La campagna vaccinale e il ruolo della scuola. Parla Marcello Bianchi

IL FATTO – È suonata ieri la prima campanella per gli studenti dell’I.I.S “Medaglia d’Oro” di Cassino. Il dirigente: “Tocca a noi fornire agli studenti gli strumenti per la ricerca della verità e formare cittadini capaci di individuare le posizioni avvalorate dalla comunità scientifica e dalla incontrovertibilità dei fatti”

<strong>Francesca Messina</strong>
Francesca Messina

Giornalista

Marcello Bianchi

di Francesca Messina

È suonata ieri la prima campanella per gli studenti dell’I.I.S “Medaglia d’Oro” di Cassino. “Le norme anti Covid rispetto allo scorso anno non sono cambiate – ha spiegato il preside Marcello Bianchi – oltre al distanziamento, alla mascherina e all’igienizzazione c’è il controllo del green pass per tutti coloro che accedono all’Istituto, tranne gli studenti. Per il personale invece la verifica sulla certificazione è attuata attraverso il sistema informativo del Ministero dell’Istruzione”.

Nel suo saluto agli alunni invece il dirigente scolastico Bianchi ha sottolineato: “Sta per iniziare il terzo anno scolastico segnato dall’emergenza pandemica, in un contesto che è ancora molto fluido e caratterizzato da incertezze, ritengo si possa guardare al futuro, anche quello immediato, con ottimismo.

Se è vero che quest’anno scolastico inizia ancora all’insegna dei vincoli e delle limitazioni dettate dal Covid 19 (doppi turni, orari disagevoli etc.) e tuttavia evidente che con l’avanzare della campagna vaccinale ci si avvicina sempre più alla sospirata immunità di gregge che dovrebbe rendere non più necessarie le tante misure di cautela che ora affliggono la nostra quotidianità. Sotto quest’ultimo profilo, l’ostacolo da superare è costituito dalle resistenze di chi non vuole sottoporsi alla vaccinazione, adducendo le più strampalate giustificazioni ed invocando le teorie più improbabili e prive di qualunque fondamento scientifico.

È una battaglia, questa, tra il buon senso, supportato dai dati scientifici e l’oscurantismo – per non dire ignoranza – di una parte, purtroppo non così esigua, della popolazione. E qui entra in gioco la scuola: è compito del sistema d’istruzione e quindi anche della nostra comunità educante, fornire agli studenti gli strumenti per la ricerca della verità e formare cittadini capaci di individuare, nell’insieme sterminato di visioni, condotte e atteggiamenti che attraverso la nostra società, le posizioni avvalorate dalla comunità scientifica e dalla incontrovertibilità dei fatti”.