Politica - Crolla il muro di silenzio sul nome proposto da Barbara Di Rollo come segretario di circolo, ma il profilo dell'ex vicesindaco di Sant'Andrea a molti non convince: il Sindaco frena e c'è chi insorge contro lo "straniero". La Presidente del Consiglio sfida tutti alla conta e si sfoga con i fedelissimi sui "No" di chi non ha numeri
Per due giorni il Municipio di Cassino è sembrato il set di un film di spionaggio della Guerra Fredda: corridoi silenziosi, bocche cucite, WhatsApp sibillini, telefonate mute, sguardi bassi e quel "nome impronunciabile" custodito sotto chiave come il terzo segreto di Fatima. L'ordine era tassativo: silenzio assoluto sul Mister X da piazzare sulla poltrona di Segretario del Partito Democratico.
Peccato che a Cassino i segreti abbiano le gambe corte e la memoria lunga. Alla fine, il velo di Maya è caduto: il nome sul tavolo è quello di Giuseppe (per tutti Pino) Migliaccio.
Il curriculum, va detto, parla chiaro. Migliaccio non è esattamente l'ultimo arrivato: già assessore, consigliere e vicesindaco a Sant’Andrea del Garigliano, oggi cittadino cassinate e colonna del Genio Civile. Insomma, un profilo che sulla carta sprizza esperienza amministrativa da poter mettere a disposizione del Partito Democratico.
Nonostante le premesse, l’accoglienza non è stata propriamente quella riservata a un liberatore. Il sindaco Enzo Salera avrebbe già manifestato tutte le sue perplessità, mentre nel Circolo – fatta eccezione per la "corrente Di Rollo" che ha proposto il nome – l’entusiasmo è paragonabile a quello di una gita sotto la pioggia.
Tra le varie chat di WhatsApp, qualcuno ha iniziato a masticare amaro, lanciando frecciatine velenose: “Se per trovare un segretario a Cassino dobbiamo andare a pescare a Sant’Andrea, allora vuol dire che il partito è messo davvero male!”. Della serie: va bene l’accoglienza, ma qui sembra che abbiamo smarrito la bussola (e pure il navigatore).
In tutto questo marasma, chi sembra aver perso definitivamente la pazienza è la Presidente del Consiglio comunale, Barbara Di Rollo. Voci ben informate raccontano di uno sfogo piuttosto colorito con i suoi fedelissimi, ai quali avrebbe confidato che il problema non è Migliaccio in sé, quanto il fatto che ogni nome da lei proposto venga sistematicamente bocciato.
Alle critiche sulla provenienza geografica del candidato, la Di Rollo avrebbe risposto con altrettanto veleno, evidenziando come chi si lamenta rappresenti spesso solo se stesso e pochi amici tesserati, a differenza di chi, come lei, si confronta con un gruppo nutrito di iscritti.
Per questo motivo, la Presidente sarebbe tornata a chiedere con forza di "andare alla conta". Un guanto di sfida lanciato in pieno viso a chi, tra un rinvio e l’altro, sta trasformando la nomina del segretario in una telenovela infinita.
Per ora, la strategia ufficiale resta quella del “prendere tempo”. Si rinvia, si discute, si cerca una quadra che somiglia sempre di più a un cerchio impossibile da chiudere. Il nome di Migliaccio, nonostante il tentativo di blindarlo, è ormai di dominio pubblico, ma la sua strada verso la segreteria appare in salita e piena di buche.
Resta una domanda: il PD di Cassino sta cercando un leader o sta solo cercando di capire come non scontentare nessuno? Nel frattempo, a Sant'Andrea sorridono e a Cassino... si aspetta la prossima puntata.