Attualità - A quindici anni dalla sua morte, voglio ricordare chi era l’avvocato Massimo Pallini. Un professionista serio e umano, un uomo buono, un marito e un padre straordinario
Un uomo buono. Un professionista esemplare. Possono sembrare attributi convenzionali, quasi automatismi dovuti a chi ha subito una morte violenta. Ma così non è.
Chiunque abbia conosciuto mio padre sa bene che queste due caratteristiche, unitamente a quel sorriso che devolveva a chiunque incontrasse, hanno sempre contraddistinto la sua persona.
Eppure, in quel 27 ottobre di quindici anni fa, ha incontrato una mano assassina che lo ha tolto all’affetto dei suoi cari, degli amici, dei colleghi. È venuto a mancare nel suo studio, dove ogni giorno esercitava la professione con serietà, dedizione e, soprattutto, tanta umanità.
È forse questa la caratteristica che, più di tutte, caratterizzava mio padre. L’umanità. Non riesco a quantificare le testimonianze che in questi anni ho ricevuto rispetto a gesti di attenzione, cura e solidarietà verso il prossimo da lui compiuti nella sua vita privata e lavorativa.
Come emerso nel corso degli interrogatori dell’autore del delitto, mio padre è stato ucciso in quanto avvocato, non in quanto Massimo. Di fatto è stato scelto come vittima sacrificale di un’intera categoria. È questo a mio avviso il punto fondamentale di questa triste vicenda, che tocca inevitabilmente chiunque abbia indossato la toga, la indossi nel presente o si stia formando per indossarla in futuro. Si può dire, senza alcuna alterazione della verità dei fatti, che è morto per causa di servizio.
Nonostante siano trascorsi quindici anni da quel triste giorno, come ricorda spesso mia madre “è come fosse successo ieri”. Il dolore, infatti, è il medesimo di quel grigio pomeriggio del 2010. La vita però va avanti. E con quest’ultima il dovere di costruire qualcosa di bello, di giusto. Di trarre un bene da questo male, parafrasando Sant’Agostino. E ciò ritengo sia possibile solo attraverso la memoria, ricordando il suo estremo sacrificio nell’esercizio della professione forense.
L.P.
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