Economia - Dopo il verdetto negativo della mattinata sulla produzione (meno di 3.000 auto nel trimestre), l'attenzione si sposta a domani. Sindacati e istituzioni a confronto con gli assessori Angelilli e Schiboni per salvare l'occupazione. Cgil, Cisl, Uil e Ugl mantengono alta la guardia, mentre il Pd con Fionda bacchetta il Governo Meloni
Mentre il resto del gruppo Stellantis prova a correre, lo stabilimento di Cassino resta piantato con la retromarcia inserita. I dati diffusi questa mattina durante la conferenza stampa del segretario nazionale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano, fotografano una realtà drammatica: nei primi tre mesi dell’anno, la produzione ai piedi del Monastero è crollata del 37,4%, con appena 2.916 unità prodotte. Per capire l'entità del disastro, basta guardare indietro: nello stesso periodo del 2024 le vetture prodotte erano 8.000, nel 2023 oltre 14.000. Nel 2026, secondo Uliano, 14.000 auto Cassino non le sfornerà nemmeno entro il 31 dicembre, fermandosi nella migliore delle ipotesi a quota 13.000 (nel 2025 erano state circa 20.000)
Cancelli chiusi: slitta la riapertura
La notizia più amara per gli operai è arrivata poche ore fa. I cancelli, sbarrati dallo scorso 27 marzo, non riapriranno lunedì 13 aprile come previsto. L’azienda ha comunicato stamane che la serrata proseguirà per un’ulteriore settimana: il rientro in fabbrica è ora fissato (salvo nuovi rinvii) per lunedì 20 aprile. Un annuncio che gela le speranze di ripresa e conferma i timori dei sindacati: il 2026 rischia di chiudersi con appena 13.000 vetture totali, meno di quante se ne producevano in un solo trimestre solo due anni fa.
Domani il faccia a faccia con la Regione
Se la mattinata odierna è stata quella dei numeri e della rabbia, quella di domani sarà la giornata del confronto istituzionale. È infatti previsto per domani il tavolo specifico con gli assessori regionali Angelilli e Schiboni (nuovo riferimento dopo i primi contatti) per affrontare il nodo dell'indotto e la tenuta sociale del territorio.
I sindacati arrivano all'appuntamento di domani con richieste precise: Uil e Uilm (Giuliani e D’Avino) denunciano una "desertificazione" industriale: di questo passo si lavoreranno solo 70 giorni in tutto l'anno. Cgil e Fiom (Massafra e Di Traglia) chiedono alla Regione una posizione netta contro un piano aziendale che, a maggio, potrebbe di fatto escludere Cassino dai radar del rilancio. L’UGL (Minotti) preme la Regione per un monitoraggio costante, senza aspettare passivamente le decisioni di Stellantis previste per fine maggio.
Il Pd di Cassino bacchetta il Governo
Il caso Cassino travalica i confini della fabbrica e diventa terreno di scontro politico durissimo. Il Circolo del Partito Democratico, guidato da Romeo Fionda, ha attaccato frontalmente il Governo questa mattina: "Il Ministro Urso è incapace di produrre atti concreti, mentre il silenzio di Giorgia Meloni alla lettera del sindaco Salera è uno schiaffo ai lavoratori. Non c'è una visione, non c'è una strategia europea". Al Presidente della Regione, Francesco Rocca, viene chiesto di scendere in campo personalmente domani per garantire che la piattaforma STLA Large BEV e i nuovi modelli top di gamma diventino realtà concrete e non semplici slide in un piano industriale.
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