Opinioni - Il prof. Mario Costa, replica al consigliere comunale di Cassino: "Difendiamo l’ironia contro la strumentalizzazione politica: il nostro non era un attacco alle donne, ma una denuncia contro il sistema delle scorciatoie e del potere che penalizza il merito"
Passata Pasqua, Pasquetta, la ormai solita ondata via whatsap di auguri collettivi e, finalmente, da noi distolta la personale “concentrazione”, ora, (ed era ora!) dai tradizionali prodotti gastronomici pasquali della nostra terra, gioia delle ancora sensibili papille gustative, veniamo alla “sofferenza” di una rispostina che, ob torto collo, siamo costretti a dare a Francesco Evangelista. Il vispo consigliere comunale ci bacchetta di brutto in un post a sua firma su facebook. Lo fa, però, con vena tipica di un fesso bacchettone che, invero, facciamo fatica a riconoscere in un tipo come lui, solitamente incline all’intelligente uso dell’ironia e della metafora.
Quell’aver noi chiuso un pezzo riguardo alla pruriginosa vicenda della storia amorosa (?) tra il ministro Piantedosi e la molto più giovane nostra conterranea aquinate Claudia Conte, spifferata dall’interessata medesima, con l’espressione “in Italia, una donna determinata può smuovere più di due buoi, anzi tre probabilmente se ben motivata”, ha turbato la sua coscienza di indefesso difensore dell’universo femminile. Ammesso comunque, e non concesso, che la causa del di lui turbamento non sia, invece, derivata dalla dolce pressione di fedelissime ma inquiete paladine, amanti soprattutto di strumentale polemica.
Per qualsiasi interlocutore in buona fede non era infatti difficile capire che quella frase, volutamente ironica e provocatoria, era una metafora. Invece la si è voluta piegare, travisare, strumentalizzare, per ciò che non era. Quando si dice che in Italia una donna determinata può “smuovere più di due buoi, anzi tre…” non si intende certo svilire o ridurre il valore femminile, ma, al contrario, richiamare una realtà complessa, che meriterebbe ben altra onestà intellettuale.
La questione della quale ci siamo voluti occupare, infatti, riguarda un problema reale, scomodo, che taluni preferiscono ignorare. E’ quello di chi utilizza scorciatoie, relazioni o dinamiche di potere per ottenere favori, prebende, avanzamenti. Ed anche per ciucciare, aggiungiamo, alle casse pubbliche, senza peraltro, quando ciò è pure in corso d’opera, starsene opportunamente accucciati e buoni. Ma quale attacco alle donne? E stato, invece, il nostro, l’attacco ad un sistema malato che penalizza proprio quelle donne che studiano, si impegnano, lavorano con serietà e dignità (in molti casi per quattro soldi). Troppo spesso costrette a restare indietro, oscurate da chi sceglie vie più facili. La vera ingiustizia non sta in una metafora, nella metafora da noi utilizzata, ma in chi oscura la notizia; sta nel silenzio su comportamenti che minano il merito ed offendono chi costruisce il proprio percorso con fatica.
Tu che hai voluto strumentalizzare quelle parole, hai scelto la polemica facile, per evitare il nodo centrale, per sviare. Ma il problema resta, ed è sotto gli occhi di tutti. Ignorarlo non lo cancella, caro consigliere Francesco Evangelista. Sveglia! Tu che non sei né fesso né bacchettone, non farti “cieco strumento d’occhiuta rapina”.
Ergo, per capirci: non farti far fesso!
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