San Giorgio a Liri, nuovo attacco al PD: scritte d'odio e simboli nazisti sulla sede

Valle dei Santi - È il terzo raid vandalico in meno di un mese contro il circolo dem. La dura replica del partito: "Non ci faremo intimidire, questo è un attacco ai valori della nostra Costituzione"

San Giorgio a Liri, nuovo attacco al PD: scritte d'odio e simboli nazisti sulla sede
di autore LeggoCassino.it - Pubblicato: 21-05-2026 11:34 - Tempo di lettura 2 minuti

Per la terza volta in meno di un mese la sezione del Partito Democratico di San Giorgio a Liri è stata presa di mira con scritte d’odio e simboli nazisti. Un episodio grave che colpisce non solo una sede politica, ma un presidio democratico e civile della comunità.

A rendere ancora più inquietante quanto accaduto è il valore simbolico di quella sede, intitolata a Luigi Di Rosa, giovane ucciso da un gruppo di fascisti a Sezze. Un luogo che rappresenta memoria, impegno democratico e antifascismo, oggi nuovamente bersaglio di
atti intimidatori.

Dal circolo PD di San Giorgio a Liri arriva una condanna durissima: “Non siamo davanti a semplici atti vandalici. L’utilizzo di simboli nazisti e messaggi d’odio è un gesto politico preciso, che punta a intimidire e ad alimentare un clima di tensione e paura. Colpire una
sede democratica significa colpire i valori di libertà, partecipazione e convivenza civile su cui si fonda la nostra Repubblica”.

Il Partito Democratico chiede inoltre a tutte le forze politiche e istituzionali di prendere nettamente le distanze da quanto accaduto, con una condanna chiara e senza ambiguità. “Di fronte a episodi di questa gravità non possono esistere silenzi o sottovalutazioni. Difendere la democrazia significa respingere con fermezza ogni richiamo all’odio e al fascismo”.

Infine, il messaggio rivolto agli autori degli atti intimidatori: “Non saranno minacce e scritte d’odio a fermare il nostro impegno. Continueremo a difendere e tutelare i valori della democrazia, della libertà e dell’antifascismo, nel rispetto della nostra Costituzione e della storia democratica del Paese”.





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