Ritorno al futuro: la "Rerum Novarum" guida la ricerca di un nuovo ordine sociale

Opinioni - A cent'anni dalla sua pubblicazione, l'enciclica di Leone XIII risuona attuale contro le fallite ideologie e le disuguaglianze globali, sollecitando un rinnovato impegno politico ispirato alla Dottrina Sociale della Chiesa e al Codice di Camaldoli

Ritorno al futuro: la "Rerum Novarum" guida la ricerca di un nuovo ordine sociale
di autore Lello Valente - Pubblicato: 12-05-2025 13:18 - Tempo di lettura 3 minuti

Ritorna dopo un secolo di grande attualità la Rerum Novarum, la prima enciclica di Papa Leone XIII che in una delicata fase della rivoluzione industriale si oppose alle teorie del comunismo e tracciò le linee per un impegno sociale dei cattolici attraverso la dottrina sociale della Chiesa. Concetti nuovi e rivoluzionari quali la dignità dell’uomo, la dignità del lavoro, la proprietà privata ed il capitalismo. Da questi principi Don Luigi Sturzo fondò nel 1919 il Partito Popolare Italiano, tanto contro il comunismo, tanto contro il fascismo, infatti fu costretto a riparare a Londra per sfuggire all’arresto. Nel 1926 il PPI  fu disciolto dal fascismo.

Il seme di quella enciclica germogliò rigoroso ancora imperante il Fascismo, già nel 1943  De Gasperi alla presenza del futuro Papa Paolo VI enunciò le idee fondative di quella che poi divenne la Democrazia Cristiana. Il nuovo Papa Leone XIV giustifica il proprio nome proprio in virtù di quel Papa che pubblicò l’enciclica Rerum Novarum a dimostrazione che oggi, come allora, quei principi, quelle idee sono ancora attuali.

Fallita invece ancora una volta quella ideologia comunista che ancora alberga nella testa della sinistra nostrana, sarebbe arrivato il momento di dichiarare apertamente il fallimento del comunismo e decretarne le messa al bando allo stesso modo del Fascismo. Purtroppo eventi della storia  hanno mortificato  i principi della Rerum Novarum, della  Laborem exercens di Giovanni Paolo II,  con l’avvento della globalizzazione e di un nuovo sistema finanziario mondiale  è prevalsa l’estremizzazione del  profitto a discapito della dignità dell’Uomo.

Se ci sono uomini che possono permettersi di volare nello spazio o di raggiungere Marte e contestualmente ci sono uomini che muoiono di fame, è evidente che nel sistema mondiale c’è qualcosa che non funziona correttamente. Anche in Europa troppe regole che non tengono conto della dignità dell’Uomo, un sistema finanziario legato ai soli numeri nel quale molti ancora vivono di stenti o sotto i ponti è il segnale che questo sistema va cambiato, e va cambiato proprio tenendo a mente gli insegnamenti della Rerum Novarum della Laborem exercens e del Codice di Camaldoli.

Emblematico un passo del  codice di Camaldoli quando affronta il tema della distribuzione delle risorse: “Un buon sistema economico deve evitare l’arricchimento eccessivo che rechi danno a un’equa distribuzione; e in ogni caso deve impedire che attraverso il controllo di pochi su concentramenti di ricchezza, si verifichi lo strapotere di piccoli gruppi sull’economia” Chi  oggi si richiama a quella dottrina sociale della Chiesa dovrebbe rileggere il codice di Camaldoli che ha influenzato per mezzo secolo la politica sociale della Democrazia Cristiana e del nostro Paese.

Troppi oggi indossano la casacca del politico senza conoscere la storia, senza conoscere da dove sono venuti e chiedersi cosa rappresentano nella storia se non il proprio ego senza un minimo di cultura politica alle spalle. Papa Leone XIV cambierà la storia e quei Partiti che si ispirano vagamente ai concetti del Codice di Camaldoli  dovrebbero da subito intuire la loro nuova strada, anche scomponendo un quadro politico che ancora risente di vecchie logiche da Guelfi e Ghibellini.

Necessitiamo di uomini con un progetto di società, Uomini come quelli che prepararono il primo piano nazionale di abitazioni per il popolo, che abolirono il latifondismo per dare le terre  ai contadini ed organizzarli nelle associazioni come la Coltivatori diretti, Uomini che dal loro alto ruolo istituzionale non esitarono a scendere in campo contro chi tentava di effettuare le prime speculazioni a danno dei lavoratori. E non erano uomini di sinistra ma tutti democristiani.

Sentiamo la mancanza di quegli Uomini di qualunque estrazione e di qualsiasi colore politico, ad ogni livello dal quello periferico a quello centrale. La speranza è nella forza della parola del nuovo Papa e nel ritorno ad un sistema elettorale diverso da quello attuale dove saranno importanti il ritorno alla militanza che era la vera selezione della classe dirigente del Paese.





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