Economia - Secondo le indiscrezioni rilanciate da Pierluigi Bonora sull'inserto specializzato sul settore del quotidiano Il Giornale, il gruppo franco-italo-statunitense sarebbe in trattativa con investitori degli Emirati Arabi per la vendita del Tridente, ma con un obiettivo molto più ampio: inserire nel pacchetto anche Alfa Romeo e l'intero stabilimento di Piedimonte San Germano
Le voci che circolano da tempo su una possibile cessione di Maserati da parte di Stellantis si fanno ora più concrete e, soprattutto, toccano direttamente il destino dello storico stabilimento di Cassino.
Secondo le indiscrezioni rilanciate da Pierluigi Bonora sull'inserto specializzato del settore auto del quotidiano Il Giornale, il gruppo italo-francese sarebbe in trattativa con investitori degli Emirati Arabi per la vendita del Tridente, ma con un obiettivo molto più ampio: inserire nel pacchetto anche Alfa Romeo e l'intero stabilimento di Cassino.
Il piano di Stellantis, che punta a "sfoltire i rami secchi" e i marchi meno produttivi (Maserati e Alfa Romeo in primis), trasformerebbe il polo ciociaro in una pedina cruciale della trattativa. Gli arabi sono fortemente interessati a Maserati, ma l'affare, che al momento sembra essere in stand-by, è bloccato proprio dall'ipotesi del "pacchetto unico" che include Cassino.
Per lo stabilimento fondato nel 1972, si tratterebbe di un vero e proprio punto di svolta. La realtà attuale a Cassino è drammatica, ben lontana dalle promesse di rilancio: dall'inizio dell'anno si contano oltre ottanta giorni di fermo produttivo in regime di solidarietà.
Attualmente, a Cassino, si producono l'Alfa Romeo Giulia, l'Alfa Romeo Stelvio e la Maserati Grecale. Cedere lo stabilimento insieme ai due marchi di lusso significa per Stellantis liberarsi di un costo operativo e, al contempo, offrire agli investitori arabi una capacità produttiva già avviata, secondo quanto riportato.
Nonostante i vertici Stellantis abbiano finora smentito la possibilità di vendite, gli analisti sono concordi sulla necessità di una ristrutturazione, anche in virtù di un bilancio che avrebbe registrato l'ennesimo profondo rosso a giugno.
Secondo le fonti, l'ora delle "decisioni irrevocabili" potrebbe arrivare nel primo trimestre del 2026. Sarà in quell'occasione che il CEO Antonio Filosa presenterà il nuovo piano industriale.
Lì, probabilmente, si conoscerà il destino definitivo dello stabilimento di Cassino, che rischia di passare da Fiat/Stellantis a una nuova proprietà straniera dopo aver prodotto oltre 7 milioni di autovetture.
Articolo precedente
Cassino, presentata la nuova era della Virtus: il territorio fa squadraArticolo successivo
Festa dei Nonni: oggi si celebra il legame tra generazioni