Cronaca - Dalle telecamere di Report alle notifiche della Procura: la Guardia di Finanza ricostruisce il presunto patto illecito tra docenti, intermediari e candidati. Sotto la lente i 6.000 euro in contanti consegnati in un bar. Tra venti giorni si deciderà sul rinvio a giudizio e l'eventuale processo per i docenti Unicas, e non solo
Dalle telecamere di Rai 3 alle notifiche della Procura: il cerchio si chiude attorno alla presunta "fabbrica dei docenti" dell'Università di Cassino. Il sostituto procuratore Andrea Corvino ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari a 30 indagati, cristallizzando quello che gli inquirenti definiscono un vero e proprio meccanismo corruttivo strutturato.
Il tutto era partito il 14 gennaio dello scorso anno, con le misure cautelari per due docenti dell'Unicas: adesso le indagini sono definitavamente chiuse, tra venti giorni si saprà se verrà richiesto il rinvio a giudizio per gli indagati, che se disposto darà il via al processo, oppure se il caso sarà archiviato.
L'inchiesta della Guardia di Finanza, alimentata da mesi di intercettazioni e pedinamenti, non descrive semplici favoritismi, ma un'associazione per delinquere finalizzata alla corruzione. Al centro del mirino i concorsi per il TFA Sostegno, dove il confine tra istituzione e profitto privato sarebbe svanito.
Un episodio simbolo documentato dagli investigatori risale al 25 novembre 2023. Un candidato avrebbe consegnato 6.000 euro in contanti all'interno di un noto locale di Cassino. Un passaggio di denaro che, secondo l'accusa, sarebbe stato immortalato dalle telecamere e confermato dai tabulati telefonici.
Il fascicolo punta i riflettori su Giancarlo Baglione, titolare della scuola Cervantes di Sora, ritenuto il perno del sistema, insieme a nomi di peso dell'ateneo come Massimiliano Mignanelli (direttore Area Risorse Umane dell'Unicas), il professor Giovanni Arduini e l'ex docente Diletta Chiusaroli (entrambi in commissione d'esame).
Con la chiusura delle indagini, i legali (tra cui Salera, Cardillo Cupo, Marino e Nardozi) avranno ora 20 giorni per presentare memorie o richiedere nuovi interrogatori prima che la Procura proceda con l'eventuale richiesta di rinvio a giudizio. L'attenzione resta altissima: dopo la denuncia pubblica di Report, che aveva già evidenziato zone d'ombra nella gestione dei test d'accesso, la parola passa ora definitivamente alle aule di tribunale per accertare se il merito accademico sia stato effettivamente messo in vendita.
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