Stellantis Cassino, nuovi blocchi alla produzione: l'allarme dei sindacati

Economia - Dopo una breve riapertura, lastratura e verniciatura si fermano di nuovo per svuotamento linee. Questa mattina le telecamere Rai fuori dallo stabilimento. Il segretario Uilm D'Avino: "La crisi è profonda, il Green Deal ha mostrato i suoi limiti. Serve chiarezza dalla dirigenza e dalla politica"

Stellantis Cassino, nuovi blocchi alla produzione: l'allarme dei sindacati
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 23-09-2025 14:05 - Tempo di lettura 2 minuti

Tensione e incertezza dominano lo stabilimento Stellantis di Cassino. Sebbene i cancelli abbiano riaperto questa mattina dopo giorni di stop, le prospettive non sono rosee. A dimostrazione di un profondo stato di crisi, è giunta una nuova comunicazione che annuncia il fermo dei reparti di lastratura e verniciatura a partire da domani, 24 settembre, con il solo personale essenziale per le attività di svuotamento delle linee. Una notizia che preoccupa i sindacati, che temono un lungo stop produttivo per l’intero sito.

La situazione è stata al centro delle telecamere della Rai, che hanno intervistato il segretario provinciale della Uilm, Gennaro D'Avino, nel corso della trasmissione "Buongiorno Regione". Le sue parole non lasciano spazio a dubbi: la crisi è profonda e strutturale.

"Sulla piattaforma Stella Large siamo in ritardo, e non si intravede alcuna svolta concreta", ha dichiarato D'Avino, puntando il dito contro le promesse non mantenute e la mancanza di un piano industriale chiaro. La preoccupazione maggiore riguarda la produzione: "Non servono nuovi modelli sulla carta, servono decisioni chiare su motorizzazioni e investimenti veri".

Il segretario provinciale ha inoltre criticato apertamente il cosiddetto "Green Deal" europeo, definendolo una "transizione imposta dall’alto, senza programmazione e senza tutele". A suo dire, questo approccio sta mostrando tutti i suoi limiti, con un impatto devastante sull’indotto.

Le aziende che lavorano per Stellantis sono allo stremo, con commesse ferme, appalti tagliati e, di conseguenza, la perdita di posti di lavoro. "È una crisi occupazionale senza precedenti," ha aggiunto D'Avino, sottolineando la disperazione di intere famiglie che hanno perso le loro certezze.

L’appello è diretto ai vertici di Stellantis, in particolare a Carlos Tavares e Olivier François (Filosa). "Stellantis deve dire chiaramente cosa fare su Cassino. Basta ambiguità, basta annunci. I lavoratori meritano trasparenza".

Non manca, infine, un monito alla politica, sia a livello nazionale che europeo. D'Avino ha esortato i leader a mostrare "il coraggio di fare scelte vere", ribadendo che la data del 2035 per il bando dei motori endotermici "non è più una data sostenibile". Costringere l’uscita da questa tecnologia in queste condizioni è, a suo avviso, "una follia industriale e sociale".

La conclusione è amara: "O si rivede la strategia o il settore auto in Italia altrimenti sarà seriamente difficile uscire da questa fase". La nuova fermata produttiva annunciata a partire da domani sembra confermare le peggiori paure dei lavoratori e dei sindacati, alimentando un clima di forte preoccupazione per il futuro dello stabilimento di Cassino.





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