L'eredità di un eroe silenzioso: il viale della caserma intitolato a Carlo Di Mambro

Cultura - Il 14 aprile l'intitolazione a Cassino. Il racconto di una vita tra valore militare e resistenza nei lager: Di Mambro scelse di non piegarsi al nazifascismo, pagando il prezzo della sua integrità con due anni di internamento e lavori forzati in uno Stalag presso Dortmund.

L'eredità di un eroe silenzioso: il viale della caserma intitolato a Carlo Di Mambro
di autore Francesco Margiotta - Pubblicato: 06-04-2026 11:28 - Tempo di lettura 2 minuti

Il prossimo 14 aprile, alle ore 11:00, la città di Cassino scriverà una pagina importante della sua memoria collettiva con l’intitolazione del viale che conduce alla caserma del 3° Reggimento Supporto Targeting “Bondone” a Carlo Di Mambro, valoroso soldato e simbolo di resistenza morale.

Nato a Cassino nel 1915, Di Mambro è stato un testimone diretto dei conflitti che hanno segnato il Novecento. Fante nel 52° Reggimento “Cacciatori delle Alpi”, combatté su più fronti, in Albania e in Grecia, ma fu in Slovenia che il suo nome entrò nella cronaca militare: nel 1942 affrontò da solo un gruppo nemico sotto il fuoco incessante, permettendo la cattura di otto avversari.

Un atto di audacia che gli valse la Croce al Valor Militare. Tuttavia, la sua prova più dura arrivò dopo l'8 settembre 1943. Di fronte al bivio della storia, Di Mambro scelse di non piegarsi al nazifascismo, pagando il prezzo della sua integrità con due anni di internamento e lavori forzati in uno Stalag presso Dortmund.

La scelta di intitolargli il viale della caserma non è casuale. Patrocinato dal Comune di Cassino in collaborazione con l’Esercito Italiano, l’evento mira a trasformare una figura storica in un punto di riferimento quotidiano per i militari del 3° Reggimento “Bondone”. In particolare, Di Mambro ha insegnato e diffuso il valore della resistenza: resistere alla paura, alla fatica, alla tentazione della scorciatoia.
Resistere quando il dovere pesa e quando la scelta giusta comporta sacrificio. Resistere non per ostinazione, ma per fedeltà alla Patria, ai valori costituzionali e alla dignità della divisa.

D'ora in avanti, sottolineano i promotori dell’iniziativa, attraversare quel viale significherà d'ora in avanti richiamare questo dovere. Un’eredità che la famiglia Di Mambro ha custodito con sobrietà per decenni e che ora diventa patrimonio della comunità e della nazione.Alla cerimonia del 14 aprile saranno ricordate le numerose onorificenze di Di Mambro, tra cui le tre Croci al Merito di Guerra e la Medaglia d’Onore ai deportati nei lager nazisti, segni tangibili di una vita spesa al servizio della Patria e della Libertà.





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