Dpcm, nella notte arriva la firma di Conte: il Lazio evita la zona gialla, la Campania forse no

NAZIONALE – Il decreto sarà pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale, entrerà in vigore il 5 novembre e sarà valido fino al 3 dicembre. In tutto il Paese coprifuoco alle 22: anche nella fascia verde per muoversi dopo quell’ora servirà l’autocertificazione. Se una Regione entrerà poi in zona rossa vi rimarrà per due settimane almeno: per adesso ci sono sicuramente Lombardia e Piemonte. In giornata è attesa la conferenza del premier

Il premier Giuseppe Conte

Dopo una lunga giornata di trattive e incontri, il presidente Giuseppe Conte ha firmato il Dpcm: è il quarto da quando è iniziata la “seconda ondata” lo scorso mese di ottobre. A differenza dei precedenti provvedimenti, questo ha una peculiarità: non sarà cioè omogeneo per tutto il territorio nazionale ma sarà diverso a seconda delle regioni dove il contagio ha colpito e continua a colpire maggiormente.

C’è uno “scenario di elevata gravità e di un livello di rischio alto” che si “collocano in uno ‘scenario di tipo 3”. E un altro di “massima gravità” con uno “scenario di tipo 4”. Nella bozza del Dpcm si prevede una stretta a livello locale. Le zone verranno individuate in un secondo momento con apposita ordinanza del Ministero della Salute in collaborazione con i presidenti di Regioni. Appare quasi certo sin da ore che nella zona rossa dovrebbero essere Lombardia, Piemonte, e, probabilmente anche Calabria, Alto Adige e Valle d’Aosta.

Zona gialla per Puglia, Liguria e, probabilmente, il Veneto e la Campania. Il Lazio – anche se per la certezza ufficiale al 100% bisogna attendere la pubblicazione in Gazzetta del decreto e poi l’ordinanza di Speranza regione per regione – resta quasi certamente in fascia verde, dove le restrizioni sono minori e si può liberamente circolare all’interno dei comuni e della provincia della stessa regione e nelle altre regioni di fascia verde. Restano invece off gli spostamenti verso le regioni catalogate rosse e gialle, tra cui, a quanto pare, la limitrofa regione Campania che dovrebbe essere catalogata in fascia gialla, dalle bozze finora trapelate.

I provvedimenti saranno valutati su base settimanale, e avranno la durata minima di 15 giorni: se una Regione entra in zona rossa, vi rimarrà per due settimane almeno. Attenzione: il meccanismo è semiautomatico, nel senso che ogni Regione si collocherà in uno scenario (arancione o rosso) in base a criteri oggettivi. Ma fondamentale sarà il ruolo del ministro della Salute, che potrà adottare ordinanze d’intesa con il presidente della Regione per prevedere “l’esenzione dell’applicazione di una o più misure restrittive, anche in specifiche parti del territorio regionale”. In ogni caso, proprio su questo punto, le Regioni hanno espresso forti riserve, chiedendo di fatto l’instaurazione di un «contraddittorio» tra ministero e Regioni per stabilire l’inserimento di ogni Regione in una determinata «fascia».

I DIVIETI SUL TERRITORIO NAZIONALE

Tra le norme valide invece in tutta Italia, quindi anche nelle regioni verdi come il Lazio, bisogna comunque fare i conti con le seguenti restrizioni, così come riporta il Corriere della Sera, ovvero:


– limitazione della circolazione delle persone — il cosiddetto «coprifuoco»— alle 22 , come risultato dell’estenuante braccio di ferro tra chi non lo voleva affatto (Conte e Renzi) e chi voleva fermare tutto già alle otto di sera (Franceschini, Boccia e Speranza);
– ritorno dell’autocertificazione: per uscire di casa dopo le dieci di sera occorrerà provare di doverlo fare per ragioni di lavoro necessità e salute
– chiusura dei musei e delle mostre;
– didattica a distanza al 100% per le scuole superiori, salvo attività laboratori in presenza; per le scuole elementari e medie e per i servizi all’infanzia attività in presenza ma con uso obbligatorio delle mascherine (salvo che per i bimbi al di sotto dei 6 anni);
– nelle giornate festive e prefestive chiuse le medie e grandi strutture di vendita, ad eccezione delle farmacie, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole;
– coefficiente di riempimento massimo del 50 per cento sui mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale;
– chiusura di bar e ristoranti alle 18 (ma con la possibilità di restare aperti per il pranzo della domenica);
– sospensione dello svolgimento delle prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all’esercizio delle professioni «a esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica»;
– chiusura dei corner scommesse e giochi nei bar e nelle tabaccherie;
– resta come sempre fortemente raccomandato a tutti, per tutto l’arco della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio o per motivi di salute.