Cronaca - L'incidente nell'area industriale Mazzocchia durante lavori di manutenzione. Inutili i soccorsi dopo il volo nel vuoto causato dalla rottura di un lucernaio. La Uil: "Servono più ispezioni e controlli per fermare la strage"
Un altro nome si aggiunge alla drammatica lista delle morti sul lavoro in Italia. Nel primo pomeriggio di oggi, intorno alle 14:00, un operaio di 48 anni ha perso la vita mentre effettuava interventi di manutenzione presso un’azienda nell’area industriale di Frosinone.
Secondo le prime ricostruzioni effettuate dai Carabinieri e dai tecnici dello Spresal dell'Asl di Frosinone, l’uomo – un lavoratore straniero dipendente di una ditta esterna – si trovava sul tetto di un capannone per alcune riparazioni. Mentre si muoveva sulla copertura, un lucernaio ha ceduto all'improvviso, facendolo precipitare nel vuoto.
L’impatto è stato violentissimo e, nonostante l’immediato intervento dei soccorritori, l'operaio è deceduto poco dopo le 15:00 a causa delle gravissime ferite riportate. L’incidente è avvenuto nell’area Mazzocchia, realtà specializzata nella produzione di veicoli per la raccolta rifiuti che recentemente aveva affittato parte dei propri capannoni.
La notizia ha scosso profondamente il territorio, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Emanuele Ronzoni, segretario reggente della Uil Roma e Lazio, ha espresso il cordoglio del sindacato, annunciando l’attivazione del protocollo con Fondazione Roma per sostenere economicamente la famiglia della vittima.
"Si dovrebbe lavorare per vivere, non per morire", ha dichiarato Ronzoni. "La cronaca continua a raccontare infortuni e decessi che non accennano a diminuire. È una battaglia di civiltà che portiamo avanti con la campagna #ZeroMortiSulLavoro."
I dati Inail citati dal sindacalista fotografano una situazione allarmante per la provincia di Frosinone: tra gennaio e novembre dello scorso anno si sono registrati 10 decessi, due in più rispetto all'anno precedente, anche le denunce sono in aumento, passando dalle 2.113 del 2024 alle 2.284 del 2025. La Uil ha ribadito la necessità urgente di potenziare le ispezioni, aumentare le risorse per la prevenzione e rendere più efficace il sistema sanzionatorio per garantire il diritto fondamentale alla vita di chi ogni giorno si reca sul posto di lavoro.
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