Cassinate - Continua il botta e risposta riguardi l'installazione dell'antenna per la telefonia mobile sul territorio di Terelle, riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato dalla Sindaca Fiorella Gazzellone
Di Fiorella Gazzellone*
La politica non è un palcoscenico. Non è un microfono acceso solo quando conviene. La politica è presenza quotidiana, è ascolto ostinato, è confronto anche duro, è la capacità di trasformare le parole dei cittadini in atti concreti. Noi i cittadini li incontriamo ogni giorno. Li ascoltiamo nei bar, nelle piazze, negli uffici comunali, per strada.
Raccogliamo le loro istanze, le loro preoccupazioni, le loro speranze. È questo il senso più autentico del nostro impegno: dare risposte ai bisogni reali, non alimentare polemiche sterili. Negli ultimi cinque anni abbiamo parlato con chiarezza di connessioni, di antenna, di nuovi strumenti di comunicazione. Non nei corridoi nascosti, ma pubblicamente.
Anche in occasione del brindisi di fine anno, come riportato nel manifesto degli eventi natalizi affissi in tutte le bacheche comunali e pubblicati su Facebook, abbiamo illustrato, con una presentazione dettagliata, tutte le opere realizzate, quelle da realizzare, i finanziamenti ottenuti, compresa l’installazione dell’antenna. Ogni intervento spiegato punto per punto. Alla luce del sole.
Dov’erano i contestatori? Dov’erano quando si parlava del rilancio del Monte Cairo e del castagneto, in eventi pubblicizzati sui social e sui canali televisivi locali? Dov’erano quando abbiamo accolto 150 volontari dell’Associazione DRIADE sulla nostra montagna? Dov’erano quando abbiamo dato voce all’associazione Proloco Terelle, all’associazione amatori calcio, alle attività commerciali, alle guide storiche del luogo, confrontandoci su proposte e investimenti con il GAL VERLA proprio qui a Terelle?
Dov’erano quando si parlava di Terelle, Monte Cairo e di turismo con la DMO “Terra dei Cammini? Quando abbiamo promosso la memoria storica attraverso convegni dedicati? Quando abbiamo organizzato escursioni sulla nostra montagna con il Club Alpino Italiano - Sezione di Cassino? Quando agli Stati Generali dei Comuni Castanicoli del Lazio sedevano amministratori, associazioni, dirigenti di ARSIAL e rappresentanti regionali per costruire strategie condivise?
Dov’erano quando abbiamo ospitato il Ministro dell’Ontario, Michael Tibollo, arrivato da Toronto per conoscere il nostro territorio? Dov’erano quando il nostro borgo accoglieva rappresentanti istituzionali stranieri per rafforzare relazioni e opportunità? Tutto è stato tracciato. Tutto pubblicato. Tutto documentato. E allora dov’era il sedicente “paladino della montagna”? Forse troppo impegnato a curare il proprio orticello, a organizzare eventi paralleli, a scegliere altre vetrine invece dell’evento più identitario del nostro paese.
È legittimo organizzare, proporre, partecipare. È meno legittimo gridare alla mancanza di informazione quando si è scelto deliberatamente di non ascoltare. In questi anni la porta della Casa Comunale è rimasta sempre aperta. Sempre. Senza bisogno di appuntamento o prenotazioni. Non risulta che il “Leone” sia mai entrato per chiedere chiarimenti, per avanzare proposte, per aprire un confronto vero.
È più semplice gridare fuori che dialogare dentro. Ma oggi si è superato un limite. Non solo si parla impropriamente di censura del pensiero, accusa grave e infondata in una comunità libera e democratica, ma si è arrivati a coinvolgere il tecnico comunale, citandolo pubblicamente insinuando dubbi sulla sua serietà e sulla sua professionalità e solo alla polemica.
La libertà di espressione è un diritto sacrosanto. Ma non può trasformarsi nel diritto di screditare persone e professionalità per alimentare malcontenti o costruire sospetti. In un paese democratico nessuno può arrogarsi il potere di decidere chi debba parlare e chi no, né può ergersi a giudice sommario del lavoro altrui. Sia chiaro allora: si dica la verità ai cittadini. La raccolta firme era contro l’antenna?
Per “salvaguardare la montagna”? O era l’espressione di risentimenti personali travestiti da battaglie collettive? La politica è responsabilità. È trasparenza. È rispetto delle persone e delle istituzioni. Noi continueremo a metterci la faccia, ad ascoltare, a spiegare, a confrontarci. Perché amministrare significa rispondere ai bisogni della comunità, non alimentare ombre. E la comunità merita chiarezza, non insinuazioni.
“Chi mette il bavaglio vuole soffocare la verità e teme la libertà, perché la verità smaschera il potere e la libertà rivela la menzogna. Ma ogni parola zittita non muore: diventa scintilla di ribellione, seme di pensiero, memoria della coscienza. Il pensiero e la parola non si piegano, non si domano, non si spengono; sopravvivono, crescono e, prima o poi, trovano la luce."
*Sindaca di Terelle