Economia - Presentati i bandi per le PMI con 40 milioni riservati alla filiera dei motori. E sul possibile arrivo dei costruttori asiatici è già dibattito tra rigore finanziario e salvaguardia dei posti di lavoro: Angelilli e Maura fanno il punto. Il pragmatismo di Trquattrini: "Le imprese hanno bisogno non soltanto di risorse economiche, ma anche di procedure rapide"
C’è un territorio che chiede certezze e una Regione che risponde alzando il tiro sul fronte degli investimenti. Sullo sfondo della crisi dell'automotive e dei dubbi sul futuro dello stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano, questa mattina l'Aula Magna dell'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale è diventata il quartier generale di una controffensiva economica da 275 milioni di euro.
Un piano massiccio, finanziato dal Programma Regionale FESR 2021-2027, pensato per rimettere in sicurezza il tessuto delle piccole e medie imprese laziali e blindare l’indotto dei motori con una riserva specifica di 40 milioni di euro a tasso zero. A dare il via ai lavori è stato il rettore dell'Ateneo cassinate, Marco Dell'Isola, che ha voluto rimarcare come l'asse tra ricerca accademica e tessuto produttivo sia la vera chiave di volta per affrontare una transizione industriale che non concede sconti.
All’incontro, denso di contenuti operativi, hanno portato il loro contributo anche Francesco Marcolini, presidente di Lazio Innova, e Guido D'Amico in rappresentanza della Camera di Commercio, entrambi concordi nel ritenere la manovra una boccata d'ossigeno vitale per la tenuta economica delle province laziali, da accompagnare necessariamente a una radicale semplificazione burocratica attraverso lo Sportello Unico Digitale del Consorzio Industriale e i vantaggi della Zona Logistica Semplificata.
La strategia finanziaria della Pisana si muove lungo due binari: l’iniezione di liquidità immediata e il rafforzamento strutturale delle aziende, con ulteriori 155 milioni che si aggiungeranno nel corso del 2026 alla dote iniziale concordata con la Banca Europea per gli Investimenti.
Per le micro e piccole realtà già attive entra in gioco il Nuovo Fondo Piccolo Credito, forte di 51,7 milioni di euro per finanziamenti a tasso zero fino a 50 mila euro, mentre per chi scommette su nuove idee, lavoro autonomo o start-up sono pronti i 12,3 milioni del Nuovo Fondo Futuro, capace di erogare fino a 25 mila euro.
Chi invece punta a irrobustire l'assetto societario può contare sui 13,4 milioni del Fondo Patrimonializzazione PMI, che premia gli aumenti di capitale con prestiti fino a mezzo milione di euro. Il pilastro più imponente resta comunque quello dei 120 milioni di provvista BEI che, grazie ai contributi regionali per l’abbattimento degli interessi, sosterrà i progetti green e la filiera delle componenti auto.
A blindare il tutto intervengono i 20 milioni dedicati alla Sezione regionale del Fondo di Garanzia, i 16 milioni riservati a giovani e artigiani, e una scommessa da 26 milioni sulla finanza alternativa del Basket Bond Lazio, ideata per spingere le imprese verso il mercato dei capitali e i minibond, riducendo la dipendenza dagli sportelli bancari tradizionali.
Un disegno complessivo che la vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico della Regione Lazio, Roberta Angelilli, ha rivendicato con forza dal palco dell'Ateneo: «La Regione Lazio ha costruito un modello integrato di incentivi capace di accompagnare le imprese in tutte le fasi del loro sviluppo: dalla nascita al consolidamento, fino agli investimenti ad alto contenuto innovativo. Particolare attenzione è riservata alla filiera automotive, attraverso strumenti dedicati e fondi specifici della Banca Europea per gli Investimenti. A questo si aggiungono le misure di semplificazione amministrativa garantite dalla ZLS, che rappresentano un elemento fondamentale per attrarre investimenti e sostenere la crescita delle aziende».
Sulla stessa linea d'onda l’intervento di Raffaele Trequattrini, commissario straordinario del Consorzio Industriale del Lazio, che ha messo l’accento sulla rapidità di esecuzione: «Quello di oggi è stato un appuntamento importante per il sistema produttivo regionale. Le imprese hanno bisogno non soltanto di risorse economiche, ma anche di procedure rapide, strumenti accessibili e condizioni favorevoli agli investimenti. Come Consorzio Industriale del Lazio continueremo a lavorare per attrarre investimenti, sostenere l'innovazione e rafforzare la competitività del territorio».
Ma l'elefante nella stanza, durante l'evento di ieri, era inevitabilmente il destino di Piedimonte e le recenti indiscrezioni su un forte interessamento da parte di costruttori automobilistici cinesi. Sul punto, Roberta Angelilli non si è nascosta, tracciando i confini di una diplomazia economica che non chiude le porte a nessuno ma pretende garanzie ferree: «Anche oggi sulla stampa c'era questo dibattito su investimenti anche di Paesi terzi, provenienti da Paesi terzi. E la Regione Lazio, d'accordo con il MIMIT, è pronta ad accogliere qualunque investimento.
Chiaramente - ha spiegato Angelilli - deve essere un investimento all'insegna della trasparenza, della chiarezza, della sostenibilità finanziaria e soprattutto della sostenibilità in termini di continuità produttiva – meglio sarebbe parlare di rilancio, perché in questo momento la continuità produttiva è, come dire, un caso di umorismo involontario. Quindi più che una continuità, un rilancio della produzione e ovviamente la salvaguardia dei posti di lavoro. Quindi noi osserviamo, senza pregiudizi, osserviamo in attesa però di proposte certe, chiare, verificabili, sostenibili. Attendiamo il piano industriale e siamo pronti ad accogliere tutti gli investimenti che però siano chiari, trasparenti e che possano garantire la continuità produttiva del sito, anzi, che possano rafforzare la continuità produttiva del sito sempre con un occhio di riguardo per i livelli occupazionali».
Una prospettiva, quella dell'arrivo dei capitali da Pechino, che trova invece una lettura decisamente ottimista e pragmatica nelle parole di Daniele Maura, vicepresidente della XI Commissione Sviluppo economico del Consiglio regionale, convinto che il territorio non possa permettersi di perdere questo treno: «Io credo che sia una svolta positiva perché i cinesi hanno un capitale da investire e un interesse importante nel tessuto economico dell'Europa. Sappiamo dei vincoli che vengono imposti dall'Europa per portare le auto e commercializzarle in questo territorio, e quindi credo che l'area del cassinate, e quindi lo stabilimento della FIAT che poi rimane centrale, possano servire appunto per dare una prospettiva occupazionale al rilancio dell'azienda di Piedimonte».
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