Economia - Mentre Anagni riparte con DR Automobiles, i 202 operai del cassinate attendono i tavoli ministeriali del 13 e 22 gennaio per evitare il fallimento e sbloccare gli ammortizzatori sociali. Tutti i dettagli
Sono giorni di attesa febbrile e calcoli sospesi quelli che sta vivendo il sud della provincia di Frosinone per quel che riguarda il mondo del lavoro. Non solo le incertezze legate all’automotive - con Stellantis che riaprirà i cancelli solo il 19 gennaio - e il settore della carta che nel 2025 ha fatto registrare una preoccupante flessione.
In bilico c’è anche il futuro dello stabilimento Saxa Grestone di Roccasecca e dei suoi 202 dipendenti, un destino appeso a un calendario che, nelle prossime due settimane, segnerà il destino di uno dei poli industriali più discussi del territorio nel nord e nel sud della provincia, rispettivamente ad Anagni e Roccasecca.
La vicenda, che affonda le radici nella riconversione dell'ex Ideal Standard, si trova oggi a un punto di rottura: tra passaggi di proprietà, procedure concorsuali e una burocrazia che sembra correre più lenta della necessità dei lavoratori di fare la spesa. Nel 2028 quello che fu ribattezzato il ‘miracolo di Borgomeo’ con la riconversione dei due stabilimenti, aveva dato speranza di un futuro roseo, ma prima la pandemia e poi il rincaro dei costi energetici hanno interrotto la favola e adesso gli operai sperano in due diversi imprenditori.
Ma se da un lato la fabbrica a nord della Ciociaria sembra aver imboccato la strada del rilancio grazie a Dr Automobiles, Roccasecca resta in un limbo preoccupante. Come sottolineato da Marco Colasanti, segretario nazionale dei chimici dell'Ugl, ad Anagni la soluzione definitiva è arrivata con l’avvento di Jarama Srl (controllata da DR Automobiles). Lì è in atto un progetto di riconversione industriale che punta alla ricollocazione di tutti i lavoratori attualmente in cassa integrazione.
A Roccasecca, invece, la produzione di gres porcellanato e sampietrini è ferma ormai da circa tre anni. Lo stabilimento del cassiante è attualmente oggetto di una procedura di concordato preventivo. Il successo di questo iter è la condizione necessaria per far partire qualsiasi nuovo progetto industriale ed evitare il rischio fallimento, che porterebbe inevitabilmente alla nomina di un curatore fallimentare e alla vendita degli asset all'asta.
Il destino della fabbrica passerà per due appuntamenti istituzionali fondamentali presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy: il 13 Gennaio: Un primo incontro tecnico dove la nuova cordata legata al fondo Anchorage dovrebbe fornire chiarimenti sulle reali intenzioni produttive per il sito; il 22 Gennaio: questa è la data cerchiata in rosso sul calendario.
In questa sede, il sindacato si aspetta l'illustrazione dettagliata del piano di concordato. Parallelamente, si discuterà del sostegno al reddito: la cassa integrazione è scaduta il 31 dicembre scorso e i lavoratori sono attualmente senza copertura economica e in attesa di arretrati.
"I lavoratori sono stanchi e inquieti", avverte Colasanti, ricordando che in un territorio già flagellato dalla crisi economica come il cassinate, la perdita di uno stabilimento che sostiene centinaia di famiglie sarebbe insostenibile. La situazione è definita "delicata", ma il sindacato rivendica la propria presenza costante al fianco delle maestranze per garantire una possibilità lavorativa concreta.
Un segnale positivo arriva però dal fronte istituzionale locale: "L'amministrazione comunale si è mostrata sensibile e presente rispetto alla vertenza, e questo rappresenta un valore aggiunto" ha aggiunto il segretario dei chimici. L'auspicio di tutte le parti sociali è che l'omologa del concordato arrivi nel più breve tempo possibile.
Senza questo passaggio legale, non solo non potrà partire il piano di rilancio industriale, ma risulterà impossibile attivare la "cassa per cessazione", necessaria a coprire i mesi di fermo tecnico e burocratico. L'intera economia del sud della provincia di Frosinone guarda ora verso Roma, attendendo che i tavoli ministeriali trasformino le speranze in contratti e i progetti in produzione attiva.