All'I.C. di Sant'Elia Fiumerapido si celebra il Giorno della Memoria

Scuola e Università - Presso il plesso “A. Santilli”, Lello Dell’Ariccia, 88 anni, presidente del Progetto Memoria. Contemporaneamente, nel plesso “F. Arpino”, Claudio Fano, 91 anni, presidente dell’ANFIM – Associazione Nazionale Famiglie Italiane dei Martiri

All'I.C. di Sant'Elia Fiumerapido si celebra il Giorno della Memoria
di Redazione - Pubblicato: 31-01-2026 14:11 - Tempo di lettura 2 minuti

Ieri all’Istituto Comprensivo di Sant’Elia Fiumerapido e Vallerotonda, si sono svolti due incontri in contemporanea, dedicati al Giorno della Memoria storica e alla riflessione sui drammi del secolo scorso, coinvolgendo studenti di età diverse in due luoghi simbolici della comunità scolastica.

Presso il plesso “A. Santilli”, Lello Dell’Ariccia, 88 anni, presidente del Progetto Memoria, ha incontrato gli studenti della scuola secondaria di primo grado di Sant’Elia Fiumerapido e Vallerotonda. Contemporaneamente, nel plesso “F. Arpino”, Claudio Fano, 91 anni, presidente dell’ANFIM – Associazione Nazionale Famiglie Italiane dei Martiri, ha dialogato con i bambini delle classi quinte della scuola primaria dei plessi di Olivella, Vallerotonda e Sant’Elia.

Due uomini molto anziani, due testimoni che hanno scelto di affrontare la fatica del viaggio da Roma fino a Sant’Elia Fiumerapido, sfidando gli acciacchi dell’età, per onorare la Memoria e consegnarla ai più giovani. Due momenti distinti, ma uniti da un unico e potente obiettivo: trasmettere alle nuove generazioni il valore della memoria, affinché ciò che è accaduto non accada mai più.

Lello Dell’Ariccia aveva cinque anni e mezzo all’epoca dei fatti che racconta molto dettagliatamente. Ancora oggi, a distanza di oltre ottant’anni, si interroga sul perché e sul come sia stato possibile che tutto ciò accadesse. Il suo impegno nasce dal desiderio profondo di “passare il testimone” ai giovani, affinché nessuno debba più conoscere sopraffazioni, stragi, persecuzioni e assassinii inutili e crudeli.

Ha ricordato le parole di Albert Einstein, che nel 1935, compilando il modulo di immigrazione negli Stati Uniti, alla voce “razza” scrisse semplicemente: razza umana. Perché, come ha ribadito ai ragazzi, esiste un’unica razza: quella umana.

La famiglia Dell’Ariccia riuscì a salvarsi grazie all’aiuto di amici e religiose. Dopo fughe, notti di paura e rifugi improvvisati, trovarono accoglienza presso le suore Francescane della Misericordia di Nostra Signora di Lussemburgo. Un’immagine della Madonna appesa alla porta salvò la loro vita durante una perquisizione tedesca. “Che Dio benedica quelle suore”, ha detto con emozione.

Nella parte finale dell’incontro, gli studenti hanno posto domande profonde e sentite. Dell’Ariccia ha spiegato perché sente il dovere di testimoniare: dimenticare è un peccato. Occorre comprendere i fatti, ragionare sulla storia, partire dal contesto generale per arrivare alla vicenda personale, che parla più direttamente al cuore dei giovani.

La sua sfida più grande, ha confessato, è dire tanto con poche parole, riuscendo a contenere l’emozione. Emozione che, tuttavia, ha attraversato tutto l’incontro, rendendolo autentico, intenso, profondamente umano.

Parallelamente, nel plesso “F. Arpino”, Claudio Fano, 91 anni, ha accompagnato i più piccoli nella comprensione della storia attraverso documenti originali. Tra questi, un’ordinanza del 6 ottobre 1943, firmata dal maresciallo d’Italia Rodolfo Graziani, allora Ministro della Difesa Nazionale della Repubblica Sociale Italiana, che disponeva il disarmo dei Carabinieri a Roma, prevedendo arresti, internamenti e ritorsioni contro le famiglie dei militari che non avessero obbedito.

“Il Giorno della Memoria – spiega il dirigente scolastico Nazario Malandrino -  non è soltanto una ricorrenza, ma una responsabilità educativa. È il momento in cui la storia entra nella scuola non come pagina da studiare, ma come coscienza da formare. La giornata di oggi ha rappresentato per il nostro Istituto un’occasione di altissimo valore civile e pedagogico. La presenza a scuola di Lello Dell’Ariccia, presidente del Progetto Memoria, e di Claudio Fano, esponente dell’ANFIM – Associazione Nazionale Famiglie Italiane dei Martiri, ha offerto ai nostri studenti un incontro diretto con testimoni e custodi della Memoria, capaci di trasformare i fatti storici in esperienza viva, comprensibile, profondamente umana”.

“Attraverso i loro racconti- continua il preside Malandrino - gli alunni hanno potuto comprendere che la Shoah e le persecuzioni non furono eventi astratti, ma il risultato di scelte, silenzi, obbedienze e, talvolta, di coraggi individuali. In particolare, il documento mostrato da Claudio Fano – un’ordinanza del 6 ottobre 1943, firmata dal maresciallo d’Italia Rodolfo Graziani, allora Ministro della Difesa Nazionale della Repubblica Sociale Italiana – ha reso tangibile la brutalità di quel periodo: un ordine che disponeva il disarmo dei Carabinieri a Roma, minacciando arresti, internamenti e persino ritorsioni contro le famiglie di chi si fosse rifiutato di consegnare le armi. Un atto che segnò la rottura definitiva tra legalità e violenza, e che mostra come anche lo Stato possa trasformarsi in strumento di sopraffazione”.

“Da questo documento storico  - conclude il dirigente scolastico Malandrino - è partito un racconto più ampio sull’Italia di quegli anni, che ho voluto richiamare anche attraverso un episodio familiare: il rifiuto di mio nonno carabiniere, mio omonimo, di prestare il saluto militare ai miliziani fascisti, gesto che gli costò la punizione della cella di rigore. Piccoli atti di disobbedienza morale che, allora come oggi, ci interrogano sul significato della responsabilità individuale. Il documento mostrato oggi ci ricorda anche un altro aspetto fondamentale: il valore delle istituzioni quando restano fedeli alla legge e alla tutela delle persone, e il pericolo che nasce quando la forza viene sottratta allo Stato di diritto e affidata a milizie ideologiche, svincolate da ogni responsabilità democratica. La scuola non fornisce risposte precostituite né giudizi politici, ma educa a riconoscere i segnali, a interrogarsi sul valore delle istituzioni democratiche e sulla necessità che la forza sia sempre sottoposta alla legge, al controllo e al rispetto della dignità umana. È anche questo il senso più profondo della Memoria”.

Alla giornata hanno partecipato anche la Presidente del Consiglio di Istituto, avv. Claudia Sofia, il consigliere Diego Violo per l’Amministrazione comunale, Bruno Vacca, già sindaco di Sant’Elia Fiumerapido e presidente dell’associazione Terra di Lavoro, con cui l’Istituto collabora su progetti di educazione al valore del denaro e che ha sostenuto la scuola con una donazione, Carmine Sove per l’Associazione Nazionale Carabinieri di Vallerotonda e della Val di Comino – con cui gli studenti partecipano a un concorso nazionale – e il maresciallo Claudio Camasso, luogotenente della Stazione dei Carabinieri di Sant’Elia Fiumerapido.

Al termine della giornata, Lello Dell’Ariccia e Claudio Fano sono stati omaggiati con un libro sulla storia di Sant’Elia, una borraccia e, da parte di Bruno Vacca, con un volume su Montecassino “Io, Abbatia” da lui scritto.

 


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