Opinioni - Si vota nel giorno della festa delle donne, ma verosimilmente nessuna delle candidate sarà eletta a Palazzo Jacobucci. All'ombra dell'abbazia una sfida di potere che rischia di isolare Cassino dal resto del territorio
Al Comune di Cassino si ripete, a cadenza biennale, lo strano concetto di democrazia: è bella quando a comandare è uno solo. Già in passato il nostro Sindaco minacciò la cacciata dalla maggioranza per i disobbedienti di Demos che osarono pensare con la loro testa scegliendo di votare per le elezioni provinciali disobbedendo alle imposizioni del detentore della democrazia.
Adesso, per non smentirsi, ritorna il medesimo concetto e si strilla più forte per darsi coraggio e far finta di comandare, di essere leader, addirittura si arriva alla emarginazione politica, si mette il Consigliere Luca Farelli alla porta per il solo peccato di lesa maestà, per aver osato ragionare con la propria testa e per aver scelto nella nostra democrazia, non quella del Sindaco, di candidarsi non in un partito avverso ma nello stesso partito del Sindaco.
Sembrerebbe una storiella alla Bertoldo ma è la verità e conferma ancora una volta l’assoluta inadeguatezza del nostro di guidare politicamente la nostra città ed un territorio di pertinenza, nemmeno la contezza di capire quali potranno essere i risvolti pur semplici da intravedere per Cassino: una ulteriore fase di isolamento dentro e fuori il PD, e la mortificazione che arriverà subito dopo le elezioni.
La più grande colpa di Luca Fardeli è quella di ragionare con la propria testa, dimostrando di averne una, mentre altri pensano di adottare articolate strategie per accaparrarsi le attenzioni del padrone del vapore aspirando alla candidatura come prossimo sindaco. Strillo, ricatto quindi esisto, in sostituzione del più logico “cogito ergo sum” , le elezioni sono vicine, non interessa chi verrà eletto e con quanti voti sono gli sviluppi postumi che delineeranno un quadro di alleanze e rapporti ben chiari dentro il PD ed il ruolo che reciterà la nostra città.
Nel frattempo che il sindaco è impegnato nelle sue alchimie e nelle sue strategie politiche, la città sprofonda sempre di più, la villa è un acquitrino, le strade ormai sono un colabrodo, i marciapiedi ridotti ad un cumulo di macerie pericoloso anche camminarci, gli impianti sportivi fatiscenti, i giovani abbandonati al loro destino, i parcheggi liberi quasi inesistenti, i pendolari ferroviari abbandonati al loro destino, e l’isolamento politico diventa sempre più forte ed evidente.
Le elezioni provinciali evidenziano sempre di più una fase politica mortificante con un sistema elettorale che ancora una volta penalizza i cittadini emarginati da questa competizione, speriamo sia l’ultima e si ritorni alle elezioni, quelle vere, quelle serie, dove saranno i cittadini ad eleggere i Consiglieri ed il Presidente.
Il voto del prossimo 8 marzo, sarà una competizione segnata dalla sfida tra FDI e PD su chi eleggerà più Consiglieri, mentre Lega e Forza Italia si sfidano per l’ultimo posto sul podio. Nel 2023 la Lega elesse due Consiglieri provinciale e Forza Italia per pochissimo non ne elesse due, adesso FI dovrebbe agevolmente eleggerne due.
La grande novità di questa competizione è il ritorno sul campo di battaglia di Gianluca Quadrini che dall’esilio, ormai finito, è riuscito a presentare una lista completa ed ancora una volta sarà in campo per far pesare la sua forza. Una competizione nella competizione fra Quadrini e Forza Italia, partito nel quale è stato messo ai margini subito dopo l’impegno elettorale delle elezioni europee. La beffa delle beffe, si voterà l’8 marzo, il giorno della festa delle donne, la vera festa è stata apparecchiata dai Partiti che non ne eleggeranno nemmeno una alla faccia dei tanti proclami!
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