"Gestione delle assunzioni e dei lavori pubblici, ora vi raccontiamo la verità"

Valle dei Santi - I tre consiglieri comunali del Pd di San Giorgio a Liri che hanno sfiduciato il sindaco Lavalle spiegano il perché della loro decisione e lasciano intendere che presto ci saranno altre, importanti novità. E ai detrattori che parlano di 'Comune paralizzato' dicono: "È falso, i progetti avviati vanno avanti"

"Gestione delle assunzioni e dei lavori pubblici, ora vi raccontiamo la verità"
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 02-03-2026 15:06 - Tempo di lettura 2 minuti

Dopo il terremoto politico che ha portato alla caduta dell’amministrazione comunale, i consiglieri comunali Francescantonio Della Rosa, Maria Fargnoli e Achille Migliorelli tornano a parlare alla cittadinanza. Non per annunciare le dimissioni – atto ormai consumato – ma per spiegare le ragioni profonde, politiche e umane, che hanno reso inevitabile la firma dal notaio.

Il documento diffuso dai tre esponenti politici del Pd è un atto d’accusa verso un metodo di governo ritenuto non più sostenibile. La parola d’ordine è "responsabilità". Secondo i firmatari, la decisione di interrompere la consiliatura nata nel 2024 è maturata dopo mesi di "oscuramento" del ruolo dei consiglieri.

“Quando il confronto viene evitato anziché incentivato, si svuota il mandato ricevuto dai cittadini”, dichiarano. Il cuore del problema sarebbe stata la progressiva perdita di centralità del Consiglio Comunale, trasformato da luogo di sintesi politica a semplice spettatore di decisioni prese altrove o imposte dall'alto.

Secondo Della Rosa, Fargnoli e Migliorelli, i presupposti fondamentali del patto elettorale erano venuti meno su tre fronti critici: metodo di comando, assenteismo e trasparenza. Una leadership descritta come "indebolita" che avrebbe sostituito il dialogo con l'imposizione, creando un clima di perenne conflitto, gli episodi di assenteismo nelle sedute consiliari che avrebbero rallentato la macchina amministrativa ben prima delle dimissioni di massa e una gestione delle decisioni rilevanti non più partecipata, che rischiava di danneggiare l'interesse della comunità.

I tre consiglieri rispondono con forza a chi, in queste ore, sta agitando lo spettro del blocco amministrativo. "Nulla di più falso", replicano. La tesi è chiara: i progetti finanziati, i fondi regionali ed europei e la normale operatività dell'ente non dipendono dalla presenza della giunta, ma dalla solidità della struttura tecnica comunale che continuerà a lavorare sotto la guida commissariale.

Il comunicato promette però che questo è solo l’inizio. Nei prossimi giorni, i tre firmatari entreranno nel merito di questioni specifiche che hanno pesato sulla rottura: dalla gestione delle assunzioni ai lavori pubblici, fino ai retroscena che portarono all'uscita di scena dell'allora assessora Fargnoli. L'obiettivo dichiarato è quello di resettare il sistema per garantire, in futuro, un’amministrazione che sia realmente "collegiale" e non divisa da personalismi. Il tempo a disposizione non manca: per una manciata di ore ritardo nella presentazione delle dimissioni, il paese non potrà tornare alle urne il 24 e 25 maggio, bisognerà attendere la primavera del 2027.





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