Cassino, sicurezza tra "passerelle" e "militarizzazione": è scontro aperto dopo il Consiglio

Politica - Il sindaco Enzo Salera annuncia un costante pressing su Piantedosi, forte del voto di venerdì in assise, intanto il dibattito politico nella Città Martire non si placa. Se da un lato il PD chiede risorse concrete e giustizia sociale per evitare l'effetto "vetrina", la Lega attacca la maggioranza accusandola di minimizzare i rischi e di pregiudizio ideologico contro l'operazione "Strade Sicure"

Cassino, sicurezza tra "passerelle" e "militarizzazione": è scontro aperto dopo il Consiglio
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 15-02-2026 15:56 - Tempo di lettura 2 minuti

Non è più solo una richiesta istituzionale, ma una vera e propria offensiva diplomatica quella che il sindaco di Cassino, Enzo Salera, farà partire da domani mattina. Destinatario: il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. L’obiettivo è chiaro: far sì che dal Viminale si riesca finalmente ad ottenere quel potenziamento del Commissariato di Polizia che la città chiede ormai da mesi.

Il  primo cittadino intende insomma trasformare la mozione approvata l'altroieri dal Consiglio Comunale in uno strumento di pressione costante. “Da lunedì 16 febbraio – ha annunciato Salera in aula – la mozione sarà trasmessa ufficialmente al Ministro. Ma non finirà lì: sono pronto a scrivere a Piantedosi una volta al mese, ogni mese, per sollecitare interventi concreti. Cassino non può più aspettare”.

Il pressing che il sindaco si prepara a fare da domani mattina non nasce dal nulla. Già il 9 giugno scorso, all’indomani degli inquietanti attentati che avevano colpito l’auto di un magistrato in servizio alla Procura di Cassino (nella notte tra il 14 e il 15 maggio), Salera aveva inviato una durissima missiva a Roma. In quell’occasione, il sindaco aveva denunciato come "la carenza di organico rende impossibile il controllo capillare h24”. Oggi, quella missiva rimasta quasi lettera morta, diventa il punto di ripartenza per una battaglia più dura.

Intanto, in città, il dibattito tra destra e sinistra resta serrato.  Ad aprire il fronte per il Partito Democratico è la consigliera Sarah Grieco, che pur accogliendo con favore l'interessamento dell'onorevole Ottaviani (Lega), mette subito i puntini sulle "i". Il timore del PD è che la presenza dei vertici nazionali si riduca a un mero esercizio di stile. "Ci aspettiamo che l’onorevole caldeggi il documento approvato in consiglio e faccia arrivare nuovi agenti e risorse al nostro Commissariato," dichiara Grieco. "Altrimenti avremmo assistito a una passerella. La sicurezza è un tema enorme, ma dobbiamo stare attenti alle 'drammatizzazioni ideologiche' che soffiano sul fuoco delle paure."

La consigliera dem non risparmia critiche alla gestione nazionale, citando gli "effetti nefasti" del decreto Caivano e sottolineando come nella Legge di Bilancio 2026 manchino investimenti reali per le forze dell'ordine. La ricetta della Grieco è chiara: un patto serio che unisca la repressione (aprendo anche all'esercito come deterrente e al turno serale della Polizia Locale) a una profonda sicurezza sociale. "Povertà e mancata integrazione aumentano il rischio di criminalità. La sicurezza non è solo ordine pubblico, ma giustizia sociale," conclude, respingendo i tentativi di indebolire il sindaco attraverso strumentalizzazioni politiche.

Di parere diametralmente opposto è il coordinatore locale della Lega, Vincenzo Marrone, che rivendica con orgoglio il ruolo del suo partito nel tenere alta l'attenzione sul tema. Marrone punta il dito contro quella che definisce una "caduta di stile" della maggioranza nei confronti delle istituzioni nazionali e accusa il Sindaco di aver sottovalutato l'episodio della bomba carta "Abbiamo appreso dal Sindaco che considera una bomba esplosa in pieno giorno alla stregua di un petardo," attacca Marrone. "È proprio questo continuo minimizzare e stravolgere la realtà che offre la prova dell'incapacità di questa coalizione di affrontare il problema."

Il coordinatore del Carroccio difende a spada tratta l'operazione "Strade Sicure", smentendo le narrazioni su una presunta "militarizzazione" o l'arrivo di carri armati in città. Per la Lega, i militari sono agenti di pubblica sicurezza necessari per il pattugliamento dinamico, già attivi in 58 province italiane.

Marrone conclude con una stoccata al decoro urbano e alla gestione dei servizi: "In una città che fa acqua da tutte le parti, dove per andare al cimitero serve la patente nautica, il vero problema della maggioranza sembra essere una mimetica per strada. La Lega sarà sempre in prima linea: meglio Totò e Peppino che essere amministrati dalle Sturmtruppen."





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