti

I circa 300 lavoratori della cartiera Reno De Medici di Villa Santa Lucia sono nuovamente con il fiato sospeso. A causa della mancanza di commesse, dall’inizio del mese di giugno si lavora ‘a singhiozzo’ e ci sono stati in queste settimane molti giorni di stop. La vera preoccupazioni dei sindacati - e, ovviamente, dei lavoratori - è dettata dal fatto che a causa del lungo stop del 2023, gli ammortizzatori sociali sono ormai agli sgoccioli, quindi se dovessero esserci altre chiusure, gli operai rischiano di non poter essere collocati neanche in cassa integrazione. Per questa ragione la scorsa settimana le organizzazioni Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil e Ugl chimici hanno chiesto un incontro urgente all’azienda. La risposta è arrivata nella giornata di ieri: il vertice si terrà martedì prossimo, 2 luglio, e sarà l’occasione per conoscere quelle che sono le intenzioni della dirigenza aziendale sul futuro della cartiera di Villa Santa Lucia.

Era il 28 luglio del 2023 quando, a seguito dell’indagine ‘Acque nere’, erano scattati i sigilli alla Reno De Medici: per tutto il secondo semestre dello scorso anno gli operai sono stati collocati in cassa integrazione e la fabbrica è rimasta chiusa. Il dissequestro dell’impianto si è avuto solo nel mese di novembre, ma con la questione relativa allo smaltimento dei cosiddetti ‘fanghi primari’ sono andati persi altri mesi di lavoro e solo a gennaio di quest’anno, dopo la grande manifestazione che gli operai hanno organizzato per le strade della città di Cassino, la questione è stata risolta e dopo oltre sei mesi i cancelli della fabbrica hanno riaperto e si è tornati pian piano alla normalità.

La vertenza della Reno De Medici ha interessato ad inizio anno anche il presidente della regione Lazio Francesco Rocca che si era  recato in visita allo stabilimento: "Abbiamo seguito da vicino la vicenda della cartiera e sono contento di essere oggi qui a vedere una fabbrica che riparte” spiegava il 4 marzo Francesco Rocca. “Grazie all'impegno delle istituzioni è stata revocata la procedura di licenziamenti collettivi. Siamo impegnati in prima linea per salvaguardare i posti di lavoro" aveva quindi sottolineato il presidente della Regione Lazio. 

Quella procedura di licenziamenti collettivi rischia adesso però di essere aperta nuovamente qualora nell’incontro del 2 luglio l’azienda annuncerà di dover far ricorso ad altre giornate di stop a causa della mancanza di commesse. I sindacati si stanno già battendo per avere nuovi ammortizzatori sociali e nella missiva inviata all’azienda nella quale chiedono l’incontro adesso fissato per martedì prossimo, sottolineano: “Nonostante fossimo consapevoli che la ripartenza dopo sette mesi di fermo, fosse difficile, lo scenario prospettato e le ultime due fermate, la settimana scorsa per qualche giorno e da ultimo giovedì 13 giugno, hanno suscitato nelle scriventi grande preoccupazione”. 

Dopo gli innumerevoli sforzi sostenuti in maniera unitaria con importanti investimenti dalle Organizzazioni Sindacali , ma soprattutto dai lavoratori con tenacia e perseveranza, convinti fino in fondo che Io stabilimento di Villa Santa Lucia sia una risorsa importante per l'Azienda Reno De Medici e per il territorio, “non abbiamo intenzione - dicono ancora i sindacati - di disperdere tutto il lavoro finora fatto, per cui abbiamo necessità di fare chiarezza sulla reale situazione aziendale e su come possiamo affrontare il prossimo futuro che siamo consapevoli, essere molto condizionato dalla difficile situazione del settore cartaio”. 

Infine, sempre i rappresentanti dei lavoratori, mettono quindi in guardia l’azienda: “In maniera unitaria, come fatto finora, dobbiamo evitare che accada ciò che si è verificato presso lo Stabilimento di Blendecques, nonostante gli imponenti investimenti la Dirigenza ha deciso di chiudere il sito, a Villa Santa Lucia non vogliamo che questo accada”.





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