Politica - Il provvedimento del sindaco Salera concede musica fino all'1:30 e locali aperti fino alle 2. Esplode la rabbia dei residenti del centro sui social: "Zero cultura e notti insonni, dimenticato chi lavora". Sebastianelli e Incagnoli gettano benzina sul fuoco delle polemiche: "Piazza Miranda si ferma a mezzanotte, mentre in centro si balla fino a notte fonda. Cancellati i diritti dei cittadini e tradito il pugno duro"
È fuoco ad alzo zero sull'ordinanza del sindaco di Cassino, Enzo Salera che, consente l'apertura dei bar fino alle 2 della mattina, e la diffusione della musica consentita fino all' 1.30. L' ordinanza del primo cittadino è ancora in rodaggio ma, i gestori dei locali sembra non ne abbiano approfittato tenendo tutto sommato i decibel abbastanza bassi.
Resta il problema degli schiamazzi, delle risse piccole o grandi che siano, dei nottambuli incalliti che troppo spesso, urlano e strepitano sotto le abitazioni dei residenti il centro città. Nel caso di schiamazzi e urla da parte degli avventori, ne risponde comunque il locale ancora aperto. L'ordinanza non è piaciuta ad una larga fetta di residenti che, si sono sfogati sui social, attaccando il sindaco e la sua amministrazione. Di "città permissiva che, favorisce la violenza notturna..." ha scritto la signora Anna, "una citybar" l' ha definita Vincenzo che ha aggiunto: "zero cultura, zero idee, e miopia su ogni prospettiva di sviluppo..." Sotto casa fino alle 5 di mattina " ha tuonato Antonio.
E poi tanti post di chi chiede come si può conciliare una "long movida" con chi deve andare a lavorare. I social sanno anche ironizzare amaramente, come Mario che ha vergato "Andate a suonare sotto casa dei nostri amministratori". Pollice verso nella quasi totalità dei commenti, dato che ci sono stati anche interventi a difesa della scelta dell' amministrazione Salera: "Meglio fare qualche sacrificio in estate e sapere i nostri figli vicino casa" ha osservato la signora Lucia. E c'è il sintetico -movida +cultura, espresso da Pierluigi.
L'ordinanza del sindaco Enzo Salera, è diventata inevitabilmente terreno di scontro politico, con le dure note dei consiglieri di minoranza Sebastianelli e Incagnoli che riportiamo: "Movida, l’ennesimo controsenso dell’amministrazione Salera: musica fino alle 2 sul Corso, ma i grandi eventi devono fermarsi a mezzanotte". Spiega Sebastianelli: "La decisione dell’amministrazione comunale di prorogare fino al 26 settembre la possibilità di diffondere musica lungo Corso della Repubblica fino alle ore 2 di notte rappresenta l’ennesimo paradosso nella gestione della movida cittadina.Ancora più incomprensibile è il fatto che, mentre ai locali del Corso viene concessa musica fino a notte fonda, le grandi manifestazioni musicali organizzate in piazza Miranda siano invece obbligate a interrompere gli spettacoli allo scoccare della mezzanotte.
Due pesi e due misure che non trovano alcuna logica. Da una parte si impongono limiti stringenti agli eventi pubblici, che sono occasionali, organizzati e controllati; dall’altra si autorizza la diffusione della musica fino alle due del mattino nel cuore del centro cittadino, proprio dove da anni i residenti denunciano una situazione ormai insostenibile.I cittadini che abitano su Corso della Repubblica vivono da troppo tempo un disagio quotidiano. Non si tratta soltanto della musica, ma degli schiamazzi, delle urla, del vociare fino all’alba, dell’impossibilità di riposare durante tutta l’estate e, sempre più spesso, anche nei mesi invernali. Il diritto al divertimento non può mai prevalere sul diritto al riposo e sulla qualità della vita di chi in quel quartiere ci vive.
La cosa più grave è il metodo adottato dall’amministrazione. Il sindaco ha scelto di incontrare le maestranze e gli operatori commerciali, ascoltandone le richieste. Una scelta legittima, ma gravemente incompleta. Perché non ha convocato anche i residenti? Perché non ha voluto ascoltare le famiglie che ogni notte sono costrette a convivere con rumori e schiamazzi? La sensazione è che il Comune continui a considerare interlocutori privilegiati coloro che, di fatto, da tempo esercitano un potere assoluto su Corso della Repubblica, mentre chi abita in quella zona venga sistematicamente ignorato. Una città moderna deve saper trovare un equilibrio tra le esigenze delle attività economiche e i diritti dei residenti. Qui, invece, si continua a scegliere una sola parte. Chiediamo al sindaco di rivedere immediatamente questa decisione, di convocare un tavolo con i residenti e di adottare regole uguali per tutti. Se la musica deve terminare a mezzanotte per i grandi eventi organizzati in piazza Miranda, non si comprende perché sul Corso debba essere consentita fino alle due di notte per oltre due mesi. Le regole devono essere coerenti. E soprattutto devono tutelare anche chi a Cassino vive, lavora e ha il diritto di dormire.”
A gettare benzina sul fuoco è anche il collega Arduino Incagnoli: Movida senza freni: Dal pugno duro all' ordinanza che allunga la notte. : “Ai residenti sono stati cancellati i diritti. L’ordinanza con cui il Sindaco estende fino alle ore 2.00 la chiusura dei locali, consentendo di fatto la diffusione musicale fino alle ore 1.30, rappresenta l’ennesima smentita tra ciò che viene annunciato pubblicamente e ciò che viene concretamente deciso. Di fatto si amplia la fascia oraria di intrattenimento musicale, incidendo ulteriormente su quella parte della notte in cui la quiete pubblica dovrebbe essere maggiormente tutelata.
Solo poche settimane fa l’Amministrazione aveva annunciato una linea di pugno duro sulla movida, richiamando controlli più severi, rispetto delle regole e necessità di contenere gli eccessi, anche a seguito delle attività di monitoraggio dell’ARPA sull’inquinamento acustico. Oggi accade esattamente il contrario: non si restringono gli orari, ma si allungano. Ancora una volta viene tradito il principio di equilibrio contenuto nel programma di mandato, che parla di contemperare le esigenze della movida con quelle dei residenti. Nella realtà amministrativa, però, la direzione è sempre una sola: quella della movida. I residenti sono di fatto cancellati dalle scelte.
Insieme ai consiglieri d’opposizione Giuseppe Sebastianelli e Francesco Evangelista, abbiamo portato più volte la questione in Consiglio comunale attraverso interrogazioni e mozioni, chiedendo: rafforzamento dei controlli notturni, adesione al protocollo mille occhi sulle Città, con una propria articolazione, rispetto delle ordinanze e contrasto alle violazioni, tutela della quiete pubblica contrasto all’occupazione abusiva del suolo pubblico e al cosiddetto tavolino selvaggio reale decongestione del centro attraverso la distribuzione degli eventi sul territorio.
Tutte iniziative rimaste senza risposte concrete o respinte. Di fronte a tutto questo, ci si sarebbe aspettato un rafforzamento dei controlli, il rispetto delle ordinanze, un piano concreto per il decoro urbano, una diversa distribuzione degli eventi sul territorio e una reale tutela della quiete pubblica. Invece, l’unica risposta arriva attraverso l’estensione dell’orario di chiusura dei locali, che finisce per regolarizzare situazioni già spesso fuori controllo.
Come opposizione non ci siamo limitati alla denuncia. Attraverso mozioni e interrogazioni consiliari abbiamo proposto una gestione diversa della movida: più controlli, rispetto delle regole, tutela dei residenti e una programmazione degli eventi distribuita anche nelle altre zone della città, per evitare la concentrazione sistematica nel centro. Proposte rimaste senza riscontro o respinte dalla maggioranza.
Oggi parlare di “equilibrio” appare fuori luogo. L’equilibrio presuppone ascolto e bilanciamento tra interessi diversi. Qui, invece, da anni viene considerata una sola parte. I residenti continuano a subire le conseguenze delle scelte amministrative, senza tutele effettive sul piano del riposo, della sicurezza e della vivibilità. In particolare, avevamo proposto la rotazione degli eventi cittadini, come la Festa della Birra, per evitare la sistematica concentrazione dei disagi sempre sulle stesse aree. La proposta venne respinta con una risposta dal tono sarcastico e provocatorio, nella quale si ipotizzava lo spostamento del palco in Via Verdi… Una posizione che, al di là della forma, conferma un’impostazione che non affronta il nodo della distribuzione equilibrata degli eventi, ma lo aggira, continuando a concentrare gli impatti sugli stessi contesti urbani e sugli stessi cittadini. Solo recentemente si è iniziato a registrare una maggiore attività di controllo da parte degli organi preposti, anche sull’occupazione degli spazi pubblici, tema da tempo oggetto delle nostre segnalazioni istituzionali.
Un intervento tardivo ma necessario, che conferma la fondatezza delle criticità denunciate.Un sentito ringraziamento va alle Forze dell’Ordine — Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza — che garantiscono quotidianamente il presidio del territorio e la sicurezza pubblica con grande professionalità e senso del dovere. Il loro lavoro sarà inevitabilmente chiamato a un ulteriore sforzo con l’allungamento delle fasce orarie, in un contesto che rischia di aumentare complessità e criticità operative. Un impegno che merita pieno riconoscimento, pur nella consapevolezza che tali attività dovrebbero essere supportate da una maggiore presenza di controllo e programmazione a livello locale.
Intanto il centro cittadino, il cosiddetto salotto della citta, si risveglia ogni mattina in condizioni indecorose: strade sporche, rifiuti abbandonati, bottiglie e bicchieri ovunque. A questo si aggiunge il degrado della pavimentazione di Corso della Repubblica e delle principali piazze, con mattonelle sconnesse e dislivelli che compromettono il decoro urbano e rappresentano anche un rischio concreto per la sicurezza dei pedoni.
Il punto non è il diritto degli esercenti a lavorare, che nessuno mette in discussione, ma l’assenza totale di equilibrio nella gestione del fenomeno. Un equilibrio che non si costruisce ampliando le fasce orarie di disturbo, ma garantendo controlli, regole, manutenzione e rispetto per tutte le componenti della città. Questa ordinanza non risolve il problema: lo cristallizza. Ed è la conferma di una gestione che, tra annunci di pugno duro e scelte opposte, ha di fatto lasciato soli residenti, centro e decoro urbano."
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