Politica - L'Avvocato Alberto Borrea ha affidato a Montesquieu la sintesi del suo pensiero: "Il sorteggio è naturale alla democrazia se evita concertazione di potere".
Questa mattina, venerdì 6 marzo, presso l'Aula Magna dell'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, si è tenuto un importante incontro per discutere del referendum costituzionale sulla separazione delle carriere, in programma i prossimi 22 e 23 marzo. L'aula era gremita di giovani, giornalisti e curiosi, chiamati ad esprimere la loro preferenza alle urne.
Al termine del dibattito spazio anche alle domande del pubblico, apparso numeroso, attento e particolarmente interessato ai temi emersi nel corso dell’incontro.
Tra i sostenitori del "sì" figuravano il Dottor Paolo Itri, Presidente di Sezione della Corte di Giustizia tributaria di Napoli; il Prof. Pasquale Passalacqua, Docente presso l'Università degli Studi di Tor Vergata (Roma) e l'Avvocato Alberto Borrea, del Foro di Cassino.
Dopo i saluti istituzionali di rito da parte del Rettore Marco Dell'Isola, del Prof. Luigi Di Santo, Presidente del CDL in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Cassino, del Prof. Raffaele Trequattrini, Direttore del Dipartimento di Economia e Giurisprudenza presso UNICAS e del Procuratore della Repubblica di Cassino, il Dott. Carlo Fucci, a prendere la parola è stato proprio Paolo Itri, che ha esordito così. "Nonostante i toni accesi del dibattito, dobbiamo rispettare l'invito del Presidente della Repubblica e mantenerci nei limiti del rispetto dell'opinione altrui, soprattutto in una sede come questa". Tuttavia, ha sottolineato Itri, "le cose bisogna dirle brutalmente".
"Sono stato pubblico ministero per 33 anni, mi sono occupato per moltissimi anni di processi di camorra e di mafia". Dopo questa doverosa premessa, bisogna "partire dal contesto per poi arrivare al testo. Qual è il contesto che costituisce la genesi di questa riforma? È un contesto malato, perché la riforma, che è un’ottima riforma, pone riparo a un’anomalia unica. Il sindacato dei magistrati non rappresenta il potere giudiziario". Il PM ha poi ripreso le parole dell'amico e collega Carlo Fucci, il quale, nel corso del suo intervento, secondo Itri, "ha tradito il suo pensiero: ha detto che questa riforma frantuma uno dei poteri dello Stato. Ma qui nasce il primo equivoco: non si frantuma nulla. Separare i consigli della magistratura non significa frantumare il potere giudiziario. Perché il potere giudiziario non è un monolite, ma un potere diffuso. Esiste al contrario una cabina di regia, che potrebbe dare delle linee guida, indicazioni di carattere ideologico. Quando parlo di cabina di regia - ha specificato il Presidente della Sezione della Corte di giustizia tributaria di Napoli - è la corrente dell'Associazione Nazionale Magistrati".
Anzi, Itri sostiene che "il protagonista di questa riforma è proprio l’Associazione Nazionale Magistrati, che è un soggetto estraneo alla carta costituzionale: eleggendo i magistrati, l’associazione si è introdotta nel sede decisionaria propria del CSM, che è l'organo deputato a decidere le carriere e le sorti decisionali dei magistrati. Questo ha comportato un potenziale pericolo: ossia, la politica ha rischiato di entrare nel CSM attraverso l’Associazione Nazionale Magistrati.”
Nel suo secondo intervento, Itri ha ribadito la sua posizione: "Il Consiglio Superiore della Magistratura non governa un bel niente: a questo organo spettano le decisioni sulle assunzioni, le assegnazioni, i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari riguardo i magistrati. Voi mi dovete spiegare se tutto ciò rientra nel concetto di governo. Non si è mai vista una commissione di conoscorso dove i concorrenti si scelgono i membri della commissione e non si è mai visto un imputato che si sceglie il giudice che lo deve giudicare". Il Presidente della Sezione della Corte di giustizia tributaria di Napoli ha infine citato le parole del Giudice Giovanni Falcone del 1991, citando a sua volta la frase del mafioso Frank Coppola, capo della cupola di Cosa Nostra. "Alla domanda cos'è la mafia? Coppola rispondeva: "Tre magistrati vorrebbero diventare Procuratori della Repubblica: uno è intelligentissimo, il secondo gode dell'appoggio dei partiti di governo, il terzo è un cretino, ma proprio lui otterrà il posto. Questa è la mafia. Qui ci si dimentica del criterio del merito" - ha concluso Itri.
Durante l'ultimo botta e risposta, Itri ha concluso il suo intervento con una provocazione: "Che cosa vogliono dirci i sostenitori del 'no'? Che i magistrati sono talmente intossicati che non possono decidere in maniera serena, nel rispetto delle norme, sulle carriere e sulle sorti disciplinari dei loro colleghi? A questo punto, la soluzione è separare le carriere".
Sulla stessa linea di pensiero il Prof. Pasquale Passalacqua, Docente presso l'Università degli Studi di Tor Vergata (Roma), il quale nel corso del suo intervento ha risposto alla domanda di Fucci, che si è chiesto seuesta riforma costituzionale approvata dal parlamento incidesse sull’assetto dei poteri dello Stato. "Certamente qualche modifica la comporta" - ha esordito Passalacqua - "ma non pregiudica gli equilibri istituzionali. Questo è un compimento della riforma dell’assetto per dare autonomia al PM rispetto al giudice. Tuttavia, il pubblico ministero non viene depotenziato attraverso il sorteggio, che è presente in tanti altri contesti".
Infatti, ha specificato il Prof. Passalacqua, "si tratta di magistrati di una certa anzianità che sono perfettamente in grado di gestire la loro funzione insieme al CSM. Questo voluto dalla riforma è un sistema assolutamente trasparente che dona a Pm e giudici un loro organo con assoluta autonomia, come accade in tanti paesi europei (Francia, Germania, Spagna). Non è uno stravolgimento istituzionale, ma un completamento iniziato con la riforma Vassalli". Rispondendo ai sostenitori del "no", che ritengono che il sorteggio dei magistrati comporti dei rischi elevati, ha risposto così: "Quando un magistrato viene sorteggiato, sarà più libero, le opinioni politiche dei magistrati saranno sempre libere. La riforma garantisce maggiore libertà e indipendenza. Tutti questi rischi paventati non li vedo: due CSM avranno maggiore dipendenza. Non viene cambiata nemmeno una norma. Fare il processo alle intenzioni è assurdo: non c’è nessuna norma che assoggetti il PM al potere esecutivo. Il sistema sarà equo" - ha concluso.
Infine, ecco l'intervento dell'Avvocato del Foro di Cassino, Alberto Borrea, il quale dopo aver ringraziato tutti i presenti, ha tracciato la cronistoria dello stato liberale, che "nasce dalla distinzione tra magistratura giudicante e pubblico ministero". Già il Regno d'Italia prevedeva questo assetto: funzioni diverse, percorsi distinti. Dal 1941 si è consolidata l'idea di una magistratura unitaria, ma a quei tempi questo assetto era coerente con il codice del 1930, un codice inquisitorio. Nel 1948, la Costituzione accoglie questo assetto come continuità normativa, non come costituzionalmente disposto. La vera svolta avviene nel 1988, con il nuovo codice di procedura penale. L'Italia sceglie il modello accusatorio: accusa e difesa sullo stesso piano, la prova si forma nel contraddittorio. Nel 1999, il giudice è terzo e imparziale". Dunque, si domanda Borrea: "È coerente avere un’unica carriera per due funzioni opposte?"
"Sul sito del CSM, si trovano le vaultazioni quadriennali della professionalità, che incidono sulla progressione in carriera dei magistrati" - ha proseguito l'avvocato. "Per oltre il 99% ci sono valutazioni positive: dunque, o il nostro corpo giudiziario è uno dei più efficienti del mondo occidentale oppure questo sistema valutativo lascia qualche falla. Lascio valutare a voi".
Parlando del sorteggio, l'Avv. Borrea ha risposto a chi ha paragonato il sorteggio del magistrato a quello dell'amministratore del condominio. "Il sorteggio fa parte già del sistema, in tre casi: la composizione del tribunale dei ministri, la scelta dei giudici popolare nei processi in Corte d'Assise e nel caso di procedimento di accusa nei confronti del Presidente della Repubblica" - ha risposto il legale, citando una frase di Montesquieu. "Il sorteggio è naturale alla democrazia se evita concertazione di potere. Il sorteggio non è un’eresia: addirittura, nella Grecia Antica, culla della democrazia, su 700 magistrature, circa 600 venivano decise col sorteggio proprio per evitare che si creassero fazioni. Nessun potere dello Stato può diventare autoreferenziale: l’anticorpo è il sorteggio. Demonizzare il sorteggio è una cosa che non riesco a capire".
Nel suo terzo e ultimo intervento, l'Avv. Borrea ha lanciato una provocazione: “Negli anni passati, ci sono stati autorevoli magistrati che sono in trincea per la difesa della legalità che hanno sostenuto con convinzione la separazione delle carriere come completamento di un’architettura istituzionale che parte dal nuovo codice di procedura penale. Questi stessi magistrati oggi sostengono il no. Il dissenso riguarda il contenuto della riforma o il contesto politico nel quale la riforma nasce?” - ha concluso Borrea.
Articolo precedente
Villa Santa Lucia: risposta tempestiva della sanità alle segnalazioni per Tari HichamArticolo successivo
Al via la quarta edizione del "LaSotto Festival", si parte venerdì sera