La ciclabile, le critiche e i “tuttologi” in servizio permanente

OPINIONI – Percorso cittadino per le bici, a Cassino continua il dibattito. L’analisi del professor Mario Costa

La pista ciclabile al centro di Cassino
Mario Costa
Mario Costa

Già vicesindaco di Cassino

Qualcuno un po’ più acuto di mente ha capito ed ha spostato il tiro della critica “a prescindere”. S’è infatti “buttato a sinistra” della carreggiata e, mettendo prudentemente le mani avanti, ha cominciato ora a dire che si tratta di “soldi sprecati”. Anche se il costo della segnaletica orizzontale e, in alcuni punti, di quella verticale, non supera i seimila euro. Ma tant’è: sempre “sprecati” sono secondo costoro, pur se un po’ più “illuminati” dei “colleghi” oscurantisti di medievale memoria.

Parliamo della corsia ciclabile in via di allestimento in questi giorni nel centro cittadino, lungo via De Nicola, corso Marconi e corso della Repubblica. Non ce ne dovrebbe essere bisogno, ma visto che ancora più di qualcuno continua a fare confusione, chiariamo subito che, pur se riservate entrambe ai ciclisti, la corsia ciclabile è cosa diversa dalla pista ciclabile, già in essere in questa città lungo il fiume Rapido, cui andrà a congiungersi. Una differenza notevole, finalmente nota quasi a tutti. “Quasi”, perché ci sono sempre taluni cui la differenza, tra l’una e l’altra, ancora non è entrata nella capoccia, come si deduce dai loro commenti in libera uscita sulla prateria dei social. Ma, pazienza! Prima o poi ci arriveranno. Ammesso, però, non siano in mala fede, perché ove così fosse, non ci arriveranno mai. In tal caso, ce ne dovremo fare una ragione.

Naturalmente non sono mancati sinora quei “tuttologi” (altri ne seguiranno in corso d’opera), “tuttologi” in servizio permanente effettivo di (non)comprovata competenza, con le loro vibrate rampogne sul come tecnicamente si sta procedendo nella realizzazione della corsia ciclabile. Severi, quanto fessi, censori dell’operato di quei competenti operatori al lavoro nel rigoroso rispetto e nella puntuale applicazione dell’articolo 229 del Decreto Rilancio che detta precise indicazioni di come le corsie ciclabili vanno fatte.

 Non è mancato neppure chi, con dubbia e discutibile eleganza terminologia, ha definito la corsia ciclabile “ ’na strunzata”. Evviva! Tutto fa brodo! anche se un messaggio pubblicitario di una casa produttrice, tempo addietro, cantava così: “Non è vero che tutto fa brodo, è Lombardi il vero buon brodo!”. 

Altri arriveranno, stiamone certi. Però, ancora un po’ di tempo e pian piano anche i più tosti di comprendonio vedranno come funziona il tutto e capiranno. Anche se difficilmente abbasseranno le orecchie. 

A cosa servirebbe ora ripetere, a beneficio anche loro, che la corsia ciclabile è espressamente destinata alla circolazione dei velocipedi ma può essere impegnata da altri veicoli che però sono tenuti a dare la precedenza alle bici? Che ciò non dà assoluta sicurezza al ciclista, elemento più debole tra le automobili, ma comunque gliene dà un po’ di più di adesso? Che le grandi città mondiali, e molti medi centri come Cassino, negli ultimi tempi stanno sviluppando la ciclabilità realizzando dapprima corsie ciclabili e successivamente trasformandole, ove possibile e ove necessario, in piste ciclabili protette? Che si tratta di una strategia per incoraggiare le persone all’uso della bici in una città pianeggiante come la nostra? Che il raggiungimento di tale obiettivo, pur se non immediato, apporterà benefici al traffico e alla qualità dell’aria nel centro cittadino?  

Per parecchi di costoro, forse non servirà a nulla. “Fiato sprecato”, diceva la nostra vecchia brava maestra a quei compagni svogliati, refrattari ai libri e all’ascolto. Però, memori del detto secondo il quale “con il tempo e con la paglia maturano pure le nespole”,  forse qualcuno di buona volontà ne gioverà. E maturerà.