Quando la "Boccia di Cassino" trattava il futuro del campo di concentramento di Caira

Politica - Il retroscena del piano di Claudia Conte per trasformare la memoria del sito destinato a museo in un centro di ricerca d’eccellenza sul calcolo quantistico: la promessa del "gancio" con Crosetto strega l'architetto Bianchi, ma si crea un nuovo corto circuito con il sindaco Salera, come già avvenuto per piazza Labriola

Quando la "Boccia di Cassino" trattava il futuro del campo di concentramento di Caira
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 10-04-2026 10:58 - Tempo di lettura 2 minuti

Non c’è pace sotto le ombre della millenaria abbazia benedettina. Mentre Roma "brucia" tra gossip e rimpasti, in città scoppia il caso della "Boccia di Cassino". Parliamo di Claudia Conte, la trentaquattrenne di Aquino che, stando a quanto rivelato dal reportage di Antonello Caporale sul Fatto Quotidiano, avrebbe provato a giocare una partita diplomatica di altissimo livello proprio qui, tra le mura dell’ex campo di concentramento di Caira.

Secondo le cronache nazionali, la Conte – descritta come una "super-ambiziosa" capace di sussurrare ai ministri e di promuovere le fatiche letterarie del Generale Vannacci – si sarebbe presentata di recente a  Cassino come portavoce di un Osservatorio contro il bullismo e nei suoi vari incontri avrebbe promesso all'architetto Giacomo Bianchi - colui che ha ridisegnato il centro urbano di Cassino, a partire dall'isola pedonale -  di perorare la sua causa, ovvero trasformare il campo di concentramento di Caira, dove fu rinchiuso il filosofo Ludwig Wittgenstein, in un centro di ricerca d’eccellenza sul calcolo quantistico.

Una rivoluzione scientifica che avrebbe dovuto proiettare la terra dei Padri direttamente nel futuro tecnologico, con la benedizione (millantata o reale, il dubbio resta) dei vertici del Viminale e della Difesa.

"Ne avevo parlato con tutti, dall'abate al sindaco, ma niente", dice Bianchi al collega del Fatto Quotidiano, e poi rivela che proprio Cluadia Conte si era impegnata in tal senso: "Se vuoi favorisco un incontro con Guido Crosetto, il ministro della Difesa!", aveva promesso la 'Boccia di Cassino'. Per la gioia di Bianchi, che dichiara giulivo: "Allora capii che questa ragazza aveva un fuoco dentro".

Ed è qui che la "diplomazia quantistica" della Conte si scontra però con la dura realtà della politica locale, innescando un corto circuito tra il sindaco Salera e Giacomo Bianchi che nel reportage del Fatto Quotidiano, ammette quasi affascinato la determinazione della ragazza. Ma le visioni dell'architetto sembrano ignorare un piccolo dettaglio: il programma elettorale del primo cittadino.

Mentre Bianchi sognava (o assecondava) i computer quantistici della Conte, il Sindaco in campagna elettorale metteva nero su bianco un progetto ben diverso per il sito di Caira, ovvero la realizzazione del Museo della Linea Gustav. Da una parte la storia, il fango delle trincee e la memoria bellica; dall'altra i bit e l'intelligenza artificiale della "Boccia" aquinate.

Questo "incrocio pericoloso" tra le ambizioni della Conte e i pareri di Bianchi ricorda troppo da vicino lo scivolone di Piazza Labriola, quando sempre l’architetto aprì a modifiche suggerite dall'opposizione, mandando su tutte le furie i fedelissimi del Sindaco e lo stesso primo cittadino (LEGGI QUI: Cassino, Piazza Labriola cambia volto: più verde e meno calura nel progetto dell'architetto Bianchi) (E LEGGI ANCHE: Piazza Labriola, Salera e Bianchi blindano il progetto: "Nessuna modifica, resterà come previsto").

La "Boccia di Cassino" rischia dunque di fare danni collaterali. Se ad Aquino il sindaco Tomassi si arrende alla realtà di una "carne debole" e di una politica fatta di relazioni spericolate, a Cassino la vicenda rischia di far saltare i nervi a una giunta che vorrebbe parlare di musei e si ritrova a gestire le "visioni" di una giovane presenzialista che promette miracoli tecnologici tra un post su Instagram e una cena di gala.

Foto in copertina di Michele Di Lonardo





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