Opinioni - Ufficialmente slitta per Carnevale, ma la verità è politica: Rete Democratica ha 20 giorni per ricordare a Migliorelli che la sua nomina è un patto tra correnti e non una vittoria elettorale. E sullo sfondo resta il nodo delle elezioni provinciali
Se la politica è l'arte del compromesso, quella ciociara è l'arte del tempismo. L'attesissima assemblea provinciale del Partito Democratico non si terrà: ufficialmente, il motivo è che domenica 15 febbraio è Carnevale. Una scusa che sembra quasi una barzelletta, ma che nella realtà politica locale suona come un salvagente lanciato in mezzo a una mareggiata.
L’appuntamento slitta quindi, con ogni probabilità, a domenica 1 marzo. Quindici giorni di "quaresima anticipata" che serviranno a capire se quella del PD è una vera transizione o solo una sfilata di maschere.
Il problema principale sembra essere un colossale malinteso degno di una commedia degli equivoci. Achille Migliorelli, il segretario designato, pare si sia convinto di aver vinto un congresso "di guerra" sul campo, con tanto di truppe al seguito. La realtà, che la corrente di Rete Democratica proverà a spiegargli in questi venti giorni di sospensione, è decisamente meno epica: Migliorelli non è il "Re Sole" uscito dalle urne, ma il frutto di un delicatissimo (e fragilissimo) accordo di pace tra le correnti.
In sostanza, gli alleati lo hanno scelto come garante di tutti, non come un comandante solitario che decide la linea editoriale o attacca la gestione dei circoli a mezzo stampa. Se Migliorelli pensa di essere il vincitore assoluto, a Rete Democratica toccherà il ruolo del guastafeste: togliergli i coriandoli dagli occhi e ricordargli che, senza l’accordo che lo ha generato, la sua segreteria rischia di durare quanto un martedì grasso.
Questi venti giorni di stallo saranno tutto tranne che una vacanza. Rete Democratica continuerà a lavorare ai fianchi il segretario in pectore per fargli capire che la "sua" mozione deve diventare "la nostra". La domanda che circola tra i dirigenti è: Migliorelli capirà che è un segretario "in affitto" per conto di un'intesa collettiva, o continuerà a recitare la parte del leader solitario?
Mentre a Frosinone e provincia si preparano carri e maschere, il PD si trova a gestire una farsa che rischia di diventare tragedia elettorale, specialmente con il nodo di Ceccano ancora tutto da sciogliere e le liste per le Provinciali da chiudere entro lunedì. Perché, finita la festa, resteranno solo le macerie di un partito che, a forza di scherzare col fuoco delle correnti, rischia di ritrovarsi solo con le ceneri.
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