Cervaro, la minoranza non vota il PEF: “Errori macroscopici, serve chiarezza immediata”

Cassinate - I consiglieri di opposizione denunciano la presenza di riferimenti al Comune di San Gennaro Vesuviano nella relazione del Piano Economico Finanziario e contestano la correttezza dei dati. Tensione durante la seduta e polemica con il presidente del Consiglio

Cervaro, la minoranza non vota il PEF: “Errori macroscopici, serve chiarezza immediata”
di autore LeggoCassino.it - Pubblicato: 23-07-2026 19:36 - Tempo di lettura 2 minuti

Nel Consiglio comunale di ieri si è verificato un momento di forte tensione istituzionale. I consiglieri della lista Cervaro Direzione Futuro hanno scelto di non partecipare al voto sul Piano Economico Finanziario (PEF), denunciando gravi errori nel documento.

Secondo quanto emerso in aula, il testo del PEF faceva esplicito riferimento al Comune di San Gennaro Vesuviano anziché a quello di Cervaro. Una svista ritenuta inaccettabile, che ha fatto sorgere immediati e fondati dubbi sulla correttezza di tutte le cifre riportate, potenzialmente non riferibili alla realtà economica del territorio cervarese.

La minoranza ha definito la situazione “gravissima”, chiedendo verifiche urgenti per accertare se anche i dati numerici siano stati erroneamente attribuiti. A sostegno della contestazione è stata mostrata una pagina della relazione di accompagnamento al PEF, nella quale compare chiaramente il nome di un Comune diverso.

La decisione di lasciare l’aula al momento della votazione – scelta unitaria di tutta la squadra di Cervaro Direzione Futuro – ha ulteriormente alzato la tensione. Al rientro dei consiglieri, il Presidente del Consiglio ha commentato: “Questa aula non è un albergo”, frase interpretata come una derisione nei confronti della minoranza. I consiglieri hanno ricordato che abbandonare l’aula è un diritto legittimo quando si ritiene che un atto amministrativo presenti criticità tali da richiedere un segnale politico forte.

Il PEF rappresenta la base di calcolo per la tariffa TARI. Per questo motivo la minoranza ha insistito sulla necessità di precisione, attenzione e responsabilità nella sua redazione. Nella relazione erano riportati dati economici riferiti espressamente all’appalto del Comune di San Gennaro Vesuviano. Il documento era inoltre accompagnato da una Dichiarazione di Veridicità firmata dal Sindaco, con la quale egli attestava la completezza e veridicità dei dati.

Per queste ragioni il Gruppo di opposizione ha deciso di non partecipare alle votazioni sui punti relativi alla TARI, abbandonando l’Aula Consiliare. «Non intendiamo ridurre il mandato consiliare a una presenza formale – hanno dichiarato – ma restituire al Consiglio la sua vera funzione: conoscere prima di deliberare, discutere prima di decidere e assumersi responsabilità solo su atti realmente comprensibili e verificabili».

I consiglieri hanno sottolineato che sarebbe stato sufficiente chiedere alla ditta Super Eco una relazione corretta e riferita esclusivamente al Comune di Cervaro, con chiarimenti formali su mezzi, ricavi e costi. Considerato che il termine per l’approvazione del PEF è fissato al 31 luglio 2026, un rinvio avrebbe permesso di correggere la documentazione senza alcuna violazione dei termini. Quando il Sindaco ha parlato di un risparmio di circa 17.000 euro, è stato fatto notare che tale risparmio potrebbe riguardare San Gennaro Vesuviano e non Cervaro.

«Non è compito del Consiglio sanare con il voto un testo amministrativo incerto nel suo oggetto e nei suoi effetti. Il Consiglio deve poter approvare atti corretti, univoci e giuridicamente motivati. Chi approva delibere prive di tali requisiti se ne assume tutte le responsabilità giuridiche conseguenti». La lista Cervaro Direzione Futuro ha ribadito che continuerà a svolgere il proprio ruolo con vigilanza, serietà e trasparenza, mantenendo alta l’attenzione su ogni atto che incide sulla vita dei cittadini: «Siamo sempre vigili e attenti. Questa è stata una scelta di squadra, presa per tutelare la comunità».





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