Opinioni - Cresce la Cassa Integrazione, Stellantis naviga nell'incertezza e la sanità è a rischio collasso. L'analisi di Ermisio Mazzocchi: "Serve un nuovo modello di sviluppo e un progetto unitario delle forze progressiste per combattere il declino"
di Ermisio Mazzocchi*
Sedum, il fiore di agosto dai colori intensi e vivaci, che ha la capacità di resistere anche in condizioni difficili, potrebbe essere il simbolo dell’impegno e della forza di quanti nei prossimi mesi dovranno, in questa provincia centro-meridionale, combattere per la loro stessa sopravvivenza e per la rinascita economica e sociale dei loro territori. Agosto è il mese delle vacanze, ma non lo è stato e non lo è per tutti.
In italia nel 2024 il 28% delle famiglie monoreddito con un figlio minore non ha potuto fare neppure una settimana di ferie lontano da casa e quest’anno saranno ancora meno quelle che potranno permetterselo.
Gli ultimi avvenimenti, quali le interminabili e tragiche guerre in Ucraina e in Israele-Palestina, la pesante stagnazione della crescita dell’industria, l’assenza di una politica seria per il welfare, e, per ultimo, i nuovi e gravosi dazi imposti da Trump, hanno ulteriormente aggravato la situazione e inducono a pensare che il peggio debba ancora venire.
Naturalmente le aree più colpite saranno quelle del Mezzogiorno d’Italia e tra queste la provincia di Frosinone, che già da alcuni anni si trova in un profondo disastro economico e sociale. Credo che ormai sia inconfutabile il fatto che il modello di sviluppo, che ha dominato in questi 80 anni, è fallito.
Molteplici sono le cause non ultimo le grandi trasformazioni tecnologiche, che invece di favorire il mondo della industria, hanno finito per determinare una crisi del settore con gravi conseguenze per l’occupazione e, quindi, per la vita dei cittadini. Su tale debolezza si è innestata una politica speculativa, nazionalista, corporativa, perseguita dai partiti di governo nazionale e regionale.
I dati nazionali parlano chiaro. La produzione industriale è in recessione, il PIL cresce a ritmi dimezzati, ristagna la transizione ecologica. Il 65% dei “nuovi” dipendenti a tempo indeterminato ha più di 50 anni e solo il 9% è under 25. Costante la crescita dei prezzi. Il costo dei generi, anche quelli di prima necessità, è aumentato di circa il 2% rispetto all’anno scorso e molte famiglie non arrivano a fine mese.
Il governo di Destra propina risposte insufficienti, inadeguate, senza una strategia di lungo periodo, vive in uno stato confusionale. I ministri sono impreparati, incompetenti e arroganti. La Presidente del Consiglio è priva di una cultura politica, è incapace a governare l’ottava potenza mondiale e a far fronte ai tanti e gravosi problemi che stanno investendo l’Italia. Enfatica, istrionica, è contraddittoria. Non è credibile. Indugia a fare propaganda di sé, è lei stessa il suo ufficio stampa.
Si è data il precipuo compito di favorire con elargizioni gli amici, vedasi ultimo il caso delle Marche cui ha concesso la Zes mentre l’ha negata al Lazio. Il suo inderogabile interesse è quello di difendere ogni giorno, anche in situazioni di estremo imbarazzo, i suoi spregiudicati, incompetenti e maldestri ministri. Un grave danno per il paese, un serio pericolo. Bisogna a tutti i costi tenerle fronte, combatterla, contrastarla energicamente senza usare toni diplomatici né fiori di cortesia.
È un impegno che tutti i partiti dell’area democratica devono assolvere per il bene del Paese, per preservarlo da una deriva nazionalista e sovranista e per salvaguardare la nostra Costituzione. Un obiettivo che deve essere perseguito maggiormente in quelle realtà, come quella della provincia di Frosinone, colpite da un drammatico declino economico e sociale.
In tutta la provincia nei primi sei mesi del 2025 la C. I. G. è cresciuta di oltre il 70% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Stellantis rimane nell’assoluta incertezza per il suo futuro. I nuovi dazi, imposti dal presidente degli Stati Uniti, avranno come conseguenza una notevole contrazione dell’esportazione con gravi danni finanziari e occupazionali. La povertà è in aumento. In Italia cinque milioni di cittadini vivono in condizioni di assoluta povertà e il 21% della popolazione ha un reddito troppo basso per far fronte alle prime necessità.
La Caritas di Frosinone ha assistito diecimila persone. La sanità è in crisi e moltissimi rinunciano a curarsi per mancanza di disponibilità. Per risanarla ci sono soltanto promesse da parte del governo nazionale e regionale, ma sino ad oggi non si è fatto nulla, anzi la situazione peggiora giorno dopo giorno e denuncia il rischio di un totale collasso.
Per quanto riguarda la realtà frusinante c’è qualche segnale che potrebbe essere positivo per la ripresa industriale. Sono interessanti gli investimenti effettuati nell’area anagnina dalla casa farmaceutica “Novo Nordisk” e da quella automobilistica “DR Automobiles”.
Rimangono, tuttavia, i problemi legati allo sviluppo economico e sociale. È necessario, pertanto, impostare un’opera di rifondazione della qualità e della quantità dell’apparato produttivo e delle condizioni di vita dei cittadini. Ma non è pensabile una rinascita senza il concorso dei sindacati, degli imprenditori, delle associazioni di categoria, per definire un nuovo modello di sviluppo capace di connettere le diverse tipologie produttive. Fondamentale il ruolo delle forze progressiste, democratiche e di sinistra per proporre una politica di rinnovamento rivolta a favorire il progresso dell’intera società provinciale.
Un’azione che sia in grado di suscitare un’ampia partecipazione dei cittadini utile a un confronto sui nuovi contenuti progettuali per sostenere la crescita dei propri territori. Di recente sono state molteplici le valutazioni espresse da più parti sulla situazione provinciale. Ma queste non si sono orientate a formulare un programma comune. I convegni e le tavole rotonde non bastano se non si giunge a una sintesi politica, se tutte le forze progressiste, democratiche e di sinistra non si pongono l’obiettivo di formulare un progetto unitario, di offrire delle valide proposte aperte al confronto con la società e con le sue rappresentanze organizzate.
Non si può negare che il percorso sia irto di difficoltà e richieda la determinazione di superare ogni forma di individualismo e settarismo politico. Tuttavia è pur vero che agire è necessario, inevitabile se si vogliono portare a soluzione i problemi di una provincia ricca di potenzialità ma priva di un moderno tessuto economico, se si vuole rilanciare lo sviluppo dell’intero territorio e offrire una prospettiva a una popolazione devastata dalla crisi, delusa dalla politica, ma che ha ancora la volontà di sperare in un futuro migliore e nell’affermazione di un sistema che dia garanzia di lavoro e di benessere.
PS Augurando a tutti un Buon ferragosto, informo che la Rubrica 7giorni e altre mie pubblicazioni riprenderanno a settembre.
*L'autore ci ha concesso il suo scritto, pubblicato sulla rivista UnoeTre.it
Articolo precedente
“Archeologi per un giorno” a Interamna Lirenas: un incantevole viaggio nella storiaArticolo successivo
Economia circolare, ecco le opportunità di sviluppo per imprese e territori