Pontecorvo, il confronto funziona: tre gruppi convergono sui temi. "Narducci, la porta è aperta"

Pontecorvo - Grande partecipazione a 'Pontecorvo Spazio Comune'. Luzzi, Di Prete e Santopietro: "Condividiamo le priorità, il dialogo rimane aperto". Migliorelli: "Pronti a un tavolo allargato se serve". Caporuscio: "Il terzo settore è partner del rinnovamento"

Pontecorvo, il confronto funziona: tre gruppi convergono sui temi. "Narducci, la porta è aperta"
di Teresa Franchini - Pubblicato: 04-02-2026 12:39 - Tempo di lettura 4 minuti

L'esperimento è riuscito: 'Pontecorvo Spazio Comune', l'evento organizzato venerdì 31 gennaio da Antonello Migliorelli per mettere a confronto i gruppi alternativi all'attuale amministrazione, ha dato i risultati sperati. Grande la partecipazione in sala, che ha portato un dibattito costruttivo e convergenza su molti temi. 

Davide Luzzi, Giuliano Di Prete e Ivan Santopietro – ciascuno mantenendo la propria indipendenza – hanno scoperto di condividere diagnosi e priorità su questioni chiave per la città: spopolamento giovanile, servizi, trasparenza amministrativa, sviluppo economico.

Non si parla di fusioni o liste uniche – almeno per ora – ma di un percorso condiviso sui contenuti. "Il dialogo rimane aperto", è stato il messaggio unanime emerso dalla serata.

A tenere banco, inevitabilmente, l'assenza del gruppo di Gianluca Narducci, che aveva declinato l'invito sostenendo che il confronto pubblico andasse fatto dopo la presentazione delle liste, non prima.

Ma Antonello Migliorelli, promotore dell'iniziativa, ha lasciato la porta spalancata: "Ho invitato pubblicamente Narducci al prossimo appuntamento", ha dichiarato dall'MStudio Center. E ha fatto di più: "Sono disponibile a organizzare un tavolo allargato con tutti i gruppi, in un format diverso se necessario. Se Narducci pensa che questo non sia il luogo giusto, costruiamone uno che vada bene a tutti. L'importante è che si parli".

Particolarmente apprezzato l'intervento di Gianfranco Caporuscio in rappresentanza di Cittadinanza Attiva, che ha tracciato una linea chiara: "Il terzo settore non fa politica amministrativa, ma è partner della crescita e del rinnovamento della città". Caporuscio ha confermato la disponibilità dell'associazione che rappresenta, Cittadinanza Attiva, a collaborare con chiunque voglia lavorare seriamente sul bene comune, rimanendo fuori dalla politica partitica ma dentro i processi di cambiamento.

Un messaggio che conferma come Pontecorvo Spazio Comune voglia essere uno spazio di dialogo tra politica e società civile, non solo un contenitore elettorale.

Il confronto tra Luzzi, Di Prete e Santopietro – moderato dal giornalista Alberto Simone, direttore del nostro giornale 'LeggoCassino' – ha toccato tre aree principali: il Governo della città, in particolare riguardo la  trasparenza, partecipazione, efficienza amministrativa; Sviluppo sociale, riguardo i servizi, inclusione, qualità della vita; Economia e demografia locale con attenzione al lavoro, alla fuga dei giovani, e al rilancio del territorio.

Ed è proprio sui contenuti che è emersa una significativa convergenza sui temi trattati: pur con sfumature diverse, i tre gruppi hanno trovato punti di accordo importanti sulle priorità da affrontare.

Il successo della serata ha aperto la strada a nuove iniziative. "Stiamo ragionando su un altro evento", ha annunciato Migliorelli, "ma nel frattempo vogliamo dare voce alla città". L'idea è lanciare brevi video incontri con imprenditori, associazioni, rappresentanze del territorio e cittadini, per raccogliere domande, proposte e priorità. Parallelamente, sondaggi online permetteranno a chiunque di segnalare i temi su cui vuole risposte da chi si candida.

Un richiamo esplicito alla call to action del discorso di apertura: ascoltare, partecipare, condividere, supportare. Non più solo i politici che decidono l'agenda, ma la città che chiede conto a chi vuole governarla. Tutto il materiale raccolto confluirà nel prossimo appuntamento pubblico, dove i candidati dovranno confrontarsi su ciò che Pontecorvo chiede davvero.

Nessuno ha parlato di liste comuni o candidature condivise: troppo presto, troppo prematuro, ma l'accordo sui temi è un punto di partenza concreto. Il vero game changer è questo: per la prima volta a Pontecorvo, tre gruppi indipendenti si sono seduti allo stesso tavolo, in pubblico, e hanno dimostrato che il dialogo sui contenuti è possibile.

Con il sostegno del terzo settore e l'ascolto della città, questo metodo nuovo – che parte dalle idee e non dalle poltrone, che costruisce dal basso invece di spartire dall'alto – potrebbe rappresentare l'alternativa credibile che Pontecorvo aspetta da tempo. Se poi dovesse aggiungersi anche il gruppo di Narducci, sarebbe un ulteriore passo avanti. Ma il punto è già stato fatto: qualcosa si è mosso e Pontecorvo se n'è accorta.
 





Articoli Correlati


cookie