Cassino, Atlas vince in tribunale: salvati i posti di lavoro Stellantis e PCMA senza licenziare

Economia - Respinti integralmente i ricorsi. Per il giudice di Cassino l’accordo firmato con UILM e RSU nel 2023 ha valore di contratto di prossimità ed è efficace per tutti i lavoratori. L'orgoglio della società: di fronte a una grave difficoltà produttiva, economico-finanziaria e organizzativa legata agli appalti, l’azienda amministrata dal dott. Raffaele De Rosa ha scelto di non licenziare

Cassino, Atlas vince in tribunale: salvati i posti di lavoro Stellantis e PCMA senza licenziare
di Redazione - Pubblicato: 28-10-2026 12:57 - Tempo di lettura 4 minuti

Il Tribunale di Cassino, con la sentenza n. 1006/2026 emessa il 22 ottobre dalla dott.ssa Annalisa Gualtieri, ha respinto integralmente il ricorso con cui un lavoratore contestava l’efficacia, per tutto il personale del sito, dell’accordo sindacale del 25 maggio 2023.

Lo scorso 13 marzo il Tribunale di Napoli aveva già rigettato i ricorsi dei dipendenti trasferiti in un altro sito, con una riduzione dell’orario, dopo la chiusura definitiva del cantiere PCMA presso cui erano stati assunti.

Nessun licenziamento in quattro anni di crisi: si chiudono così due vicende durate oltre tre anni, tra fase precontenziosa e giudiziaria. Di fronte a una grave difficoltà produttiva, economico-finanziaria e organizzativa legata agli appalti, l’azienda amministrata dal dott. Raffaele De Rosa ha scelto di non licenziare.

Prima il contratto di solidarietà, poi ulteriori misure concordate con le rappresentanze sindacali: strumenti che, come hanno riferito in udienza gli stessi firmatari dell’accordo, hanno permesso di mantenere i livelli occupazionali, con la sola eccezione delle dimissioni volontarie. La pronuncia di Cassino ha un rilievo che va oltre il singolo caso.

Il giudice ha riconosciuto che l’intesa sottoscritta con la UILM e le RSU aziendali possiede i requisiti sostanziali del contratto di prossimità e vincola quindi tutti i lavoratori interessati. Non conta l’intestazione formale del documento, ma la sostanza: un accordo finalizzato alla gestione di una crisi aziendale e occupazionale che interviene sull’organizzazione del lavoro.

Nel caso di ATLAS, la riduzione temporanea dell’orario settimanale era parte di un assetto negoziale più ampio, pensato per contenere gli effetti della crisi e difendere i posti di lavoro. Un modello fondato sul dialogo: per l’azienda, attiva nella ristorazione collettiva e nei servizi di pulizia civile e industriale, l’esito dei giudizi conferma la validità di un modello di relazioni industriali costruito sul confronto con i rappresentanti dei lavoratori, sulla responsabilità condivisa e su una visione di lungo periodo.

Un approccio che, in una fase difficile per l’automotive e per i servizi collegati, ha dimostrato come si possano individuare alternative al solo ricorso agli ammortizzatori sociali, conciliando la sostenibilità dell’impresa con la tutela delle persone.

Il risultato porta la firma della Direzione aziendale, delle Risorse Umane, della Direzione tecnicooperativa e dei legali e consulenti del lavoro che hanno affiancato la società in ogni fase della vicenda. «La salvaguardia dell’occupazione non è soltanto un obiettivo dichiarato, ma una responsabilità da tradurre in scelte concrete», è il principio che ATLAS I.F.M. intende continuare ad affermare in ogni sede. 





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