Crisi Stellantis, il monito di Gennaro D’Avino: "La lotta per il lavoro riguarda tutta la città"

Economia - Il segretario provinciale della Uilm analizza il successo dello sciopero ma evidenzia anche le assenze: "Mancano commercianti e studenti. Senza un piano industriale concreto e nuovi modelli ibridi, il territorio rischia il declino"

Crisi Stellantis, il monito di Gennaro D’Avino: "La lotta per il lavoro riguarda tutta la città"
di Redazione - Pubblicato: 21-03-2026 14:39 - Tempo di lettura 2 minuti

"La manifestazione di di ieri a Cassino per il lavoro e per il futuro dello stabilimento Stellantis e dell’indotto ha rappresentato un passaggio importante: lavoratrici, lavoratori, sindacati e istituzioni si sono ritrovati per ribadire che senza una visione industriale chiara il territorio rischia di scivolare in una crisi profonda e duratura. La partecipazione è stata significativa e ha dato voce a una preoccupazione reale, fatta di salari, occupazione e prospettive per le nuove generazioni".

A parlare è il segretario provinciale della Uilm, Gennaro D'Avino, che spiega: "Cassino non è semplicemente il luogo fisico  di tante aziende del dell'indotto dello stabilimento Stellantis  è il tessuto sociale che vive delle sue ricadute economiche, culturali e occupazionali. Se vogliamo trovare un neo nella giornata di oggi  possiamo dire che una parte  della città  oggi é mancata, i studenti,i commercianti . Quando manca la città, manca una parte fondamentale della forza collettiva necessaria a sostenere una vertenza di questa portata.

Il futuro di Stellantis e dell’indotto non riguarda solo chi oggi lavora dentro o attorno alla fabbrica. Riguarda il commercio locale, i servizi, i giovani che cercano di costruirsi un futuro senza dover emigrare. Per questo serve una mobilitazione più ampia, capace di unire lavoro e cittadinanza, fabbrica e territorio.

Il 21 maggio sarà il giorno del piano industriale è  un momento decisivo. In quella data  stiamo chiedendo con forza un piano industriale concreto: nuovi modelli da assegnare allo stabilimento e, soprattutto, investimenti chiari e immediati sulla produzione di veicoli ibridi. Non bastano annunci o impegni generici: servono scelte precise, tempi certi e garanzie occupazionali.

 Riteniamo che il prossimo passo debba essere proprio questo: ricostruire un legame forte tra la vertenza industriale e la comunità. Serve una partecipazione più consapevole e diffusa, capace di trasformare la preoccupazione in proposta e la presenza in pressione concreta verso l’azienda e le istituzioni. Non basta difendere l’esistente, bisogna rivendicare un progetto. E un progetto credibile può nascere solo se tutta la città sceglie di esserci.

Foto in copertina di Michele Di Lonardo 





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