Roccasecca, il PD dice no al quinto bacino della discarica: "Basta servitù ambientali"

Cassinate - Il segretario cittadino Jacopo Stamegna si schiera con Migliorelli e il Collettivo Parte da Noi contro il progetto da 495mila metri cubi: "Cerreto ha già pagato un prezzo altissimo. Trasformiamo l'area in un polo per le energie rinnovabili"

Roccasecca, il PD dice no al quinto bacino della discarica: "Basta servitù ambientali"
di autore LeggoCassino.it - Pubblicato: 29-10-2026 19:37 - Tempo di lettura 2 minuti

In piena sintonia con la linea politica tracciata dal segretario provinciale del PD Achille Migliorelli e rilanciata con forza dal Collettivo “Parte da Noi”, il Partito Democratico – Circolo di Roccasecca esprime una contrarietà totale e senza appello al progetto del V Bacino da 495mila metri cubi presso la discarica di Cerreto. Il circolo ringrazia il segretario provinciale Migliorelli per aver prontamente accolto l'appello a una netta presa di posizione contro le ultime scelte di pianificazione della Regione Lazio, definendo l'opera inutile, sovradimensionata e politicamente inaccettabile.

«Condivido e faccio mie le parole del segretario provinciale Achille Migliorelli e l'analisi dettagliata di Umberto Zimarri: la nostra comunità non può più tollerare questo sistematico e ingiustificato sopruso territoriale — dichiara Jacopo Stamegna, Segretario del Circolo
cittadino di Roccasecca e Responsabile tutela e politiche ambientali della Segreteria Provinciale —. I dati storici in nostro possesso delineano un quadro fin troppo chiaro: per anni la discarica di Cerreto ha operato ben oltre i limiti delle autorizzazioni originarie, con esuberi colossali che hanno superato il 40% a livello complessivo. Mentre la quota riservata alla SAF e ai Comuni ciociari veniva progressivamente dimezzata fino a scendere sotto il 30%, i cancelli dell'impianto sono stati spalancati ai flussi massivi provenienti da Roma e da operatori privati extra-ATO.

Roccasecca e l'intera provincia di Frosinone hanno già pagato un tributo ambientale altissimo a causa dell'inefficienza gestionale della Capitale e di politiche miopi. Risulta quindi politicamente e tecnicamente inaccettabile che la Pisana risponda oggi a questa situazione ipotizzando la realizzazione di un V Bacino da quasi mezzo milione di metri cubi, smentendo perfino il suo Piano Regionale dei Rifiuti (PRGR 2026-2031), che stima un calo del 39% dell'indifferenziato entro il 2031. Si tratta di una scelta totalmente anacronistica, che ignora deliberatamente il nuovo Piano Regionale dei Rifiuti e contrasta in modo netto con le direttive dell'Unione Europea in materia di economia circolare. La nostra proposta è concreta e guarda al futuro: trasformare i bacini esauriti di Cerreto nel "Green Energy Hub della Valle del Sacco", un polo tecnologico all'avanguardia per la produzione di energia pulita e fonti rinnovabili a totale beneficio dei cittadini e delle imprese locali. La stagione delle servitù ambientali in Ciociaria deve considerarsi definitivamente conclusa».





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