Cassinate - La minoranza consiliare solleva dubbi sulla legittimità della decisione e chiede all'Amministrazione un impegno concreto per la difesa della scuola e delle iscrizioni, proponendo soluzioni alternative alla chiusura. Valente, Lambro, Canale Parola e Ranaldi in pressing sul sindaco Marrocco
I consiglieri di minoranza del Comune di Cervaro – Simona Valente, Giuseppe Lambro, Matteo Canale Parola e Alessandro Ranaldi – intervengono sulla questione del dimensionamento scolastico e della chiusura del plesso di Colletornese. La recente decisione di chiudere la sezione dell'infanzia nel plesso di Colletornese desta preoccupazione e dispiacere, non solo per le famiglie coinvolte, ma anche per le ripercussioni sul futuro della sezione primaria dello stesso plesso.
Chi ha preso questa decisione sembra non conoscere a fondo il territorio, né tener conto delle sue dinamiche sociali e scolastiche. Eliminare l'infanzia significa, di fatto, compromettere anche le iscrizioni future alla primaria, con il rischio concreto che molte famiglie scelgano altre scuole del cassinate, più strutturate e complete.
Inoltre, non possiamo ignorare le contraddizioni e le imprecisioni presenti nella comunicazione recentemente apparsa su Facebook, che tenta di giustificare la chiusura del plesso senza alcun riferimento normativo concreto. La verità è che la delibera della Giunta Regionale n. 161 del 23 dicembre 2024, con cui è stato approvato il piano di dimensionamento scolastico per l’anno 2025/2026, non cita il Comune di Cervaro tra quelli interessati da accorpamenti o soppressioni.
E lo stesso Decreto Interministeriale n. 127/2023, che stabilisce i criteri generali per il dimensionamento della rete scolastica, non impone affatto la chiusura automatica dei plessi: al contrario, lascia alle Regioni ampio margine di autonomia per modulare le scelte in base alle caratteristiche e alle esigenze dei singoli territori.
A questo punto, è più che lecito sollevare alcune domande. È stato davvero preso in considerazione un diverso tipo di accorpamento, che tenesse conto dell’identità territoriale e scolastica delle frazioni coinvolte? Ci si è chiesti, ad esempio, se fosse possibile valutare un’unione tra il plesso di Pastenelle e quello di Colletornese, anziché arrivare direttamente alla chiusura di quest’ultimo?
E, soprattutto, in quale momento l’amministrazione comunale ha formalmente presentato osservazioni o rimostranze presso le sedi istituzionali competenti, come la Regione Lazio o l’Ufficio Scolastico Territoriale? Quando è stato messo nero su bianco un atto concreto di opposizione a questa decisione? Queste sono domande che attendono una risposta chiara.
Il problema del calo demografico è reale e noto da tempo. Ma arrendersi non è la soluzione. Chiediamo con forza che l’amministrazione comunale si impegni attivamente per incentivare le iscrizioni, soprattutto ora che, come già segnalato al Sindaco, ci sarebbero margini di copertura in bilancio per sostenere il plesso. È fondamentale non rassegnarsi a decisioni calate dall’alto, ma intervenire nuovamente presso la Regione Lazio e l’Ufficio Scolastico Territoriale per difendere la presenza scolastica nella frazione di Colletornese, proponendo soluzioni alternative e ragionate.
Articolo precedente
Il Referendum non può essere utilizzato come una clava contro chi governa