Attualità - Il vescovo Marcianò: «Hanno camminato insieme, nel silenzio e nel servizio». Hanno concelebrato anche l'Abate di Montecassino dom Luca Fallica e l'Arcivescovo emerito di Gaeta Bernardo D'Onorio
di Don Andrea Pantone
L’Abbazia cistercense di Casamari ha salutato martedì 17 febbraio due figure centrali della propria storia recente: l’abate emerito dom Ugo Gianluigi Tagni, morto all’alba di domenica 15 febbraio, e il priore emerito padre Federico Farina, deceduto poche ore dopo, nel pomeriggio dello stesso giorno. Un legame profondo, il loro, che ha attraversato la vita monastica e che ora si è ritrovato anche nell’ultimo commiato.
La diocesi di SoraCassinoAquinoPontecorvo, attraverso il vescovo mons. Gerardo Antonazzo, ha espresso cordoglio e vicinanza alla comunità cistercense, ricordando nell’abate emerito «un testimone limpido di fede e dedizione totale al servizio di Dio», punto di riferimento per molti fedeli nella basilica di San Domenico a Sora. Antonazzo ha partecipato alle esequie congiunte, celebrate nell’abbazia di Casamari e presiedute dal vescovo di FrosinoneVeroliFerentino e
AnagniAlatri, mons. Santo Marcianò.
Nell’omelia, Marcianò ha posto al centro il tratto che ha unito i due religiosi: l’“insieme”. «Hanno camminato insieme – ha detto – nella solidità di chi non vive per sé stesso». Il presule ha richiamato il valore del silenzio monastico, «a servizio della Parola», e della solitudine abitata, che non isola ma apre alla comunione. Ha ricordato la loro fedeltà quotidiana alla preghiera, alla cura della comunità, al servizio fraterno, «ogni giorno e ogni notte», nella ricerca costante di Dio.
Accanto ai due vescovi hanno concelebrato anche l’abate di Montecassino dom Luca Fallica e l’arcivescovo emerito di Gaeta, già abate di Montecassino, mons. Fabio Bernardo D’Onorio. La celebrazione si è conclusa con i riti di commiato presieduti dall’abate di Casamari, dom Loreto Camilli.
Centinaia di persone hanno partecipato al funerale, segno del bene seminato dai due consacrati attraverso l’ascolto, l’accompagnamento spirituale e il ministero dei sacramenti. I feretri sono stati tumulati nel cimitero abbaziale, accanto all’ingresso della Basilica.
Le comunità ecclesiali del territorio hanno accompagnato nella preghiera i due religiosi, grate per una testimonianza di vita consacrata vissuta con mitezza, discrezione e amore.
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