Politica - Il consigliere comunale della Lega prende atto delle spiegazioni dell’assessore Pontone, ma restano interrogativi sulla bonifica dell’area storica e sulle condizioni delle rotatorie lungo la SS 630. «I cittadini hanno bisogno di risposte chiare e risultati visibili»
Due interrogazioni, risposte scritte da parte dell’assessore e una situazione che, nei fatti, continua a lasciare aperte diverse questioni. È quanto emerge dal confronto sulle condizioni di Vecchia Cassino e sullo stato del verde pubblico lungo la strada statale 630, in direzione Formia, nei pressi dello svincolo autostradale A1. Temi sui quali il consigliere comunale di minoranza della Lega, Alessio Ranaldi, è tornato questa mattina in Consiglio comunale, prendendo atto delle risposte fornite dall’assessore Pierluigi Pontone senza però poter constatare un effettivo superamento delle criticità segnalate.
Il punto, per Ranaldi, non è soltanto ottenere una risposta formale alle interrogazioni, ma capire quali provvedimenti siano stati concretamente adottati, quali problemi restino da risolvere e quali siano i tempi previsti per intervenire. Perché, quando alle spiegazioni non seguono risultati visibili, le domande dei consiglieri e le preoccupazioni dei cittadini restano sul tavolo.
Il primo nodo riguarda Vecchia Cassino, nell’area compresa tra via Pinchera e via Riccardo da San Germano, dove sono stati eseguiti interventi di pulizia della vegetazione, rimozione di legname secco e taglio di alberi ritenuti pericolosi.
Nella risposta scritta, l’assessore Pontone richiama i lavori di messa in sicurezza realizzati lungo via Pinchera e conclusi nel giugno 2023. In quell’ambito, secondo quanto riferito dal Comune, sarebbero state effettuate anche operazioni di bonifica da ordigni bellici, con indagini fino a un metro e mezzo di profondità. L’amministrazione ritiene quindi che le successive attività di pulizia rientrino nella manutenzione ordinaria di un’area già messa in sicurezza e che non sia necessario vietarne l’accesso.
La risposta richiama, inoltre, un progetto esecutivo per la valorizzazione delle rovine, con percorsi destinati alla visita in sicurezza. La realizzazione di ulteriori interventi viene però collegata alla possibilità di ottenere nuovi finanziamenti, anche nell’ambito della candidatura di Cassino a Capitale italiana della Cultura 2029.
Ed è proprio su questi aspetti che Ranaldi chiede chiarezza. Occorre comprendere con precisione quale porzione di territorio sia stata interessata dalla bonifica da ordigni bellici e se questa coincida con tutta l’area oggetto dei più recenti lavori di pulizia. È altrettanto importante sapere quali verifiche siano state effettuate sulle zone interessate e quali condizioni consentano oggi di escludere la necessità di ulteriori misure di sicurezza.
Non si tratta di affermare che esista un pericolo accertato, ma di avere informazioni puntuali e comprensibili su un luogo che custodisce una parte importante della storia di Cassino e che si vorrebbe rendere sempre più accessibile. Anche sul fronte dei percorsi, degli accessi e delle eventuali opere necessarie, è fondamentale distinguere ciò che è già stato realizzato da ciò che resta soltanto previsto in un progetto subordinato al reperimento delle risorse.
Un progetto futuro, infatti, non può essere confuso con un intervento già eseguito. La valorizzazione di Vecchia Cassino è un obiettivo importante, ma deve procedere insieme alla chiarezza sulle condizioni attuali dell’area e sulle misure effettivamente adottate.
Il secondo tema riguarda le rotatorie e le aiuole verdi lungo la SS 630, in direzione Formia, nei pressi dello svincolo A1. Anche su questo fronte, la risposta scritta dell’assessore non ha portato a un cambiamento visibile: il verde continua a presentarsi in condizioni di degrado, offrendo un’immagine trascurata proprio lungo una delle principali vie d’ingresso alla città.
Per Ranaldi, la manutenzione di queste aree non può essere considerata un aspetto marginale. Le rotatorie sono sotto gli occhi di residenti, automobilisti e di chi arriva a Cassino dall’autostrada. Tenerle in condizioni decorose significa prendersi cura del territorio e rispettare chi lo vive e lo attraversa ogni giorno. Per questo è necessario capire quali interventi siano programmati e quando si intenda procedere, senza fermarsi alle risposte sulla carta.
La vicenda delle rotatorie e gli interrogativi su Vecchia Cassino richiamano, più in generale, una questione che riguarda la manutenzione ordinaria della città: la distanza tra le segnalazioni dei cittadini, le risposte dell’amministrazione e gli interventi che dovrebbero tradurle in soluzioni concrete.
Il problema non riguarda soltanto il centro, ma anche le periferie, dove lo stato di alcune strade e dei marciapiedi richiede attenzione. Buche, asfalto deteriorato, percorsi pedonali in condizioni precarie e manutenzione insufficiente incidono sulla qualità della vita e sulla sicurezza di chi si sposta a piedi o in auto.
Particolarmente preoccupante è la situazione in alcune zone, tra cui San Michele, via Sant’Antonino e via San Bartolomeo, dove il degrado della viabilità rende necessari interventi tempestivi. Con l’arrivo del maltempo, pioggia e scarsa visibilità possono aggravare i disagi e aumentare i rischi per automobilisti, motociclisti e residenti. Per questo è importante intervenire prima che le condizioni meteorologiche peggiorino ulteriormente una situazione già compromessa.
La manutenzione non può essere affrontata soltanto quando si presenta un’emergenza. Servono controlli, programmazione e priorità chiare, a partire dalle strade più ammalorate e dai marciapiedi che non garantiscono condizioni adeguate per i pedoni. Centro e periferie hanno diritto alla stessa attenzione: il decoro urbano conta, ma ancora di più conta la sicurezza delle persone.
La richiesta di Ranaldi è quindi quella di passare dalle risposte agli interventi, chiarendo che cosa sia stato effettivamente fatto, quali lavori siano ancora necessari e con quali tempi l’amministrazione intenda affrontare le criticità. Perché le interrogazioni non devono diventare un semplice passaggio burocratico: devono servire a ottenere risposte verificabili e a migliorare concretamente la città.
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